Differenze tra le versioni di "Tesis"

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== DON VALENTINO MANIAGO (1898-1908)==
 
 
Il defunto Parroco don Cargnelli fu sostituito da don Valentino Maniago (1845-1908) il quale, finito il difficile problema di pagare le campane, tornò sull'idea, mai sopita, di ampliare la chiesa e interessò della questione un ingegnere di Spilimbergo.
 
Questi nel settembre 1899 presentò un progetto nel quale faceva propria l'idea iniziale di don Gasparotto di trasportare la facciata della chiesa ad Est dove ora si trova il monumento ai caduti. La chiesa nel suo complesso avrebbe assunto una forma a croce greca.
 
Ma fu l'ultimo fuoco di paglia: tutto e definitivamente si spense in quel progetto.
 
Le campane che tanto sudore costarono e tante incomprensioni, furono prelevate il 27 febbraio 1918 per fare cannoni, quando Tesis fu invasa dagli Austriaci durante la prima guerra mondiale dal 5 novembre 1917 al 2 novembre 1918. Nel 1922 se ne fecero di nuove ma di scarso valore, con il fondo statale per i danni di guerra; così che nel 1933 ne vennero fatte delle nuove e pagate in fretta senza tanti problemi, soprattutto con il largo contributo degli emigranti. Sono le campane che attualmente si trovano sul campanile.
 
 
 
== DON ANTONIO PICCOLO (1908-1922)==
==Medaglia di bronzo al Valore Militare==
 
 
Nel 1908, alla morte di don Maniago, arriva a Tesis don Antonio Piccolo nato a Summaga, frazione di Portogruaro (Ve) nel 1875. E' un giovane prete di 33 anni. Capisce a volo che l'ampliamento della chiesa è un argomento che non si deve più toccare. E' a conoscenza di tutte le disgrazie che quell'idea ha prodotto e, perciò, l'abbandona del tutto e non ci pensa più.
 
A Tesis don Antonio trova una ''CASSA RURALE'' appena messa in piedi forse dal suo immediato predecessore, don Candido Carnielli, rimasto a Tesis per un breve periodo dopo la morte di don Valentino Maniago.
 
In questa ''CASSA RURALE'' vengono fatti i primi versamenti da parte dei soci, il 4 marzo 1908. Ma la sua piena attività si sviluppa a partire dall'agosto del 1908 cioè all'arrivo del nuovo parroco e rimane attiva fino al 1922, vale a dire fino alla partenza di don Piccolo da Tesis.
 
La ''CASSA RURALE'' assume, soprattutto nel periodo della prima guerra mondiale, la funzione di tutela dei risparmi degli emigranti.
A quanto mi è dato conoscere, la CASSA era sostenuta da vari soci, quasi tutti i capi famiglia. A capo aveva un presidente; c'erano, inoltre, un segretario ed un magazziniere. La presenza del magazziniere lascia chiaramente intendere che la CASSA serviva per acquistare le merci necessarie alle case e ai campi per poi rivenderle ai soci a prezzi agevolati. Del resto le scarse note in mio possesso parlano proprio di una simile attività. Era una specie di Cooperativa.
 
'''Don Piccolo punto di riferimento del paese durante la I guerra mondiale'''
 
Don Piccolo risulta essere l'anima del paese. Gli emigranti cominciano ad andare più lontano di Trieste e Venezia. Tentano le strade dell'Europa. E' necessario tenere un saldo collegamento tra loro e le loro famiglie. Don Antonio fa da ponte con zelo come risulta dalla corrispondenza conservata. Tanto è vero che quando, purtroppo, arriva la guerra del 1915-18, il parroco è considerato il tramite ideale tra la gente e i militari di Tesis che erano al fronte e poi con le truppe Austriache quando occupano il paese dal 5 novembre 1917 fino al 2 novembre 1918.
 
Don Piccolo si era guadagnato un passo alla volta questa posizione di fiducia.
 
Merita una particolare menzione a questo punto, la maestra ''Brigida Salvadori'', la quale, dicottenne, di famiglia originaria da Tesis, faceva scuola in paese nel periodo dell'occupazione austriaca. Essa tenne un prezioso diario, ben scritto e soprattutto interessante fonte di notizie di quel momento storico. Questo diario verrà pubblicato a parte.
 
Tornando a Don Piccolo, va ricordato che subito dopo la guerra egli venne insignito della ''Medaglia di Bronzo al Valore Militare'' per i meriti acquisiti a Tesis nel periodo della guerra stessa.
 
Egli lasciò il paese nel 1922, a 47 anni, per trasferirsi nella parrocchia di Fontanafredda (Pn) dove morì nel 1942.
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