Differenze tra le versioni di "Tesis"

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D'Agnolo Pietro fu Osvaldo Mariano, D'Agnolo Luigi di Pietro
 
 
 
 
''Sentito il parere dei capi casa del paese lì 27 gennaio 1884 in una vicinia appositamente tenuta nel locale della scuola, si decise di conservar queste consuetudini 3.a) b) c) e così pure quella notata col n.5''
 
 
'''La solidarietà degli emigranti'''
 
Come segno manifesto della sicura partecipazione degli emigranti alle necessità della parrocchia, in data 6 aprile 1884 alcuni operai residenti a Murano presso la vetreria Zecchini offrono alla chiesa la Portantina per portare in processione la statua della Madonna 1'8 settembre.
Essi sono:
Antonio e Serafino Tolusso Pirissut fu Angelo; Pietro Tolusso fu Luigi; Vincenzo D'Agnolo Bambinello di Giobatta; Pietro Tolusso di Giovanni Toluss; Angeli Giambattista Bonomo di Pietro; Angeli Luigi di Giovanni di Mitilla; Giovanni Salvadori fu Luigi e D'Agnolo Giovanni Crich fu Luigi.
 
Sembrerebbe logico pensare che da questa data, 27 gennaio 1884, in poi tutto dovesse procedere con celerità, dato che i capifamiglia avevano approvato il progetto ed era, quindi, volontà di tutti che la Chiesa venisse ampliata.
 
Il 17 giugno 1884 don Felice apre un libretto alla Cassa di Risparmio di Maniago e deposita 80 lire. In agosto riceve da Murano lire 166,25.
Don Felice scrive in un libretto a parte la contabilità relativa alla Fabbrica della chiesa. E' sicuro che tutto procederà speditamente e forse si riuscirà a saldare il debito ancor prima dei dieci anni previsti dal suo progetto.
 
 
'''Sorgono difficoltà e don Felice lascia Tesis'''
 
 
In questo libretto, però, si costata che offerte della popolazione risultano poche se si eccettuano i vari ricavati dalla vendita della "galeta". Inoltre, don Felice trova solo 9,75 lire nella cassetta in chiesa nel mese di settembre 1884 che è quello più ricco per entrate.
 
Attraverso sempre quel libretto (che in seguito verrà usato anche da don Cargnelli per lo stesso scopo) si nota che non vengono applicati per nulla i vari punti del progetto. Le offerte se entrano, entrano in maniera disordinata e non secondo il piano di don Gasparotto. Anzi, esso è in gran parte buttato alle ortiche. Non c'è traccia né del suino di s.Antonio né del tacchino d'India, né dai magredi arrivano dei civanzi.
 
Insomma, il progetto non trova l'esecuzione che don Gasparotto si aspettava. Convince poco il sistema di reperimento dei fondi. Ancor meno convince l'idea di spostare la facciata della chiesa che da secoli è sistemata verso il calar del sole.
 
Comunque, la necessità di allargare l'edificio è a tutti visibile, ma non altrettanto è facile trovare un accordo su come fare a realizzare tale opera, così di punto in bianco come vorrebbe don Felice.
 
A mio giudizio gioca a sfavore dell'opera da un lato l'eccessiva precipitazione di don Felice e dall'altro, un certo protagonismo di alcune persone del paese che si sentono scavalcate dall'iniziativa dirompente di don Gasparotto. Esse operano sottobanco in maniera tale da isolare il prete e così costringere il progetto ad andare a gambe all' aria.
 
E' come se nel paese si fosse rotto un certo equilibrio di potere da tutti riconosciuto prima dell'arrivo del nuovo parroco. Questo fatto a qualcuno non comoda. Chi è questo qualcuno non è dato saperlo. Per ora.
 
Intanto don Gasparotto, un po' amareggiato per la verità, fa un giro per raccogliere pareri e fondi presso gli emigranti di Trieste e di Murano-Venezia. Qui riceve solidarietà e offerte. A Tesis, invece, cresce il malcontento. Sorgono contrasti e malumore tra la gente.
 
Tanto che don Felice nel 1885 non ritiene prudente restare più a lungo a Tesis e inaspettatamente fa i bagagli e se ne va, approdando nella parrocchia di Provesano dove resterà fino alla morte avvenuta nel 1924. A Tesis egli restò solo 3 anni.
 
Perché se ne va così in fretta pur avendo avviato un progetto che terrà occupato il paese per circa vent'anni?
 
Don Felice praticamente fugge da una situazione che ormai reputa insostenibile. Egli fa una semplice costatazione: in paese ci sono persone che riescono persino a far cambiare un parere alla gente che solo un anno fa aveva deciso unanimemente di dar vita alla Fabbrica della Chiesa. Sono persone potenti. Io, contro di loro non ho nessuna voglia di mettermi a dar battaglia perché sono un sacerdote.
 
Quella di don Felice fu una vera e propria fuga. Lo sta a testimoniare il fatto che egli non va a finire in una parrocchia più grossa di Tesis, ma uguale a Tesis quanto a numero di abitanti. E vi sta fino alla morte.
 
 
 
== DON GIUSEPPE CARGNELLI (1885-1898)==
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