Pagina:Laerzio - Vite dei filosofi, 1842, I.djvu/145: differenze tra le versioni

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Spesso nelle quistioni, disputando con maggior calore, dava dei pugNi, si strappava la barba, e molTi spregiandolo lo deridevano; e tutte queste cose e’ tollerava pazientemente. Ond’è che percosso di un calcio ed alcuni meravigliando perchè il comportava, disse: ''Se un asino mi avesse dato un calcio, dovrei io muovergli contro una lite?'' — Così Demetrio.
Spesso nelle quistioni, disputando con maggior calore, dava dei pugNi, si strappava la barba, e molTi spregiandolo lo deridevano; e tutte queste cose e’ tollerava pazientemente. Ond’è che percosso di un calcio ed alcuni meravigliando perchè il comportava, disse: ''Se un asino mi avesse dato un calcio, dovrei io muovergli contro una lite?'' — Così Demetrio.


VII. Non ebbe mestieri di viaggiare, siccome la maggior parte, fuor quando gli convenne fare il soldato. Rimanendo il resto del tempo nello stesso luogo, contenzioso com’era, disputava co’ suoi famigliari, non per distorli dalla propria opinione, ma perchè sforzavasi di conoscere a fondo la verità. — Dicono che Euripide, dandogli un’opera di Eraclito, gli chiedesse: ''Che te ne pare?'' ed esso aver risposto: ''Eccellenti le cose che ho comprese; e ciò penso anche di quelle che non ho comprese: se non che vi è bisogno in qualche luogo di un palombajo di Delo. — Curava anche gli esercizii del corpo, ed era di buona complessione. Militò quindi ad Amfipoli; e nella battaglia presso Delio raccolse e salvò Senofonte che era caduto da cavallo; e mentre tutti gli Ateniesi fuggivano, si ritirò a passo lento, rivolgendosi tranquillamente indietro, parato a resistere, se alcuno fosse sopravvenuto; e militò anche per mare in Potidea, poichè la guerra ostava che si potesse a piedi; nel qual tempo raccontano che e’ sia rimasto un’intera notte nella stessa positura; e che siasi mostrato valorosissimo ivi cedendo il pregio del valore ad Alcibiade, il quale, dice Aristippo, nel quarlo delle ''Delizie antiche'', era anche amato da lui. Che però giovinetto, in compagnia
VII. Non ebbe mestieri di viaggiare, siccome la maggior parte, fuor quando gli convenne fare il soldato. Rimanendo il resto del tempo nello stesso luogo, contenzioso com’era, disputava co’ suoi famigliari, non per distorli dalla propria opinione, ma perchè sforzavasi di conoscere a fondo la verità. — Dicono che Euripide, dandogli un’opera di Eraclito, gli chiedesse: ''Che te ne pare?'' ed esso aver risposto: ''Eccellenti le cose che ho comprese; e ciò penso anche di quelle che non ho comprese: se non che vi è bisogno in qualche luogo di un palombajo di Delo.'' — Curava anche gli esercizii del corpo, ed era di buona complessione. Militò quindi ad Amfipoli; e nella battaglia presso Delio raccolse e salvò Senofonte che era caduto da cavallo; e mentre tutti gli Ateniesi fuggivano, si ritirò a passo lento, rivolgendosi tranquillamente indietro, parato a resistere, se alcuno fosse sopravvenuto; e militò anche per mare in Potidea, poichè la guerra ostava che si potesse a piedi; nel qual tempo raccontano che e’ sia rimasto un’intera notte nella stessa positura; e che siasi mostrato valorosissimo ivi cedendo il pregio del valore ad Alcibiade, il quale, dice Aristippo, nel quarlo delle ''Delizie antiche'', era anche amato da lui. Che però giovinetto, in compagnia
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