Pagina:Sotto il velame.djvu/531: differenze tra le versioni

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<section begin="2" />{{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/189|&nbsp;I]]|*[[Sotto il velame/Il corto andare/I|Capitolo I]]}}. Dante aveva acquistato la ''prudenza'': contro la lonza esercita con frutto la ''temperanza'' e la ''fortezza'', contro la lupa, in vano, la ''giustizia''. L’esercizio di queste quattro virtù è l’''uso pratico'' dell’animo. Dunque il corto andare è la vita attiva. {{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/194|—&nbsp;II]]|*[[Sotto il velame/Il corto andare/II|Capitolo II]]}}. È il cammino del mondo coperto di malizia, contro la quale e per il quale sono invocati la guida e il freno, cioè la regal ''prudenza''<ref>Aggiungi la cit. del {{TestoCitato|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIII#riga105|Par. XIII 104.}}</ref> e la legal giustizia, cioè il veltro, cioè l’imperatore.<section end="2" />
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