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<section begin="1" />e la frode ha della lupa; e il leone ha una brama sola come la violenza, e la lupa tante, come la frode, ed è bestia malvagia e malvagia e ria tanto la frode quanto la lupa. <ref>Aggiungi in fine, che Gerione, sozza imagine di frode, è detto bestia malvagia come la lupa.</ref>
<section begin="1" />e la frode ha della lupa; e il leone ha una brama sola come la violenza, e la lupa tante, come la frode, ed è bestia malvagia e malvagia e ria tanto la frode quanto la lupa.<ref>Aggiungi in fine, che Gerione, sozza imagine di frode, è detto bestia malvagia come la lupa.</ref> {{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/141|—&nbsp;III]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/III|Capitolo III]]}}. Cicerone è l’autor di Dante nella divisione della malizia in ''vis'' e ''fraus'', e Cicerone raffronta la ''vis'', al leone, e la ''fraus'' alla volpe, che Dante muta in lupa, per sue buone ragioni.<ref>A [[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/119|pag. 119]], nota 2, continua la nota cosi: Crudeltà è divisa in due maniere. L’una è forza e l’altra è bugia. Forza è come di leone, bugia è come di volpe (nel cod. e ''simia'', nel francese è ''gorpil''): l’una e l’altra è pessima cosa e inumana etc. Il ''Moralium dogma'' è nell’ed. Romagnoliana del Tesoro tradotto.</ref> {{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/145|—&nbsp;IV]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/IV|Capitolo IV]]}}. La lonza è incontinenza, come è dichiarato dal rimedio che val contro essa, e contro la femmina balba del purgatorio (che è la lonza rovesciata, per così dire).
{{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/141|—&nbsp;III]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/III|Capitolo III]]}}. Cicerone è l’autor di Dante nella divisione della malizia in ''vis'' e ''fraus'', e Cicerone raffronta la ''vis'', al leone, e la ''fraus'' alla volpe, che Dante muta in lupa, per sue buone ragioni. <ref>A pag. 119, nota 2, continua la nota cosi: Crudeltà è divisa in due maniere. L’una è forza e l’altra è bugia. Forza è come di leone, bugia è come di volpe (nel cod. e ''simia'', nel francese è''gorpil''): l’una e l’altra è pessima cosa e inumana etc. Il ''Moralium dogma'' è nell’ed. Romagnoliana del Tesoro tradotto.</ref> {{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/145|—&nbsp;IV]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/IV|Capitolo IV]]}}. La lonza è incontinenza, come è dichiarato dal rimedio che val contro essa, e contro la femmina balba del purgatorio (che e la lonza rovesciata, per così dire).
{{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/152|—&nbsp;V]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/V|Capitolo V]]}}. La lonza è l’incontinenza di concupiscibile che si muta in incontinenza d’irascibile, e la femmina balba viceversa. {{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/158|—&nbsp;VI]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/VI|Capitolo VI]]}}. La corda gettata a Gerione che cosa significhi; e come confermi che la lonza è l’incontinenza. {{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/167|—&nbsp;VII]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/VII|Capitolo VII]]}}. Perchè Dante non scinse la corda nel primo cerchietto o nel terzo? La lupa non è l’avarizia; perchè qual peccato rappresenterebbero le altre due fiere, più lieve di questo che è un mal tenere? È l’avarizia sì, ma come peccato ''quasi'' d’ingiustizia e facile a tramutarsi in ingiustizia. {{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/174|—&nbsp;VIII]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/VIII|Capitolo VIII]]}}. E così la lupa riassume le altre due fiere, componendosi di triplice inordinazione, nell’appetito, nel volere e nell’intelletto. {{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/177|—&nbsp;IX]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/IX|Capitolo IX]]}}. È cupidità che si liqua in mal volere. Conclusione con accenni alla equivalenza delle tre disposizioni ai sette peccati.<section end="1" />
{{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/152|—&nbsp;V]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/V|Capitolo V]]}}. La lonza è l’incontinenza di concupiscibile che si muta in incontinenza d’irascibile, e la femmina balba viceversa. {{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/158|—&nbsp;VI]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/VI|Capitolo VI]]}}. La corda gettata a Gerione che cosa significhi; e come confermi che la lonza è l’incontinenza.
{{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/167|—&nbsp;VII]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/VII|Capitolo VII]]}}. Perchè Dante non scinse la corda nel primo cerchietto o nel terzo? La lupa non è l’avarizia; perchè qual peccato rappresenterebbero le altre due fiere, più lieve di questo che è un mal tenere? È l’avarizia sì, ma come peccato ''quasi'' d’ingiustizia è facile a tramutarsi in ingiustizia.
{{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/174|—&nbsp;VIII]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/VIII|Capitolo VIII]]}}. E cosi la lupa riassume le altre due fiere, componendosi di triplice inordinazione, nell’appetito, nel volere e nell’intelletto.
{{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/177|—&nbsp;IX]]|*[[Sotto il velame/Le tre fiere/IX|Capitolo IX]]}}. È cupidità che si liqua in mal volere. Conclusione con accenni alla equivalenza delle tre disposizioni ai sette peccati.<section end="1" />



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{{Sc|il corto andare}}. . . . . . . . . . . . . . . .
<section begin="2" />{{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/189|&nbsp;I]]|*[[Sotto il velame/Il corto andare/I|Capitolo I]]}}. Dante aveva acquistato la ''prudenza'': contro la lonza esercita con frutto la ''temperanza'' e la ''fortezza'', contro la lupa, in vano, la ''giustizia''. L’esercizio di queste quattro virtù è l’''uso pratico'' dell’animo. Dunque il corto andare è la vita attiva. {{Pt|[[Pagina:Sotto_il_velame.djvu/194|—&nbsp;II]]|*[[Sotto il velame/Il corto andare/II|Capitolo II]]}}. È il cammino del mondo coperto di malizia, contro la quale e per il quale sono invocati la guida e il freno, cioè la regal ''prudenza''<ref>Aggiungi la cit. del {{TestoCitato|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIII#riga105|Par. XIII 104.}}</ref> e la legal giustizia, cioè il veltro, cioè l’imperatore.<section end="2" />
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XIII 104.</ref> e la legal giustizia, cioe il veltro, cioe l’imperatore.<section end="2" />
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