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dichiara ''felice''... ». E tuttociò ch’essa sa, fa e conosce le è stato appreso attraverso le dieci dita delle mani di un umile Suora «strade di genio, canali di pazienza e di santità, per andare come un fluido sovrannaturale a spandersi nell’intelligenza di questa massa, di questa compagine vegetante che bisognava scuotere, spietrare, amare, che non era nulla» ed è diventata un essere intelligente e pieno di simpatia umana.
{{Colonna}}dichiara ''felice''... ». E tuttociò ch’essa sa, fa e conosce le è stato appreso attraverso le dieci dita delle mani di un umile Suora «strade di genio, canali di pazienza e di santità, per andare come un fluido sovrannaturale a spandersi nell’intelligenza di questa massa, di questa compagine vegetante che bisognava scuotere, spietrare, amare, che non era nulla» ed è diventata un essere intelligente e pieno di simpatia umana.


Un’esistenza «come quella di Suor Sainte-Marguerite, ben dice il Lavedan, basta perciò a provare quella di Dio» ed è con emozione mista ad orgoglio che si pensa come essa e le suore che le furono maestre appartenessero a questa nostra miranda razza latina mai stanca di produrre opere e cuori che non possono morire.
Un’esistenza «come quella di Suor Sainte-Marguerite, ben dice il Lavedan, basta perciò a provare quella di Dio» ed è con emozione mista ad orgoglio che si pensa come essa e le suore che le furono maestre appartenessero a questa nostra miranda razza latina mai stanca di produrre opere e cuori che non possono morire.
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L’Ordine delle ''Filles de la Sagesse'' ha fondato oggi uno dei suoi collegi anche in Italia e precisamente a San Giorgio Monferrato. Ne godo assai e per lo sviluppo dell’Ordine e pel bene nostro. L’ultimo censimento fatto ai io febbraio 1901 dava la cifra veramente impressionante di 38,160 ciechi e di 31,267 sordo-muti, e, pur non tenendo conto, come sarebbe stato desiderabile, se tali difetti fossero congeniti o acquisiti, si rilevò dalle schede che vi erano 196 sordo-muto ciechi.
L’Ordine delle ''Filles de la Sagesse'' ha fondato oggi uno dei suoi collegi anche in Italia e precisamente a San Giorgio Monferrato. Ne godo assai e per lo sviluppo dell’Ordine e pel bene nostro. L’ultimo censimento fatto ai io febbraio 1901 dava la cifra veramente impressionante di 38,160 ciechi e di 31,267 sordo-muti, e, pur non tenendo conto, come sarebbe stato desiderabile, se tali difetti fossero congeniti o acquisiti, si rilevò dalle schede che vi erano 196 sordo-muto ciechi.


Ora, malgrado il numero sempre maggiore di Istituti speciali, un forte numero di tali infelici viene abbandonato del tutto alla carità pubblica e nessuno si occupa di dare ad essi il mezzo di diventare uomini fra gli uomini<ref>Lodevole al sommo e perciò la coraggiosa propaganda fatta da uomini come Maurice de la Sizeranne, il dott. Riemann e i nostri M. Adriani e Augusto Romagnoli. Vedi specialmente gli scritti di quest’ultimo (ora professore di filosofia al R. Liceo di Massa): ''Introduzione alla educazione dei ciechi'', Bologna, Zanichelli, 1906; e ''I ciechi non saranno infelici'', in ''Nuova Antologia'', 1 luglio 1908.</ref>. Non parliamo poi di coloro che hanno la triplice infermità d’essere sordomuto-ciechi, perchè per essi, come è avvenuto ed avviene non solo in Italia ma in Francia ed altrove, non essendo abbastanza diffuso nemmeno fra i medici la conoscenza dei casi più sopra illustrati, ove non restino tutta la vita a carico delle famiglie, vengono senz’altro posti nel reparto tranquilli di qualche manicomio o negli asili degli incurabili. Solo diffondendo libri come quello bellissimo dell’Arnould, si potrà anche in Italia, ai 196 sordo-mutociechi che risultano dalle statistiche, aggiungere tutti <noinclude><references/></noinclude>{{AltraColonna}}quelli che vi devono certo essere in più e salvare quelli questi dalle tragiche sentenze senza appello degli uomini di poca fede.
Ora, malgrado il numero sempre maggiore di Istituti speciali, un forte numero di tali infelici viene abbandonato del tutto alla carità pubblica e nessuno si occupa di dare ad essi il mezzo di diventare uomini fra gli uomini<ref>Lodevole al sommo e perciò la coraggiosa propaganda fatta da uomini come Maurice de la Sizeranne, il dott. Riemann e i nostri M. Adriani e Augusto Romagnoli. Vedi specialmente gli scritti di quest’ultimo (ora professore di filosofia al R. Liceo di Massa): ''Introduzione alla educazione dei ciechi'', Bologna, Zanichelli, 1906; e ''I ciechi non saranno infelici'', in ''Nuova Antologia'', 1 luglio 1908.</ref>. Non parliamo poi di coloro che hanno la triplice infermità d’essere sordomuto-ciechi, perchè per essi, come è avvenuto ed avviene non solo in Italia ma in Francia ed altrove, non essendo abbastanza diffuso nemmeno fra i medici la conoscenza dei casi più sopra illustrati, ove non restino tutta la vita a carico delle famiglie, vengono senz’altro posti nel reparto tranquilli di qualche manicomio o negli asili degli incurabili. Solo diffondendo libri come quello bellissimo dell’Arnould, si potrà anche in Italia, ai 196 sordo-mutociechi che risultano dalle statistiche, aggiungere tutti <noinclude>
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quelli che vi devono certo essere in più e salvare quelli questi dalle tragiche sentenze senza appello degli uomini di poca fede.


Possa la presenza fra noi delle benemerite Suore della Sagesse indurre chi di ragione a delle indagini più accurate; qualche cuore desolato di madre a delle più fondate speranze!
Possa la presenza fra noi delle benemerite Suore della Sagesse indurre chi di ragione a delle indagini più accurate; qualche cuore desolato di madre a delle più fondate speranze!
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''Times'', 1° giugno 1910.
''Times'', 1° giugno 1910.


«Il sig. Magistretti suonò la scorsa sera nella Aeolian Hall molti pezzi per arpa sola in modo delizioso e con tecnica perfetta. Fu specialmente ammirato per il gusto con cui interpretò alcuni pezzi originariamente scritti per altri istrumenti. Il programma comprendeva due pezzi per clavicembalo: un ''Andante e allegro'' dell’abate Rossi e la ''Toccata'' del Paradisi che si adattano assai bene all’arpa, riproducendo i toni caratteristici del clavicembalo in modo sorprendente. Il sig. Magistretti, inoltre, rese con somma delicatezza certe gradazioni di toni, aggiungendo al pezzo grande effetto musicale. La ben nota ''Gavotte'' di Bach, scritta per violino, fu eseguita con grande abilità e in modo di non guastare la ritmica energia caratteristica dell’originale. La ''I Arabesque'' e{{FineColonna}}
«Il sig. Magistretti suonò la scorsa sera nella Aeolian Hall molti pezzi per arpa sola in modo delizioso e con tecnica perfetta. Fu specialmente ammirato per il gusto con cui interpretò alcuni pezzi originariamente scritti per altri istrumenti. Il programma comprendeva due pezzi per clavicembalo: un ''Andante e allegro'' dell’abate Rossi e la ''Toccata'' del Paradisi che si adattano assai bene all’arpa, riproducendo i toni caratteristici del clavicembalo in modo sorprendente. Il sig. Magistretti, inoltre, rese con somma delicatezza certe gradazioni di toni, aggiungendo al pezzo grande effetto musicale. La ben nota ''Gavotte'' di Bach, scritta per violino, fu eseguita con grande abilità e in modo di non guastare la ritmica energia caratteristica dell’originale. La ''I Arabesque'' e
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