Pagina:Il buon cuore - Anno IX, n. 30 - 23 luglio 1910.pdf/3: differenze tra le versioni

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Ora, malgrado il numero sempre maggiore di Istituti speciali, un forte numero di tali infelici viene abbandonato del tutto alla carità pubblica e nessuno si occupa di dare ad essi il mezzo di diventare uomini fra gli uomini<ref>Lodevole al sommo e perciò la coraggiosa propaganda fatta da uomini come Maurice de la Sizeranne, il dott. Riemann e i nostri M. Adriani e Augusto Romagnoli. Vedi specialmente gli scritti di quest’ultimo (ora professore di filosofia al R. Liceo di Massa): ''Introduzione alla educazione dei ciechi'', Bologna, Zanichelli, 1906; e ''I ciechi non saranno infelici'', in ''Nuova Antologia'', 1 luglio 1908.</ref>
Ora, malgrado il numero sempre maggiore di Istituti speciali, un forte numero di tali infelici viene abbandonato del tutto alla carità pubblica e nessuno si occupa di dare ad essi il mezzo di diventare uomini fra gli uomini<ref>Lodevole al sommo e perciò la coraggiosa propaganda fatta da uomini come Maurice de la Sizeranne, il dott. Riemann e i nostri M. Adriani e Augusto Romagnoli. Vedi specialmente gli scritti di quest’ultimo (ora professore di filosofia al R. Liceo di Massa): ''Introduzione alla educazione dei ciechi'', Bologna, Zanichelli, 1906; e ''I ciechi non saranno infelici'', in ''Nuova Antologia'', 1 luglio 1908.</ref>
. Non parliamo poi di coloro che hanno la triplice infermità d’essere sordomuto-ciechi, perchè per essi, come è avvenuto ed avviene non solo in Italia ma in Francia ed altrove, non essendo abbastanza diffuso nemmeno fra i medici la conoscenza dei casi più sopra illustrati, ove non restino tutta la vita a carico delle famiglie, vengono senz’altro posti nel reparto tranquilli di qualche manicomio o negli asili degli incurabili. Solo diffondendo libri come quello bellissimo dell’Arnould, si potrà anche in Italia, ai 196 sordo-mutociechi che risultano dalle statistiche, aggiungere tutti
. Non parliamo poi di coloro che hanno la triplice infermità d’essere sordomuto-ciechi, perchè per essi, come è avvenuto ed avviene non solo in Italia ma in Francia ed altrove, non essendo abbastanza diffuso nemmeno fra i medici la conoscenza dei casi più sopra illustrati, ove non restino tutta la vita a carico delle famiglie, vengono senz’altro posti nel reparto tranquilli di qualche manicomio o negli asili degli incurabili. Solo diffondendo libri come quello bellissimo dell’Arnould, si potrà anche in Italia, ai 196 sordo-mutociechi che risultano dalle statistiche, aggiungere tutti

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quelli che vi devono certo essere in più e salvare quelli questi dalle tragiche sentenze senza appello degli uomini di poca fede.
quelli che vi devono certo essere in più e salvare quelli questi dalle tragiche sentenze senza appello degli uomini di poca fede.
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