Pagina:Guicciardini, Francesco – Scritti autobiografici e rari, 1936 – BEIC 1843787.djvu/277: differenze tra le versioni

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rigattiere che per ordinario tenga e’ libri doppi, né sono indovino che dua, tre o quattro anni fa avessi immaginato questo caso e preparatomi. Dove dunche sono andati questi danari? Guardate come bene dice quello proverbio che le bugie sono zoppe, guardate quanta è la forza della veritá e della conscienzia. Non aspettava giá questo lo accusatore che io producessi e’ libri mia, a che nessuna ragione mi poteva strignere, non che io mettessi qua in mezzo le arme mie proprie, e dessi libertá a ognuno di adoperarle contro a me. È grande differenzia da non comparire e fuggire el giudicio, a sottoporsi al giudicio più ancora che l’uomo non è obbligato, più che forse non s’ha a memoria che facessi mai alcuno; se io fussi stato in Spagna sarei venuto per le poste, e tu mi credi persuadere a andarmene? Ho, se io non mi inganno, satisfatto a ogni cosa più forse che voi non aspettavi, giudici, più certo che non credeva questo popolo; ma non voglio ancora restare di mostrarvi più oltre.
sono giá rigattiere che per ordinario tenga e’ libri doppi, né

sono indovino che dua, tre o quattro anni fa avessi immaginato questo caso e preparatomi. Dove dunche sono andati
Io dico che dal principio di questa guerra insino alla ruina di Roma, tutta la fanteria vostra e del papa ha avuto la paga ogni trenta dí; e se qualche volta per non essere e’ danari in ordine o per essere impedito el tesoriere sono andati più in lá dua o tre dí, sono stati fatti loro buoni in sulla paga; in modo che non hanno servito una ora sanza pagamento, e particularmente sono stati pagati nel tempo che vennono in Toscana. Chi dice questo? Diconlo tutti, diconlo loro; ecco qua le lettere di diversi tempi del conte Guido, del conte di Gaiazzo, che dimandano le provisione de’ capitani, perché era lo ordine pagare prima e’ fanti; ecco le fede de’ capitani medesimi; ecco tanti testimoni che dicono che in nessuna guerra di Italia non si feciono mai sí belli pagamenti. Ecco le lettere del nunzio del papa da Vinegia che quella signoria fa instanzia che noi non paghiamo ogni trenta di, perché e’ fanti loro, che sono pagati più tardi, si sviano, di che se avessimo potuto contentargli l’aremo fatto sanza aspettare loro prieghi; ma lo essere distribuita questa fanteria in capitani troppo grossi, conte di Gaiazzo, conte Guido Rangone, signor Giovanni, ha
questi danari? Guardate come bene dice quello proverbio che
le bugie sono zoppe, guardate quanta è la forza della veritá
e della conscienzia. Non aspettava giá questo lo accusatore
che io producessi e’ libri mia, a che nessuna ragione mi poteva strignere, non che io mettessi qua in mezzo le arme mie
proprie, e dessi libertá a ognuno di adoperarle contro a me.
È grande differenzia da non comparire e fuggire el giudicio,
a sottoporsi al giudicio piú ancora che l’uomo non è obbligato,
piú che forse non s’ha a memoria che facessi mai alcuno;
se io fussi stato in Spagna sarei venuto per le poste, e tu mi
credi persuadere a andarmene? Ho, se io non mi inganno, satisfatto a ogni cosa piu forse che voi non aspettavi, giudici,
piú certo che non credeva questo popolo; ma non voglio
ancora restare di mostrarvi piú oltre.
Io dico che dal principio di questa guerra insino alla ruina
di Roma, tutta la fanteria vostra e del papa ha avuto la paga
ogni trenta di; e se qualche volta per non essere e’ danari in
ordine o per essere impedito el tesoriere, sono andati piú in
lá dua o tre di, sono stati fatti loro buoni in sulla paga; in
modo che non hanno servito una ora sanza pagamento, e particolarmente sono stati pagati nel tempo che vennono in Toscana. Chi dice questo? Diconlo tutti, diconlo loro; ecco qua le
lettere di diversi tempi del conte Guido, del conte di Gaiazzo,
che dimandano le provisione de’ capitani, perché era lo ordine pagare prima e’ fanti; ecco le fede de’ capitani medesimi;
ecco tanti testimoni che dicono che in nessuna guerra di Italia
non si feciono mai si belli pagamenti. Ecco le lettere del
nunzio del papa da Vinegia che quella signoria fa instanzia
che noi non paghiamo ogni trenta di, perché e’ fanti loro, che
sono pagati piú tardi, si sviano, di che se avessimo potuto
contentargli l’aremo fatto sanza aspettare loroprieghi; malo
essere distribuita questa fanteria in capitani troppo grossi,
conte di Gaiazzo, conte Guido Rangone, signor Giovanni, ha