Differenze tra le versioni di "Pagina:Matilde Serao La moglie di un grand'uomo, 1919.djvu/213"

 
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La contessa Flavia Andorno era simpatica, aveva ventotto anni, quarantamila lire di rendita per dote e non prendeva marito. Ogni tanto ne rifiutava uno. La contessa Flavia leggeva molto, inventava lei la moda, che le signore eleganti imitavano, non andava alle prime rappresentazioni, ma alle seconde, non amava la poesia, non s’imbellettava, non era mai ammalata, viaggiava molto spesso, accettava la corte sino ad un certo limite, non parlava mai di politica, amava più la conversazione degli uomini che quella delle donne, aveva gli occhi bigi, la pelle bruna ed i capelli castani. Era quindi chiamata, a torto a ragione — io non ci metto bocca — una donna di spirito. Il marchese Ernesto Carafa, ''idem'' aveva trentadue anni, una bella testa dalla criniera {{Pt|bion-|}}
La contessa Flavia Andorno era simpatica, aveva ventotto anni, quarantamila lire di rendita per dote e non prendeva marito. Ogni tanto ne rifiutava uno. La contessa Flavia leggeva molto, inventava lei la moda, che le signore eleganti imitavano, non andava alle prime rappresentazioni, ma alle seconde, non amava la poesia, non s’imbellettava, non era mai ammalata, viaggiava molto spesso, accettava la corte sino ad un certo limite, non parlava mai di politica, amava più la conversazione degli uomini che quella delle donne, aveva gli occhi bigi, la pelle bruna ed i capelli castani. Era quindi chiamata, a torto a ragione — io non ci metto bocca — una donna di spirito.

Il marchese Ernesto Carafa, ''idem'' aveva trentadue anni, una bella testa dalla criniera {{Pt|bion-|}}
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