Differenze tra le versioni di "Pagina:Gli sposi promessi I.djvu/128"

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«Spiegatevi meglio.»
 
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«Ecco come si fa. Bisogna aver due testimonj, destri e ben informati. Si va dal parroco. Lo sposo dice: — Signor curato, questa è mia moglie: — la sposa dice: — Signor curato, questo è mio marito: — il parroco sente, i téstimonj sentono, e il matrimonio è fatto e sacrosanto come se lo avesse fatto il papa. Ma bisogna che il curato senta, che non s’interrompa, perché se <ref>vi sfugge</ref> ha tempo di fuggir prima che tutto sia detto, non si è fatto niente. Bisogna dire in fretta, ma chiaro, <ref>questa è mia moglie, questo è mio marito, come faccio io</ref> sentite: come faccio io: questa è mia moglie: questo è mio marito: — <ref>[e faceva] e dava loro lezione di una volubilità di lingua</ref> (e faceva mostra di una volubilità di lingua che in verità possedeva in modo singolare). Quando le parole son proferite, il curato può strillare, strepitare, fare quello che vuole, siete marito e moglie.»<ref>''Degna d’essere conosciuta un’aggiunta posteriore, che non fu poi mantenuta, ma che è in relazione al cosi ben colorito ritratto d'Agnese, edita un sapore particolare della nota ironia manzoniana:'' Fra persone cólte, è un inconveniente molto comune quello di pronunziar nettamente le parole, e d’annettervi idee spropositate. Ad Agnese era accaduto il contrario: Mi storpiava il vocabolo, ma aveva l’idea precisa della cosa</ref>
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«Ecco come si fa. Bisogna aver due testimonj, destri e ben informati. Si va dal parroco. Lo sposo dice: — Signor curato, questa è mia moglie: — la sposa dice: — Signor curato, questo è mio marito: — il parroco sente, i téstimonj sentono, e il matrimonio è fatto e sacrosanto come se lo avesse fatto il papa. Ma bisogna che il curato senta, che non s’interrompa, perché se <ref>vi sfugge</ref> ha tempo di fuggir prima che tutto sia detto, non si è fatto niente. Bisogna dire in fretta, ma chiaro, <ref>questa è mia moglie, questo è mio marito, come faccio io</ref> sentite: come faccio io: questa è mia moglie: questo è mio marito: — <ref>[e faceva] e dava loro lezione di una volubilità di lingua</ref> (e faceva mostra di una volubilità di lingua che in verità possedeva in modo singolare). Quando le parole son proferite, il curato può strillare, strepitare, fare quello che vuole, siete marito e moglie.»<ref>''Degna d’essere conosciuta un’aggiunta posteriore, che non fu poi mantenuta, ma che è in relazione al cosi ben colorito ritratto d'Agnese, ed ha un sapore particolare della nota ironia manzoniana:'' Fra persone cólte, è un inconveniente molto comune quello di pronunziar nettamente le parole, e d’annettervi idee spropositate. Ad Agnese era accaduto il contrario: Mi storpiava il vocabolo, ma aveva l’idea precisa della cosa</ref>
   
 
«Possibile!» sciamò Lucia.
 
«Possibile!» sciamò Lucia.
   
«Oh vedete, disse Agnese che nei trent’anni che sono stata al mondo prima di voi altri, non avrò imparato niente. La cosa è certa <ref>[ed io ho] e ho conosciuto</ref> e una mia amica che voleva pigliar marito contra la volontà dei suoi parenti, ha fatto cosi. Poveretta! che arte ha usato per riuscirvi, perché il curato stava sull’avviso, ma ha saputo cogliere il momento,<ref>e poi si è pentita. - Lucia: disse Fermo</ref> ha pigliato colui che voleva, e se ne è pentita tre giorni dopo.»
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«Oh vedete, disse Agnese che nei trent’anni che sono stata al mondo prima di voi altri, non avrò imparato niente. La cosa è certa <ref>[ed io ho] e ho conosciuto</ref> e una mia amica che voleva pigliar marito contra la volontà dei suoi parenti, ha fatto cosi. Poveretta! che arte ha usato per riuscirvi, perché il curato stava sull’avviso, ma ha saputo cogliere il momento,<ref>e poi si è pentita. - Lucia: disse Fermo</ref> ha pigliato colui che voleva, e se ne è pentita tre giorni dopo.»
   
 
<ref>Lucia, disse Fermo, questa è una ispirazione di Dio: se voi mi volete bene, se volete esser mia... io m’ingegno a trovare i téstimonj, e</ref>«Se fosse vero, Lucia!» disse Fermo, riguardandola con aria di una aspettazione supplichevole.
 
<ref>Lucia, disse Fermo, questa è una ispirazione di Dio: se voi mi volete bene, se volete esser mia... io m’ingegno a trovare i téstimonj, e</ref>«Se fosse vero, Lucia!» disse Fermo, riguardandola con aria di una aspettazione supplichevole.
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