Pagina:Il probabile falsificatore della Quaestio de aqua et terra.djvu/5: differenze tra le versioni

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{{x-larger|''QUAESTIO DE AQUA ET TERRA''}}</div>




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Curiosa invero la storia del trattatello ''{{TestoCitato|Dissertazione intorno all'acqua e alla terra|De aqua et terra}}''!
Curiosa invero la storia del trattatello ''{{TestoCitato|Dissertazione intorno all'acqua e alla terra|De aqua et terra}}''!


In sul principio del 1320 {{AutoreCitato|Dante Alighieri|Dante}} si trova, non si sa come, in Mantova, ove sorge una disputa intorno alla posizione de’ due elementi, l’acqua e la terra, pretendendo alcuni che l’acqua fosse in qualche parte della sua sfera più alta della terra emergente. Dante invece crede che la terra sia sempre più elevata della superficie del mare, e sa per quali motivi avvenga tale emersione. Egli ne discute, ma tuttavia la questione "indeterminata restabat", onde l’altero poeta, educato alla verità sin dall’infanzia, non tollera che vi sian dubbi in proposito, e si propone di risolvere il quesito definitivamente<ref>"Unde quom in amore veritatis a pueritia mea continue sim nutritus, non sostinui quaestionem praefatam linquere indiscussam: sed placuit de ipsa verum ostendere, nec non argumenta facta contra dissolvere, tum veritatis amore, tum etiam odio falsitatis". ''De aqua'', §1.</ref>. Si direbbe che dovesse risolverlo in Mantova, dove se n’era discusso; ma no. Per cause misteriose va a tener la sua concione in Verona, "in sacello Helenae gloriosae, coram universo clero veronesi", il 20 genn. di quell’anno 1320<ref>''De aqua'', §24.</ref>. Si crederebbe che di quella disputa solenne dovesse rimanere ricordo presso i contemporanei e che qualcuno
In sul principio del 1320 {{AutoreCitato|Dante Alighieri|Dante}} si trova, non si sa come, in Mantova, ove sorge una disputa intorno alla posizione de’ due elementi, l’acqua e la terra, pretendendo alcuni che l’acqua fosse in qualche parte della sua sfera più alta della terra emergente. Dante invece crede che la terra sia sempre più elevata della superficie del mare, e sa per quali motivi avvenga tale emersione. Egli ne discute, ma tuttavia la questione «indeterminata restabat», onde l’altero poeta, educato alla verità sin dall’infanzia, non tollera che vi sian dubbi in proposito, e si propone di risolvere il quesito definitivamente<ref>«Unde quom in amore veritatis a pueritia mea continue sim nutritus, non sostinui quaestionem praefatam linquere indiscussam: sed placuit de ipsa verum ostendere, nec non argumenta facta contra dissolvere, tum veritatis amore, tum etiam odio falsitatis». ''De aqua'', § 1.</ref>. Si direbbe che dovesse risolverlo in Mantova, dove se n’era discusso; ma no. Per cause misteriose va a tener la sua concione in Verona, «in sacello Helenae gloriosae, coram universo clero veronesi», il 20 genn. di quell’anno 1320<ref>''De aqua'', § 24.</ref>. Si crederebbe che di quella disputa solenne dovesse rimanere ricordo presso i contemporanei e che qualcuno <section end="s2" />