Differenze tra le versioni di "Pagina:Il Baretti - Anno III, n. 1, Torino, 1926.djvu/6"

nessun oggetto della modifica
Corpo della pagina (da includere):Corpo della pagina (da includere):
Riga 130: Riga 130:
 
La tesi, l’antitesi e il divenire non restano concetti astratti e meri, ma assumono la panteistica fisionomia di Enti viventi ed agenti nell’ambito della storia umana e cosmica, della quale sono i plasmatori e i motori.
 
La tesi, l’antitesi e il divenire non restano concetti astratti e meri, ma assumono la panteistica fisionomia di Enti viventi ed agenti nell’ambito della storia umana e cosmica, della quale sono i plasmatori e i motori.
   
Tali Enti sono chiamati dal Caffarelli Impulsi Fontali, e distinti con nomi presi dalla nomenclatura iniziatico-gnostica: Ammano, Lucifero, Cristo.
+
Tali Enti sono chiamati dal Caffarelli Impulsi Fontali, e distinti con nomi presi dalla nomenclatura iniziatico-gnostica: Arimmano, Lucifero, Cristo.
   
 
Ulteriormente affidandoci all’analisi intellettualistica, potremmo aggiungere che il Caffarelli dall’Hegel non accetta solamente la dialettica, ma anche la filosofia della storia, almeno di essa quando gli riesce utile per drammatizzare loe azioni umane con un sistema che dell’evoluzione si valga e alla sintesi comprensiva e totale pervenga.
 
Ulteriormente affidandoci all’analisi intellettualistica, potremmo aggiungere che il Caffarelli dall’Hegel non accetta solamente la dialettica, ma anche la filosofia della storia, almeno di essa quando gli riesce utile per drammatizzare loe azioni umane con un sistema che dell’evoluzione si valga e alla sintesi comprensiva e totale pervenga.
Riga 150: Riga 150:
 
Secondo il quale la Terra attraverso tre fasi involutive, è arrivata all’attuale solidità, che non è comunque definitiva, giacché coll’avvenimento del Golgotha, vale a dire coll’entrata in azione dell’impulso Cristo nella vita della Terra, quest’ultima, abbandonato il meridiano dell’epoca pre-cristica, ha ripreso il cammino in senso evolutivo verso la riconquista del Terrestre Paradiso che non è più nel passato e in alto, ma nell’avvenire o in noi.
 
Secondo il quale la Terra attraverso tre fasi involutive, è arrivata all’attuale solidità, che non è comunque definitiva, giacché coll’avvenimento del Golgotha, vale a dire coll’entrata in azione dell’impulso Cristo nella vita della Terra, quest’ultima, abbandonato il meridiano dell’epoca pre-cristica, ha ripreso il cammino in senso evolutivo verso la riconquista del Terrestre Paradiso che non è più nel passato e in alto, ma nell’avvenire o in noi.
   
Cristo sta così, quale separatore, quale dinamis e quale giudice, in mezzo a due epocho cosmostorioh© della Terra (cicli) che diverrà perciò Suo spaciale campo di lavoro e Suo corpo.
+
Cristo sta così, quale separatore, quale dinamis e quale giudice, in mezzo a due epocho cosmostoriohe della Terra (cicli) che diverrà perciò Suo speciale campo di lavoro e Suo corpo. Identica e parallela a tale cosmostoria svolgesi la storia antropologica dell’umanità la quale, dall’eterea innocenza indiana, mediante l’Iran e mediante l’Egitto, involve verso una sempre maggior solidificazione del corpo fisico umano; involuzione che va congiunta ad una sempre più amorosa attenzione dell’uomo alla Terra; fino a giungere all’apice di tale stato di fatto e d’animo colla civiltà pagana, che nell’orologio della cosmostoria segna il solare mezzogiorno.
   
 
Fermarsi a tal punto non era d’altronde dato, ma riprendere con rinnovato spirito il cammino evolutivo era necessario dalla morte evocando le passate esperienze e civiltà, che devono dall’uomo essere rivissute e rifatte, ma in senso evolutivo e mediante l’impulso del Cristo.
Identica e parallela a tale coomostoria svolgesi la storia antropologica dell’umanità la quale, dall’eteroa innocenza indiana, mediante l’Iran e mediante l’Egitto, involvo verso una sempre maggior solidificazione dol corpo fisico umano; involuzione cho va congiunta ad una sempre più amorosa attenzione dell’uomo alla Terra; fino a giungere all’apice di tal© stato.di fatto e d’animo colla civiltà pagana, che nell’orologio della cosmostoria segna il solare mezzogiorno.
 
   
 
Collo Steiner e cogli antroposofi il Caffarelli vede in S. Francesco il nuovo fanciullo cristico che con nuovi occhi vede la Natura redenta dalla collera arimanica, come nell’epoca della sua nascita pone l’inizio del nuovo ciclo evolutivo: la reincarnazione, cioè, dell’epoca indiana, permeata però e trasformata dall’Impulso Cristico.
Fermarsi a tal punto non era d’altronde dato, ma riprenderò con rinnovato qpirito il cammino evolutivo era necessario dalla morto evocando le passate esperienze e civiltà, cho devono dall’uomo essere rivissute e rifatte, ma in senso evolutivo e mediante l’impulso del Cristo.
 
   
 
Sotto tale aspetto guardando la storia, come agente dell’Impulso Cristico e quali dei separatori sono stimati {{AutoreCitato|Michelangelo Buonarroti|Michelangelo}} o {{AutoreCitato|Martin Lutero|Lutero}}, il primo per avere separati elementi di natura inferiore (del passato, statici e pagani), da elementi di natura superiore (dall’avvenire, mobili e di natura cristica), il secondo per avere separato lo Spirito che nella Nazione Germanica s’è incarnato, dagli arimanici legami della Chiesa Romana; ritenendoli poi entrambi essenzialmente preparatori di individuali destini e forme, nei quali si esprime l’anzidetto Impulso.
Collo Steiner c cogli autroposofl il Caffarclli vede in S. Franctoco il nuovo fanciullo cristico clic con nuovi occhi; vede la Natura redenta dalla collera nriinanica. come nell’epoca della sua nascita pone l’inizio del nuovo ciclo evolutivo:
 
   
 
In questo sistema i fatti hanno esclusivamente un valore indicativo-evocativo, non propriamente di simbolo, ma di geroglifico, qualora tale rapporto conservino.
la reincarnazione, cioè, deH’epocft indiana.
 
   
 
Qualcosa del genere aveva scritto {{AutoreCitato|Stéphane Mallarmé|Mallarmè}} in fatto di poesia, ma non bisogna dimenticare che il Mallarmè era un Platonico; che è quanto dire, un contemplatore di un mondo dall’eterno definitivo nella sua marmorea estaticità.
permeata però o trasformata dall’Impulso Cristico.
 
   
 
Poiché all’infuori di queste sovrumane e trascendenti realtà, una seconda esterna realtà non può essere data, il mondo empirico, quello che coi nostri occhi di carne guardiamo e coi nostri desideri appetiamo, non può esistere che come illusioni: (Maja), e formare quelle che la Bibbia denomina «tenebre esteriori», mentre la realtà vera è quella data dal pensiero non appetibile, disinteressato ed amoroso.
Sotto tale aspetto guardando la storia, come agenbi dell’Impulso Cristico c quali dei separatori sono stimati Michelangelo o Lutero, il primo per avero separati elementi di natura inferiore (del passato, statici e pagani), da elementi di natura ©u pori ore (dall’avveiórc, mobili © di natura eristica), il secondo per avere separato lo Spirilo che nella Naziono Germanica s’è incarnato, dagli arimanici legami della Chiesa Romana; ritenendoli poi entrambi essenzialmente preparatori di individuali destini o forme, nei quali ri esprimi*, (’anzidetto Impulso.
 
   
 
Sopra questa distinzione il Caffarelli giustamente insiste, identificando con questa seconda realtà il materiale animico sottile del lavoro artistico.
In questo siete ma i fatti hanno eac’.usivameuto un valore indicativo-evocativo, non propriamente di simbolo, ma di geroglifico, qualora tale rapporto conservino.
 
   
 
Qui basti dire che il Caffarelli ritiene che le cose abbiano due faccie e perciò due Nomi: chiamando l’uno «il Nome Economico» e l’altro «il Nome Amoroso».
Qualcosa del genere aveva scritto Mallarmé in fatto di poesia, ma non bisogna dimenticare che il Mallarmé era un Platonico; che è quanto dire, un contemplatore di un mondo dall’eterno definitivo nella sua marmorea estaticità.
 
   
 
Gli uomini comuni, i quali vivono nelle «tenebre esteriori», conoscono solo il primo; gli altri uomini non comuni, cioè gli artisti, i pensatori, i santi o tutti quelli che meritano il nome di «uomini vivi», conoscono principalmente il secondo, e di quello si valgono.
Poiché aH’iufuori di queste sovrumane © trauceudcnti realtà, una seconda esterna realtà non può essere dnta, il mondo empirico, quello che co= nostri occhi di carne guardiamo e coi nostri desideri appetiamo, non può esistere che corno illusioni: (Maja), e formare quelle che la Bibbia denomina «tenebre esteriori», mentre la realtà vera ò quella dota dal pensiero non appetibile, disinteressato ed amoroso.
 
 
Sopra questa dk’tinzionr il Caffarelli giustamente insisto, identificando con questa seconda roaltà il materiale animico sottile del lavoro artistico.
 
 
Qui basti dire che il Caffarelli ritiene che le cose abbiano due faccie e perciò due Nomi:
 
 
chiamando l’uno «il Nomo Economico» e l’altro «il Nome Amoroso*.
 
 
Gli uomini comuni, i quali vivono nolle «tenebre esteriori», conoscono solo il primo; gli nitri uomini non comuni, cioè gli artisti, i pensatori, i santi o tutti quelli che meritano il nome di «uomini vivi», conoscono principalmente il secondo, c di quello si valgono.
 
 
La loro azione è pertanto improntata a sentimenti di amorosa attenzione, e sbocca in resultati di evoluzione c di redenzione, in quanto 10 cos: innalzano alla purezza dell’Amore, cioè ai Cristo; mentre l’azione degli uomini comuni che lo cose appetiscono con arimanici sentimenti di cupidigia, lo cose stcos? cristallizzano nella loro attuale forme*, anzi, conio dice Wagner, dal qualo il Caffarclli accetta il concetto e la parola.
 
   
 
La loro azione è pertanto improntata a sentimenti di amorosa attenzione, e sbocca in resultati di evoluzione e di redenzione, in quanto le cose innalzano alla purezza dell’Amore, cioè al Cristo; mentre l’azione degli uomini comuni che le cose appetiscono con arimanici sentimenti di cupidigia, le cose stesse cristallizzano nella loro attuale forma, anzi, come dice Wagner, dal quale il Caffarclli accetta il concetto e la parola,
 
lo «incantano».
 
lo «incantano».
   
In questo carattere, di dinamis o d’amore ravvisa il Caffarelli la luciforo-cristica redentrice funzione dell’arte, che ridiventa iniziativa e gerofantica: cioè a dire, mistica c religion Sotto tale aspetto sono guardate le grandi figuro della letteratura mondiale; l’hidalgo don Chisciotte e lil Principe Amleto, il Mosè di Michelangelo «d il. goethiano Faust, o i vari movimouti, dal romantico al futurista, òhe vengono ragguagliati all’ora cosmcotorica della qualo sono sintetica espressione e parte.
+
In questo carattere, di dinamis e d’amore ravvisa il Caffarelli la lucifero-cristica redentrice funzione dell’arte, che ridiventa iniziativa e gerofantica: cioè a dire, mistica e religiosa.
   
  +
Sotto tale aspetto sono guardate le grandi figure della letteratura mondiale; l’hidalgo don Chisciotte e il Principe Amleto, il Mosè di Michelangelo ed il goethiano Faust, o i vari movimenti, dal romantico al futurista, che vengono ragguagliati all’ora cosmostorica della quale sono sintetica espressione e parte.
La storia assumo Botto il suo sguardo una particolare vibrazione, diventa armonica e musicale.
 
   
In ciò il Caffarelli è artista e rivela la sua vocazione.
+
La storia assumo sotto il suo sguardo una particolare vibrazione, diventa armonica e musicale. In ciò il Caffarelli è artista e rivela la sua vocazione.
   
Tu confronto ai ncom’stici italiani (che rappresentano un patologico stato d’animo di guerra è un conglomerato di pascoliamo, di rousseauniancsimo, di tolstoismo e d’anarchismo contingente sentimentale. Reazione ad una con tingente situazione storica di un gruppo di anime stanche o crepuscolari, il misticismo antropoeofico dol Caffarelli © dell’Onofri ha il vantaggio di essere una concezione integrale © storica della vita, discutibile anche per chi non Faccetta.
+
Tu confronto ai {{??|ncomastici} italiani (che rappresentano un patologico stato d’animo di guerra è un conglomerato di pascolismo, di rousseaunianesimo, di tolstoismo e d’anarchismo contingente sentimentale. Reazione ad una contingente situazione storica di un gruppo di anime stanche o crepuscolari, il misticismo antroposofico del Caffarelli e dell’Onofri ha il vantaggio di essere una concezione integrale e storica della vita, discutibile anche per chi non l’accetta.
   
Armando Cavalli.<section end="s2" />
+
{{a destra|Armando Cavalli.}}<section end="s2" />
   
 
<section begin="s3" />{{ct|f=120%|Un giudizio su Unamuno}}
 
<section begin="s3" />{{ct|f=120%|Un giudizio su Unamuno}}
   
Unamuno è oggi la prima figura letteraria della Spagna. Baroin può forse superarlo per varietà di esperienza esteriore; Azorin per delicatezza d’arte, Ortega y Gasset per sottigliezza filosofica, Ayala per eleganza intellettuale, Valle Inclan per grazia ritmica; può anche darsi che per vitalità egli debba cedere 11 primo posto a questo atleta delle lettere che si chiama Blasco Ibanez. Ma Unamuno si leva al disopra di tutti per l’altezza delle concezioni c per la serietà e la lealtà con cui -— come Don Chisciotte, ha durante tutta la vita servito la pia Dulcinea per sempre irragiungibilc.
+
Unamuno è oggi la prima figura letteraria della Spagna. {{wl|Q220980|Baroia}} può forse superarlo per varietà di esperienza esteriore; {{wl|Q443403|Azorin}} per delicatezza d’arte, {{wl|Q153020|Ortega y Gasset}} per sottigliezza filosofica, Ayala per eleganza intellettuale, {{wl|Q311001|Valle Inclan}} per grazia ritmica; può anche darsi che per vitalità egli debba cedere il primo posto a questo atleta delle lettere che si chiama {{wl|Q219646|Blasco Ibanez}}. Ma Unamuno si leva al disopra di tutti per l’altezza delle concezioni e per la serietà e la lealtà con cui — come Don Chisciotte, ha durante tutta la vita servito la pia Dulcinea per sempre irragiungibile.
 
Anche un’altra ragione spiega la sua posizione preminente nelle lettere spagnuole: perchè egli, per la croce che ha scelto di portare, incarna lo spirito della Spagna moderna. Il suo eterno conflitto tra la fede e la ragione, tra la vita e il pensiero, lo spirito e l’intelletto, il cielo e la civiltà, è il conflitto della Spagna stessa. Paese di frontiera (come la Russia) dove l’Oriente e l’Occidente mescolano le loro onde spirituali, la Spagna oscilla senza tregua tra due filosofie della vita. In Russia questo conflitto emerge nella letteratura del XIX secolo, in cui {{ac|Fëdor Dostoevskij|Dostoievschi}} e {{ac|Lev Tolstoj|Tolstoi}} rappresentano la tendenza orientale e {{ac|Ivan Sergeevič Turgenev|Turgheniev}} si fa avvocato dell’Occidente. In Ispagna, paese meno conscio di stesso e in cui d’altra parte la fusione di Oriente c Occidente è assai più intima, data la comune base della civiltà latina, il conflitto è meno evidente, meno alla superficie. Oggi Ortega y Gasset è il nostro Turghieniev non senza variazioni; Unamuno è il nostro Dostoievschi, ma dolorosamente penetrato dalla forza dell’ideale contrario. C’è un terzo paese d’Europa in cui l’Oriente è compreso ed ha influenza quanto l’Occidente, un terzo paese di frontiera: l’Inghilterra. Questo ci spiega l’attrazione di Unamuno per la lingua e lo letteratura inglese e la sua attenzione nel seguire gli svolgimenti del pensiero inglese. Il suo travaglio per la fusione di ideali nemici lo spiega istintivamente verso gli spiriti e le nazioni — che si oppongono — pur collaborandovi — al progresso. Così Unamuno, il più perfetto rappresentante, per le sue qualità e i suoi difetti artistici — della maschia varietà del genio spagnolo, è inoltre — per la sua vita spirituale — il simbolo vivente della sua patria e del suo tempo. Questa è la misura più adeguata alla sua personalità.
 
Anche un’altra ragione spiega la sua posizione preminente nelle lettere spaglinole: perchè egli, per la croce clic ha scelto di portare, incarna Io spirito della Spagna moderna. Il suo eterno conflitto tra In fede e la ragione, tra la vita e il pensiero, lo spirito c l’intelletto, il cielo c In civiltà, è il conflitto della Spagna stessa. Paese di frontiera (come la Russia) dove l’Oriente e l’Occidente mescolano le loro onde spirituali, la Spagna oscilla senza tregua tra due filosofie della vita. Iti Russia questo conflitto emerge nella letteratura del XIX secolo, in cui Dostoievschi e Tolstoi rappresento no la tendenza orientale c- Turgheniev si fa avvocato dell’Occidente. In Ispngna, paese meno conscio rii -.tesso e in cui d’altra parte la fusione di Oriente c Occidente è assai più intima, data la comune Iwse della civiltà latina, il conflitto è meno evidente, meno alla superficie. Oggi Ortega y Gasset ò il nostro Turghicniev non senza variazioni; Unamuno ù il nostro Dostoievschi, mu dolorosamente penetrato dalla forza dell’ideale contrario. C’è un terzo paese d’Europa in cui l’Oriente è compreso cd ha influenza quanto l’Occidente, un terzo paese di frontiera: l’Inghilterra. Questo ci spiega l’attrazione di Unamuno per la lingua e lo letteratura inglese c In sua attenzione nel seguire gli svolgimenti del pensiero inglese. Il suo travaglio per la fusione di ideali nomici lo spiega istintivamente verso gli spiriti e le nazioni — che si opi>oiigono — pur oollaborandovi — al progresso. Cosi Unamuno, il più i>crfctto rappreseli Uni te, per le sue qualità c i suoi difetti artistici — della maschia varietà del genio spagnolo, ò inoltro — per la sua vita spirituale — il simbolo vivente della sua patria c del suo tempo. Questa è la misura più adeguata alla sua personalità.
 
   
Salvador i>k Madariaga.<section end="s3" />
+
{{a destra|Salvador de Madariaga.}}<section end="s3" />
   
 
<section begin="s4" />{{ct|f=130%|Nadler e Troeltsch}}
 
<section begin="s4" />{{ct|f=130%|Nadler e Troeltsch}}
7 001

contributi