Differenze tra le versioni di "Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo III.djvu/187"

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{{Indentatura}}''Tentativi de’Gotti per impossessarsi di Roma col mezzo d’un acquedotto; ma dopo vani assalti ora in palese, ora proditoriamente dati, vien meno ogni loro speranza. — Gastigo da Belisario imposto ad un traditore.''</div>
 
{{Indentatura}}''Tentativi de’Gotti per impossessarsi di Roma col mezzo d’un acquedotto; ma dopo vani assalti ora in palese, ora proditoriamente dati, vien meno ogni loro speranza. — Gastigo da Belisario imposto ad un traditore.''</div>
   
I. In epoca non molto posteriore i Gotti bramosi di macchinare contro le mura di Roma calarono da prima alcuni militi in un acquidotto prosciugato sul cominciar della guerra : or questi con lumi e fiaccole in mano procedevano lungo quella via in traccia d’una entrata nella città, quando per tal apertura, di cui andavano fornita la volta non lunge dalla Porta Pinciana, una delle costei guardie al vedere l’insolito chiarore narrò la cosa ai compagni, i quali, poiché la fabbrica del canale non elevavasi da terra, congetturarono essersi gli occhi di lui avvenuti a quelli di un lupo, scintillanti come fuoco, nel mentre che questo passava<section end="s2" />
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I. In epoca non molto posteriore i Gotti bramosi di macchinare contro le mura di Roma calarono da prima alcuni militi in un acquidotto prosciugato sul cominciar della guerra : or questi con lumi e fiaccole in mano procedevano lungo quella via in traccia d’una entrata nella città, quando per tal apertura, di cui andavano fornita la volta non lunge dalla Porta Pinciana, una delle costei guardie al vedere l’insolito chiarore narrò la cosa ai compagni, i quali, poichè la fabbrica del canale non elevavasi da terra, congetturarono essersi gli occhi di lui avvenuti a quelli di un lupo, scintillanti come fuoco, nel mentre che questo passava<section end="s2" />
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