Differenze tra le versioni di "Cenni sulla costituzione della Repubblica Ambrosiana"

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<center>{{Centrato|'''REPUBBLICA AMBROSIANA'''</center>}}
 
<center>{{Centrato|1447-1450</center>}}
 
Dopo la morte di Filippo Maria i Milanesi, essendosi costituiti in repubblica, elessero Francesco Sforza a loro capitano per battere i Veneti; ma egli patteggiò con loro ed usurpò il ducato. La città di Milano era circondata dai soldati dello Sforza, e con tanta diligenza custodita, ch'era impossibile agli abitanti di ricevere alimento veruno. Un moggio di grano si vendeva 20 zecchini; s'eran vendute e mangiate pubblicamente le carni dei cavalli, degli asini, dei cani, dei gatti e persino dei sorci; alcuni cittadini morirono di fame sulle pubbliche strade. I Milanesi difesero la loro libertà fino agli estremi e diedero esempio di tale amor patrio, da paragonarlo a quello degli antichi.<br />
Quello che noi chiamiamo il potere esecutivo e governativo fu affidato ai 24 capitani e difensori della libertà del comune, e i primi ac: occupare questa carica furono i seguenti:
 
<center>{{Centrato|PORTA ORIENTALE.</center>}}
Giovanni Marliani.<br />
Giovanni Moresini.<br />
Giovanni Olgiati.
 
<center>{{Centrato|PORTA ROMANA.</center>}}
Bartolomeo Visconti, forse il vescovo di Novara.<br />
Giovanni Omodei, giureconsulto, e probabilmente suocero di Giorgio<br />
Antonio Visconti, forse Antonio Trivulzi.
 
<center>{{Centrato|PORTA TICINESE.</center>}}
Giorgio Piatti, giureconsulto di molta fama, e che conservò la franchezza repubblicana anche sotto il dominio di Francesco Sforza, essendo stato il solo che si opponesse alla riedificazione del castello.
Giovanni Crotti.<br />
Giovanni Caimi.<br />
 
<center>{{Centrato|PORTA VERCELLINA.</center>}}
Conte Vitaliano Borromeo, già tesoriere o camerlingo del duca Filippo Maria.<br />
Guarnerio Castiglione, conte e cavaliere aureato, primo professore di ritto canonico a Pavia, consigliere e senatore sotto Filippo Maria; fu poi ribelle alla repubblica e largamente premiato dallo Sforza. <br />
Simone Meraviglia.<br />
 
<center>{{Centrato|PORTA COMASINA.</center>}}
Giacomo Dugnani, giureconsulto.<br />
Giorgio Lampugnani, giureconsulto e professore di diritto pubblico a Pavia.<br />
Francesco Casati, castellano della cittadella di Pavia.
 
<center>{{Centrato|PORTA NUOVA.</center>}}
Bartolomeo Morone, giureconsulto. <br />
Pietro Cotta.<br />
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