Differenze tra le versioni di "Pagina:Le opere di Galileo Galilei IV.djvu/171"

nessun oggetto della modifica
 
Corpo della pagina (da includere):Corpo della pagina (da includere):
Riga 1: Riga 1:
<div style="font-size:0.9em">modo, in riguardo dell’aria superiore o del mezzo inferiore, dello stare a galla<sup><small>[49]</small></sup>. 9. Se la piastra d’oro sta unita all’aria d’ogni intorno quando si pone sopra la superficie dell’acqua, facendosi uno stesso composto tra loro, deverebbe per la medesima ragione sostener parimente la piastra che meno entrasse nell’acqua. 10. Se la piastra sopradetta diventa uno stesso corpo con l’aria superiore, dunque non solamente lo fa con quell’aria scesa e chiusa tra gli arginetti, ma con tutto il resto dell’aria e con tutto l’elemento, essendo tutta un corpo unito e continuo; e per consequenza, diventerà un corpo con essa vastissimo e leggierissimo, {{spaziato|da non andar a fondo già mai}}<sup><small>[50]</small></sup> 11. Posto, secondo l’Autore, che la detta piastra tanto più entri nell’acqua, quanto sarà di materia più grave in specie di essa acqua, e che della piastra e dell’aria contenuta fra gli arginetti si componga quel corpo più leggiero, seguirà ancora che la piastra di maggior grossezza e gravità più debba entrar dentro l’acqua; e più entrando, maggior mole di aria s’unirà e comporrà con lei; e con la maggior mole d’aria, più crescerà la leggerezza; e come più leggiero, sempre meno potrà sommergersi; {{spaziato|ed a questo modo si potrebbono formare larghissime strade nel mare, con altissimi argini e quasi montagne d’acqua dalle bande<sup><small>[51]</small></sup>.}}</div>
+
<div style="font-size:0.9em">modo, in riguardo dell’aria superiore o del mezzo inferiore, dello stare a galla<ref>non è la figura; perchè tutte le figure stanno, quando vi è l’aria; e tutte stanno meglio che le piane.</ref>. 9. Se la piastra d’oro sta unita all’aria d’ogni intorno quando si pone sopra la superficie dell’acqua, facendosi uno stesso composto tra loro, deverebbe per la medesima ragione sostener parimente la piastra che meno entrasse nell’acqua. 10. Se la piastra sopradetta diventa uno stesso corpo con l’aria superiore, dunque non solamente lo fa con quell’aria scesa e chiusa tra gli arginetti, ma con tutto il resto dell’aria e con tutto l’elemento, essendo tutta un corpo unito e continuo; e per consequenza, diventerà un corpo con essa vastissimo e leggierissimo, {{spaziato|da non andar a fondo già mai}}<ref>E già mai non andrebbe, se l’aria non si separasse. Doventa un istesso corpo con la tavoletta tutta l’aria; e quando di tal corpo se n’è sommerso tanto, che tant’acqua pesi quanto tutto, non va più giù: e così accade. Ma nota che tutta l’aria in sé stessa [e] sopra l’acqua non pesa nulla; ma ben quella poca che è sommersa viene estrusa in su, ed in certo modo leggiera nell’acqua. Né si maravigli alcuno che tutta l’aria non pesi niente, perché il simile è dell’acqua.</ref> 11. Posto, secondo l’Autore, che la detta piastra tanto più entri nell’acqua, quanto sarà di materia più grave in specie di essa acqua, e che della piastra e dell’aria contenuta fra gli arginetti si componga quel corpo più leggiero, seguirà ancora che la piastra di maggior grossezza e gravità più debba entrar dentro l’acqua; e più entrando, maggior mole di aria s’unirà e comporrà con lei; e con la maggior mole d’aria, più crescerà la leggerezza; e come più leggiero, sempre meno potrà sommergersi; {{spaziato|ed a questo modo si potrebbono formare larghissime strade nel mare, con altissimi argini e quasi montagne d’acqua dalle bande<ref>Tutto il discorso è vero, ed arebbe effetto, se gli argini non si rompessero: e però ne’ fondi delle nave, che pur son molte braccia sott’acqua, vi sono tante pietre che farebbono una strada, ed oltre alle pietre molt’altri pesi gravissimi. Però trovi pur l’Accademico il modo di sostener gli argini, che l’Autore farà il restante.<br />{{spazi|5}}
 
Queste sono 11 instanze che non operano niente, poi che non fann’altro che apportar meraviglie sopra quello che il senso ci mostra. Ma il meravigliarsi, per la nostra ignoranza, come le serpi possine camminar senza piedi, non le fa andar punto men veloci, non che le renda immote.</ref>.}}</div>
   
 
<div style="font-size:0.9em">{{spazi|5}}Certamente sì fatte difficoltà e contradizzioni non si trovano nell’opinione {{Pt|Aristo-|}}</div>
 
<div style="font-size:0.9em">{{spazi|5}}Certamente sì fatte difficoltà e contradizzioni non si trovano nell’opinione {{Pt|Aristo-|}}</div>
<sup><small>
 
 
 
 
[49]</small></sup>non è la figura; perchè tutte le figure stanno, quando vi è l’aria; e tutte stanno meglio che le piane.
 
 
<sup><small>[50]</small></sup>E già mai non andrebbe, se l’aria non si separasse. Doventa un istesso corpo con la tavoletta tutta l’aria; e quando di tal corpo se n’è sommerso tanto, che tant’acqua pesi quanto tutto, non va più giù: e così accade. Ma nota che tutta l’aria in sé stessa [e] sopra l’acqua non pesa nulla; ma ben quella poca che è sommersa viene estrusa in su, ed in certo modo leggiera nell’acqua. Né si maravigli alcuno che tutta l’aria non pesi niente, perché il simile è dell’acqua.
 
 
<sup><small>[51]</small></sup>Tutto il discorso è vero, ed arebbe effetto, se gli argini non si rompessero: e però ne’ fondi delle nave, che pur son molte braccia sott’acqua, vi sono tante pietre che farebbono una strada, ed oltre alle pietre molt’altri pesi gravissimi. Però trovi pur l’Accademico il modo di sostener gli argini, che l’Autore farà il restante.<br />{{spazi|5}}
 
Queste sono 11 instanze che non operano niente, poi che non fann’altro che apportar meraviglie sopra quello che il senso ci mostra. Ma il meravigliarsi, per la nostra ignoranza, come le serpi possine camminar senza piedi, non le fa andar punto men veloci, non che le renda immote.