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poi non è altro che un arco dell’equinozziale, preso tra il meridiano di un loco ed il meridiano di un altro: e perchè comunemente da’ cosmografi si è stabilito che il meridiano che passa per le Isole Canarie sia il primo meridiano, pertanto si dirà che la longitudine di un loco sia l’arco dell’equinozziale che viene intrapreso tra il meridiano che passa per l’Isole Canarie ed il meridiano del loco.
 
poi non è altro che un arco dell’equinozziale, preso tra il meridiano di un loco ed il meridiano di un altro: e perchè comunemente da’ cosmografi si è stabilito che il meridiano che passa per le Isole Canarie sia il primo meridiano, pertanto si dirà che la longitudine di un loco sia l’arco dell’equinozziale che viene intrapreso tra il meridiano che passa per l’Isole Canarie ed il meridiano del loco.
   
Ora devesi sapere, che tutti i modi di ritrovare tale longitudine sin ora proposti, meritamente sono stati riconosciuti vani e fallaci, da due in poi: il primo de’ quali sarebbe la notizia del viaggio itinerario per il paralello del loco ed il primo meridiano. Ma tal modo rimane totalmente inutile, se fra i due meridiani fosse fraposto qualche vasto mare, ovvero altro tratto di spazio impraticabile per camino. L’altro modo, sin ora da’ grandi cosmografi adoperato, è col mezzo degli ecclissi lunari, il qual modo è il più esquisito che sin ora sia mai stato praticato: contuttociò patisce ancor egli molte e gravissime difficoltà. E per spiegarle brevemente e facilmente più che sia possibile, sia, per esempio, cercata la longitudine di Roma per un ecclisse lunare che si faccia in Roma a’ dicembre...<ref>Il ms.: ''a’ Dicembre 1638:'' di che vedi l’Avvertimento a pag. 416-417.</ref> ore 13, minuti dopo mezzo giorno, ed il medesimo ecchisse si faccia alle Isole Canarie a ore 11 dopo mezzo giorno: è manifesto che il meridiano di Roma si ritrova più orientale di quello delle Isole Canarie per due ore e mezza; e perchè un’ora importa 15 gradi d’equinozziale, però diremo che la longitudine di Roma sia gradi 37 e minuti 30. Ora come si è detto, questo modo di ritrovare la longitudine è soggetto a diverse difficoltà: la prima delle quali è la rarità degli ecclissi della Luna; poi che non si faranno più che due ecclissi della Luna visibili all’anno, ed alle volte un solo, e talvolta nessuno. In oltre è assai difficile osservare precisamente il principio o il mezzo il fine dell’ecclisse; imperò che quando la Luna comincia a immergersi nel cono dell’ombra terrestre, quell’ombra è tanto tenue e sfumata, che l’osservatore resta perplesso se la Luna abbia o no cominciato ad intaccarla. E pertanto non credo che possa restare dubbio nessuno a chi intende queste materie, che quando si trovasse modo di {{Pt|ren-|}}{{Vp|
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Ora devesi sapere, che tutti i modi di ritrovare tale longitudine sin ora proposti, meritamente sono stati riconosciuti vani e fallaci, da due in poi: il primo de’ quali sarebbe la notizia del viaggio itinerario per il paralello del loco ed il primo meridiano. Ma tal modo rimane totalmente inutile, se fra i due meridiani fosse fraposto qualche vasto mare, ovvero altro tratto di spazio impraticabile per camino. L’altro modo, sin ora da’ grandi cosmografi adoperato, è col mezzo degli ecclissi lunari, il qual modo è il più esquisito che sin ora sia mai stato praticato: contuttociò patisce ancor egli molte e gravissime difficoltà. E per spiegarle brevemente e facilmente più che sia possibile, sia, per esempio, cercata la longitudine di Roma per un ecclisse lunare che si faccia in Roma a’ dicembre...<ref>Il ms.: ''a’ Dicembre 1638:'' di che vedi l’Avvertimento a pag. 416-417.</ref> ore 13, minuti dopo mezzo giorno, ed il medesimo ecclisse si faccia alle Isole Canarie a ore 11 dopo mezzo giorno: è manifesto che il meridiano di Roma si ritrova più orientale di quello delle Isole Canarie per due ore e mezza; e perchè un’ora importa 15 gradi d’equinozziale, però diremo che la longitudine di Roma sia gradi 37 e minuti 30. Ora come si è detto, questo modo di ritrovare la longitudine è soggetto a diverse difficoltà: la prima delle quali è la rarità degli ecclissi della Luna; poi che non si faranno più che due ecclissi della Luna visibili all’anno, ed alle volte un solo, e talvolta nessuno. In oltre è assai difficile osservare precisamente il principio o il mezzo il fine dell’ecclisse; imperò che quando la Luna comincia a immergersi nel cono dell’ombra terrestre, quell’ombra è tanto tenue e sfumata, che l’osservatore resta perplesso se la Luna abbia o no cominciato ad intaccarla. E pertanto non credo che possa restare dubbio nessuno a chi intende queste materie, che quando si trovasse modo di {{Pt|ren-|}}{{Vp|
   
 
{{Type|f=.9em|3. ''cosmografici'', V — 4. ''passa le Isole'', V — 4. ''che longitudine'', V — 9. ''delli quali'', V — 15. ''sia stato mai'', V — 18. ''a di Dicembre, a ore'', V — 21. ''si trova'', V — 23. ''37 gradi e 30 minuti'', V — 32-33. ''dubbio a nessuno che intenda queste'', V — }}}}
 
{{Type|f=.9em|3. ''cosmografici'', V — 4. ''passa le Isole'', V — 4. ''che longitudine'', V — 9. ''delli quali'', V — 15. ''sia stato mai'', V — 18. ''a di Dicembre, a ore'', V — 21. ''si trova'', V — 23. ''37 gradi e 30 minuti'', V — 32-33. ''dubbio a nessuno che intenda queste'', V — }}}}