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più di leggieri a dar compimento ai suoi sublimi divisamenti. Ancora quanto fosse grande oltre ogni credere la sua magnanimità nel dispregiare ogni guadagno, che onesto e glorioso non gli sembrasse, manifestamente lo die’ a divedere quando essendo già presso a lasciare quell’esercito de’ greci, il quale dopo la morte di Ciro, come abbiamo detto, aveva con tanta sua gloria ricondotto in salvo, scontratosi ad un suo amico, che il domandó quant’oro recasse egli seco, pensando che grandissima quantità dovesse averne, gli rispose giurandoglielo, che a poterne avere quanto se ne richiedeva a fare il viaggio per ritornarsene in Atene gli sarebbe stato d’uopo di vendere fino il suo cavallo, ed ogni altra cosa ch’egli avesse: e veramente si sa che altro non riportò da quella guerra se non quanto quei greci spontaneamente gli diedero in dono: questo però fu tanto, che non solo bastò a far divenire ricchissimo lui, ma anche gliene sopravvanzò, siccome egli medesimo scrisse, di che poterne far ricco anche altri. Niuno adunque dovrà maravigliarsi s’egli andò esente ognora da quei carichi di avarizia e di cupidità di ricchezze, i quali così spesso contaminano la fama dei più illustri capitani. Quella diligenza poi ch’ egli del continuo usò a rendersi sopra di ogni altro e robustissimo di corpo, e sommamente destro in tutte quelle operazioni che nella guerra si hanno a praticare, assai volte, come
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più di leggimi :: dar compimento ai suoi sublimi
 
divisamenti. Ancora quanto fosse grande oltre ogni
 
credere la sua magnanimità nel dispregiam ogni gua-
 
dagno , che onesto e glorioso non gli sembrasse,
 
manifestamente lo die’ a divedere qunado essendo già
 
presso & lasciare quell’ sancito de’ greci , il quale
 
dopo la morte di Ciro, come abbiamo detto , nveva
 
con tanta sua gloria ricondotto in salvo , scontratosi
 
ad un suo amico, che il domandò quant’ oro recasse
 
egli seco , pensando che grandisima qumtilà dovesse
 
uveme , gli rispose giurandoglielo, che & poterne avere
 
quanto se ne richiedeva & fare il viaggio per ritor-
 
narsene in Atene gli sambbe stato d’uopo di vendere
 
fino il suo cavallo, ed ogni altra cosa ch’egli avesse:
 
e veramente si sa che altro non riportò da quelh
 
guerra se non quanto quei greci spontaneamente gli
 
diedero in dono: questo però fu tanto, che non solo
 
bastò a far divenire ricchissimo lui, ma anche gliene
 
sopravvanzò , siccome egli medesimo scrisse , di che
 
poterne far ricco anche altri. Ninno adunque dovrà
 
mmvigliarsi s’ egli andò esente ognora da quei ca—
 
richi di avarizia e di cupidilà di ricchezze , i quali
 
così spasso contaminano la fama dei più illustri capi-
 
tani. Quella dìlìgenza Poi ch’ egli del continuo usò
 
a 1endexsì sopra di ogni altro e robustìssimo di corpo ,
 
e somnmmente destro in tutte quelle operazioni che
 
nella guerra si hanno a praticare, assai volte, come
 
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