Differenze tra le versioni di "Colonizzare la noosfera/Locke e la proprietà terriera"

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{{Qualità|avz=100%|data=2420 aprileluglio 2008|arg=Open sourceSource}}{{openIntestazione sourceOpen Source
|NomeCognome Nome e cognome dell'autore = Eric Steven Raymond
| Titolo = Colonizzare la noosfera
| Iniziale del titolo = C
|NomePagina Nome della pagina principale = Colonizzare la noosfera
|Anno=
|TitoloSezione Eventuale titolo della sezione o del capitolo = Locke e la proprietà terriera
| Anno di pubblicazione = 1998
}}
| Eventuale secondo anno di pubblicazione =
| Secolo di pubblicazione = XX secolo
| Il testo è una traduzione? = si
| Lingua originale del testo = inglese
| Nome e cognome del traduttore = Bernardo Parrella
| Anno di traduzione = 1999
| Secolo di traduzione = XX secolo
| Abbiamo la versione cartacea a fronte? =
| URL della versione cartacea a fronte =
}}
{{capitolo
|CapitoloPrecedente=Proprietà e open source
Infine, la teoria del diritto consuetudinario riconosce che l'atto in questione possa esser stato perso o abbandonato (nel caso, ad esempio, il proprietario sia deceduto senza eredi, o quando non sia più possibile consultare gli archivi in grado di confermare la catena degli atti fino all'origine). Un appezzamento di terreno rimasto vacante può essere reclamato da qualcun altro che lo occupa, lo migliora, ne difende l'atto di proprietà come se vi si insediasse per la prima volta.
 
Al pari delle usanze degli hacker, questa teoria si è evoluta organicamente in un contesto dove l'autorità centrale era debole o inesistente. Si è sviluppata in un periodo di oltre mille anni a partire dal diritto tribale scandinavo e germanico. Essendo stata organizzata e razionalizzata agli albori dell'era moderna dal filosofo politico inglese {{AutoreCitato|John Locke}}, talvolta viene indicata come la teoria della proprietà terriera di Locke.
 
Ovviamente c'è stata la tendenza a sviluppare teorie analoghe laddove la proprietà rivestiva un notevole valore economico o di sopravvivenza, e dove non esisteva alcuna autorità abbastanza potente da costringere la centralizzazione delle merci ricercate. Ciò è vero perfino nelle culture dei cacciatori-raccoglitori, che vengono romanticamente ritenute prive del concetto di “proprietà”. Per esempio, la tradizione dei nativi !Kung San nel deserto del Kalahari (Africa australe) non prevede la proprietà dei territori di caccia. Ma ''esiste'' quella relativa alle pozze d'acqua e alle sorgenti, secondo una teoria assai simile a quella di Locke.
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