Divina Commedia/Inferno/Canto III: differenze tra le versioni

§
m (Ha protetto "Divina Commedia/Inferno/Canto III": SAL 100% [edit=sysop:move=sysop])
(§)
 
<poem>
'{{§|Per me si va ne la città dolente|Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente. {{r|3}}
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate}}'. {{r|9}}
 
Queste parole di colore oscuro
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
{{§|non ragioniam di lor, ma guarda e passa|non ragioniam di lor, ma guarda e passa}}". {{r|51}}
 
E io, che riguardai, vidi una 'nsegna
 
E 'l duca lui: "Caron, non ti crucciare:
{{§|vuolsi così colà dove si puote|vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare}}". {{r|96}}
 
Quinci fuor quete le lanose gote
ch'attende ciascun uom che Dio non teme. {{r|108}}
 
{{§|Caron dimonio|Caron dimonio, con occhi di bragia
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s'adagia.}} {{r|111}}
 
Come d'autunno si levan le foglie
anche di qua nuova schiera s'auna. {{r|120}}
 
{{§|Figliuol mio|"Figliuol mio", disse 'l maestro cortese,
"quelli che muoion ne l'ira di Dio
tutti convegnon qui d'ogne paese; {{r|123}}
 
e pronti sono a trapassar lo rio,
ché la divina giustizia li sprona,}}
sì che la tema si volve in disio. {{r|126}}
 
4 286

contributi