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{{Pt|cato|Ducato}} et sue spese si fece quattro anni sono onde almeno per detta parte è neccessario che s’aggiusti con ogni prestezza si come per certo altro poco spazio di strada detto il Mornono et vicino al Vedrignano di sopra in continuatione di detta strada maestra e reale».
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<section begin="s1" />{{Pt|cato|Ducato}} et sue spese si fece quattro anni sono onde almeno per detta parte è neccessario che s’aggiusti con ogni prestezza si come per certo altro poco spazio di strada detto il Mornono et vicino al Vedrignano di sopra in continuatione di detta strada maestra e reale».
   
Un’altra grave calamità fu quella dell’anno 1636 nel quale un incendio distrusse quasi tutta Varenna, consumando anche, perdita dolorosa, tutto l’archivio parrocchiale.
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Un’altra grave calamità fu quella dell’anno 1636 nel quale un incendio distrusse quasi tutta Varenna, consumando anche, perdita dolorosa, tutto l’archivio parrocchiale.<section end="s1" />
   
   
{{Centrato|COSTRUZIONI}}
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<section begin="s2" />{{Centrato|COSTRUZIONI}}
 
Nei primissimi anni di questo secolo è stata costruita dal conte della Riviera {{Wl|Q55281804|Ercole Sfondrati}} la magnifica villa Capoana eretta dove la leggenda vuole sorgesse le villa Pliniana detta Tragedia. Fra le curiosità di questa villa, oltre alla bella cascata che ancora oggi si ammira, si notano le iscrizioni dettate dal preposto di Perledo e poeta Faustino Faggi.
 
Nei primissimi anni di questo secolo è stata costruita dal conte della Riviera {{Wl|Q55281804|Ercole Sfondrati}} la magnifica villa Capoana eretta dove la leggenda vuole sorgesse le villa Pliniana detta Tragedia. Fra le curiosità di questa villa, oltre alla bella cascata che ancora oggi si ammira, si notano le iscrizioni dettate dal preposto di Perledo e poeta Faustino Faggi.
   
Nell’anno 1605 il duca Sfondrati si fa costruire un porto vicino alla villa Capoana. Ricaviamo la notizia da un atto notarile rogato dal notaio Antonio Serponti del q. Giorgio in data 29 dicembre 1605, col quale il duca fa acquisto di un tratto di terreno detto il ronco di Balbianello<ref>Archivio Notarile di Milano.</ref>.
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Nell’anno 1605 il duca Sfondrati si fa costruire un porto vicino alla villa Capoana. Ricaviamo la notizia da un atto notarile rogato dal notaio Antonio Serponti del q. Giorgio in data 29 dicembre 1605, col quale il duca fa acquisto di un tratto di terreno detto il ronco di Balbianello<ref>Archivio Notarile di Milano.</ref>.<section end="s2" />
   
   
{{Centrato|VARENNA NELLA LETTERATURA DEL SECOLO XVII}}
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<section begin="s3" />{{Centrato|VARENNA NELLA LETTERATURA DEL SECOLO XVII}}
 
Fra i non pochi scrittori di questo secolo che si occuparono di Varenna segnaliamo un’illustre figlio della terra di Bellano: {{AutoreCitato|Sigismondo Boldoni|Sigismondo Boldoni}} nato nel luglio 1597, e morto di peste il 3 luglio 1630.
 
Fra i non pochi scrittori di questo secolo che si occuparono di Varenna segnaliamo un’illustre figlio della terra di Bellano: {{AutoreCitato|Sigismondo Boldoni|Sigismondo Boldoni}} nato nel luglio 1597, e morto di peste il 3 luglio 1630.
   
 
Già l’avo suo Nicolò Boldoni, medico e letterato della prima metà del secolo XVI, professore a Pavia e a Pisa, aveva lasciato molti manoscritti sulle opere di {{AutoreCitato|Avicenna|Avicenna}}, in parte conservati all’Ambrosiana. Una sua lettera su Fiume Latte scritta da Bellano il 6 febbraio 1539 e diretta al conte Sfondrati, fu pubblicata nella 1<sup>a</sup> edizione del Larius di {{AutoreCitato|Paolo Giovio|Paolo Giovio}} nel 1559 in Venezia, e nel 1776 in Avignone, nell’edizione del Larius di Sigismondo Boldoni curata dal cardinale {{Wl|Q536156|Durini}}<ref> Vedi Cenni intorno agli uomini celebri della famiglia Boldoni, di {{AutoreCitato|Giuseppe Arrigoni|Giuseppe Arrigoni}}. Como, Ostinelli, 1850. {{AutoreCitato|Mario Cermenati|Mario Cermenati}}, Sigismondo Boldoni, Roma 1899.</ref>.
 
Già l’avo suo Nicolò Boldoni, medico e letterato della prima metà del secolo XVI, professore a Pavia e a Pisa, aveva lasciato molti manoscritti sulle opere di {{AutoreCitato|Avicenna|Avicenna}}, in parte conservati all’Ambrosiana. Una sua lettera su Fiume Latte scritta da Bellano il 6 febbraio 1539 e diretta al conte Sfondrati, fu pubblicata nella 1<sup>a</sup> edizione del Larius di {{AutoreCitato|Paolo Giovio|Paolo Giovio}} nel 1559 in Venezia, e nel 1776 in Avignone, nell’edizione del Larius di Sigismondo Boldoni curata dal cardinale {{Wl|Q536156|Durini}}<ref> Vedi Cenni intorno agli uomini celebri della famiglia Boldoni, di {{AutoreCitato|Giuseppe Arrigoni|Giuseppe Arrigoni}}. Como, Ostinelli, 1850. {{AutoreCitato|Mario Cermenati|Mario Cermenati}}, Sigismondo Boldoni, Roma 1899.</ref>.
   
La seconda edizione boldoniana del Lario di Venezia del 1639, incomincia con una lettera ad Ercole Sfondrati del 12 aprile 1616. Fra le carte del Boldoni andate smarrite doveva trovarsi una descrizione della Capoana, la rinomata villa edificata da Ercole Sfondrati nel 1600, che il Boldoni avrebbe dettata a soli 14 anni.
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La seconda edizione boldoniana del Lario di Venezia del 1639, incomincia con una lettera ad Ercole Sfondrati del 12 aprile 1616. Fra le carte del Boldoni andate smarrite doveva trovarsi una descrizione della Capoana, la rinomata villa edificata da Ercole Sfondrati nel 1600, che il Boldoni avrebbe dettata a soli 14 anni.<section end="s3" />
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