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nello spatio di sei overo otto giorni seguenti non si vedevano altro in detto lago che pescetti nasciuti in quei luoghi dov’erano levati come sopra, et di tanta abbondanza che nel pigliar l’acqua del lago se ne raccoglieva gran quantità, uno di poi che non si usano dette reti non ha visto questi effetti et per essere così la verità ho fatto scrivere la presente firmata da me per propria mano alla presenza dell’infrascritto nodaro»<ref>A. S. M. Acque. Cartella 261.</ref>
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<section begin="s1" />nello spatio di sei overo otto giorni seguenti non si vedevano altro in detto lago che pescetti nasciuti in quei luoghi dov’erano levati come sopra, et di tanta abbondanza che nel pigliar l’acqua del lago se ne raccoglieva gran quantità, uno di poi che non si usano dette reti non ha visto questi effetti et per essere così la verità ho fatto scrivere la presente firmata da me per propria mano alla presenza dell’infrascritto nodaro»<ref>A. S. M. Acque. Cartella 261.</ref>
   
 
Da uno strumento del 19 ottobre 1063 apprendiamo qual’era il prezzo del pesce in quei tempi.
 
Da uno strumento del 19 ottobre 1063 apprendiamo qual’era il prezzo del pesce in quei tempi.
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Dal giorno d’ognisanti a carnevale soldi 18 per una libbra di pesci compresi gli agoni, da quaresima sino a Pasqua soldi 24 la libbra, eccettuati i carpeni che si pagano soldi 28. Da Pasqua a Ognisanti soldi 14 la libbra per i pesci e gli agoni e soldi 15 per i carpeni.
 
Dal giorno d’ognisanti a carnevale soldi 18 per una libbra di pesci compresi gli agoni, da quaresima sino a Pasqua soldi 24 la libbra, eccettuati i carpeni che si pagano soldi 28. Da Pasqua a Ognisanti soldi 14 la libbra per i pesci e gli agoni e soldi 15 per i carpeni.
   
Come appare da questo documento la pesca rappresentava un commercio attivo e proficuo. Da questo stesso atto firmato in Tondello appare che il monte di Varcnna doveva essere ricco di frutteti, pur troppo ora scomparsi, poichè è detto che il signor Scotto «consegnerà al sig. Frigerio o ai suoi agenti la frutta da condurre a Milano dandone tutto quel prezzo che si pagherà alle banche del Verzaro di Milano, col patto che il signor Scotto debba farle condurre fino a Malgrate a sue spese»
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Come appare da questo documento la pesca rappresentava un commercio attivo e proficuo. Da questo stesso atto firmato in Tondello appare che il monte di Varenna doveva essere ricco di frutteti, pur troppo ora scomparsi, poichè è detto che il signor Scotto «consegnerà al sig. Frigerio o ai suoi agenti la frutta da condurre a Milano dandone tutto quel prezzo che si pagherà alle banche del Verzaro di Milano, col patto che il signor Scotto debba farle condurre fino a Malgrate a sue spese»
   
 
Nell’anno 1606 Varenna pagava al fisco pei fitti dovuti alla R. Camera per la pescagione la somma di L. 300.
 
Nell’anno 1606 Varenna pagava al fisco pei fitti dovuti alla R. Camera per la pescagione la somma di L. 300.
   
Con istrumento primo Agosto 1605 in rogito Martino Sambuco notaio di Como, Giuseppe Forno di Varenna del q. Nicolao vende a Don Ercole Sfondrati duca di monte Marciano figlio del q Barone Paolo una peschiera «nominatrice de piscina una appellata il Viverio cum suis accesibus et regressibus solitis muris circundata sita in territorio Varene ubi dicitur ''alli Vivarii'' prope molendinus Ughe, cui coheret ab una parte lacus ab alla flumen Ughe, ab alla Retri de Veninis de Flumine Laetis; et ab alla ripe communis.»
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Con istrumento primo Agosto 1605 in rogito Martino Sambuco notaio di Como, Giuseppe Forno di Varenna del q. Nicolao vende a Don Ercole Sfondrati duca di monte Marciano figlio del q Barone Paolo una peschiera «nominatrice de piscina una appellata il Viverio cum suis accesibus et regressibus solitis muris circundata sita in territorio Varene ubi dicitur ''alli Vivarii'' prope molendinus Ughe, cui coheret ab una parte lacus ab alla flumen Ughe, ab alla Retri de Veninis de Flumine Laetis; et ab alla ripe communis.»<section end="s1" />
   
   
{{Centrato|CONTRIBUZIONI, DAZIO, TASSE}}
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<section begin="s2" />{{Centrato|CONTRIBUZIONI, DAZIO, TASSE}}
 
Il magistrato delle reggie e ducali entrate ordinarie dello stato di Milano aveva delegato Gerolamo Prealoni di recarsi in alcuni paesi del ducato per assumere informazioni sul modo come veniva esercitata l’imposta del dazio. Il Prealoni si recò anche a Varenna, e compiuta la sua missione compilò una particolareggiata relazione che riteniamo opportuno di pubblicare in parte.
 
Il magistrato delle reggie e ducali entrate ordinarie dello stato di Milano aveva delegato Gerolamo Prealoni di recarsi in alcuni paesi del ducato per assumere informazioni sul modo come veniva esercitata l’imposta del dazio. Il Prealoni si recò anche a Varenna, e compiuta la sua missione compilò una particolareggiata relazione che riteniamo opportuno di pubblicare in parte.
   
«Arivai il di 14 dicembre alla terra di Varena sopra il lago ove formai il processo del quale hora nel modo seguente ne faccio relatione a lor molto illustri Signori.
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«Arivai il di 14 dicembre alla terra di Varena sopra il lago ove formai il processo del quale hora nel modo seguente ne faccio relatione a lor molto illustri Signori.<section end="s2" />
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