Differenze tra le versioni di "Autore:Folgore da San Gimignano"

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I
 
Amico caro, non fiorisce ogni erba,
né ogni fior che par, frutto non porta;
e non è vertudiosa, ogni verba,
né ha vertú ogni pietra ch'è orta;
 
e tal cosa è matura e pare acerba,
e tal se par doler che se conforta;
ogni cera che par, non è soperba,
cosa è che getta fiamma e che par morta.
 
Però non se convien ad uomo saggio
volere adesso far d'ogn'erba fasso,
né d'ogni pietra caricarsi 'l dosso,
 
né voler trar d'ogni parola saggio,
né con tutta la gente andare a passo:
senza ragione a dir ciò non son mosso.
 
 
II
 
Quando la voglia segnoreggia tanto,
che la ragion non ha poter né loco,
ispesse volte ride l'uom di pianto
e di grave doglienza mostra gioco;
 
e ben seria di buon savere affranto
chi fredda neve giudicasse fòco;
simil son que', che gioi' mostrano e canto
di quel, onde doler devriano un poco.
 
Ma ben si può coralmente dolere
chi sommette ragione a voluntade
e segue senza freno suo volere;
 
che non è già sí ricca podestade
com' se medesmo a dritto mantenere,
seguire pregio, fúgger vanitade.
 
 
III
 
Fior di virtú sí è gentil coraggio,
e frutto di virtú sí è onore,
e vaso di virtú sí è valore
e nome di virtú è uomo saggio;
 
e specchio di virtú non vede oltraggio
e viso di virtú, chiaro colore,
ed amor di virtú, buon servitore,
e dono di virtú, dolce lignaggio.
 
E letto di virtú è conoscenza,
e seggio di virtú, amor leale,
e poder di virtú è sofferenza;
 
e opera di virtú, esser leale,
e braccio di virtú, bella accoglienza:
tutta virtú è render ben per male.
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