Differenze tra le versioni di "Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/24"

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''la pena di leggere la prefazione alle mie Commedie<ref>Alludesi alla prefazione stampata in testa all’ed. Bettinelli di Venezia, ripetuta nel t. I dell’ed. di Firenze.</ref>, ''{{Sc|Illustrissimo Signor Marchese}}'', se voglia aveste d’intendere con quai principj, con quai progressi mi sia avanzato in tal arte. Voi troverete aver io con gualche accortezza nelle prime operato per guadagnarmi il popolo, ed avvedendomi che tutt’a un tratto non si potea cambiar il cervello a tanti uomini prevenuti, m’indussi a lasciar le maschere sul mio Teatro, e a toglier loro soltanto guel più che le rendeva noiose. A poco a poco ho potuto arrischiarmi a levarle da alcuna Commedia del tutto, ed ebbi la consolazione di vedere smascellar dalle risa anche il popolo basso, senza le storpiature, senza gli spropositi dell’Arlecchino. Passai più innanzi, e provar volli se una Commedia in versi potea sperare un egual fortuna. Voi siete uno di quelli che nella pugna dei due partiti protegge guello dei versi, ma versi tali vorreste, che si potesseso recitar senza il suono, versi che sembrassero prosa, versi insomma che somigliassero a guelli del ''Raguet'', delle ''Cerimonie'', due bellissime Commedie vostre''.
la pena di leggere la prefazione alle mie Commedie (’), ILLUSTRIS-
 
SIMO Signor Marchese, se voglia aveste d’intendere con guai
 
principj, con guai progressi mi sia avanzato in tal arte. Voi tro-
 
verete aver io con gualche accortezza nelle prime operato per
 
guadagnarmi il popolo, ed avvedendomi che tutt’a un tratto non
 
si potea cambiar il cervello a tanti uomini prevenuti, m’indussi
 
a lasciar le maschere sul mio Teatro, e a toglier loro soltanto
 
guel più che le rendeva noiose. A poco a poco ho potuto arri-
 
schiarmi a levarle da alcuna Commedia del tutto, ed ebbi la
 
consolazione di vedere smascellar dalle risa anche il popolo basso,
 
senza le storpiature, senza gli spropositi dell’Arlecchino. Passai
 
più innanzi, e provar volli se una Commedia in versi potea spe-
 
rare un egual fortuna. Voi siete uno di guelli che nella pugna
 
dei due partiti protegge guello dei versi, ma versi tali vorreste,
 
che si potesseso recitar senza il suono, versi che sembrassero prosa,
 
versi insomma che somigliassero a guelli del Raguet, delle Ce-
 
rimonie, due bellissime Commedie vostre.
 
   
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''Io vi confesso essere stato in guesta parte di sentimento contrario; nel mio ''Teatro Comico'' ne ho ragionato, e dichiarato per la prosa mi sono<ref>A. III, sc. 2: ed. Bettinelli.</ref>). Ciò non ostante, com’io diceva, una Commedia in versi ho poi voluto comporre; non però con guei versi che pajon prosa, ma con guegli altri che, ad imitazione dei Francesi, ''{{AutoreCitato|Pier Jacopo Martello|Pier Jacopo Martelli}}'' ha usato nelle Opere sue, così che d’indi in poi di versi ''Martelliani'' portarono il nome. Voi sapete meglio di me non esser eglino che due Settesillabi uniti, de’ guali non si può nascondere il suono, accresciuto guesto ancor più dalla rima, su cui per ordinario si fa terminare il periodo.''
Io vi confesso essere stato in guesta parte di sentimento con-
 
trario ; nel mio Teatro Comico ne ho ragionato, e dichiarato per
 
la prosa mi sono (2). Ciò non ostante, com’io diceva, una Commedia
 
in versi ho poi voluto comporre ; non però con guei versi che pajon
 
prosa, ma con guegli altri che, ad imitazione dei Francesi, Pier
 
Jacopo Martelli ha usato nelle Opere sue, cosi che d’indi in poi
 
di versi Martelliani portarono il nome. Voi sapete meglio di me
 
non esser eglino che due Settesillabi uniti, de’ guali non si può
 
nascondere il suono, accresciuto guesto ancor più dalla rima, su
 
cui per ordinario si fa terminare il periodo.
 
   
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''Io, per dir vero, non sono mai stato amico di cotai versi, usati pel Teatro dal sopraddetto ''Martelli'', e quanto ho lodato guel valoroso Autore ne’ suoi caratteri e ne’ suoi pensieri, altrettanto in lui mi è dispiaciuto guella maniera di verseggiare, la quale toglie moltissimo alle opere sue di guella maestà, che per entro di esse tratto tratto si scorge. Con una simile prevenzione parrà {{Pt|impos-|}}''
Io, per dir vero, non sono mai stato amico di coiai versi, usati
 
pel Teatro dal sopraddetto Martelli, e guanto ho lodato guel va-
 
loroso Autore ne’ suoi caratteri e ne’ suoi pensieri, altrettanto in
 
lui mi è dispiaciuto guella maniera di verseggiare, la guale toglie
 
moltissimo alle opere sue di guella maestà, che per entro di esse
 
tratto tratto si scorge. Con una simile prevenzione parrà impos-
 
 
(I) Alludoi alla prefazione stampata in testa all’ed. Bettinelli di Venezia, ripetuta nel
 
t. I dell’ed. di Firenze. (2) A. Ili, k. 2: ed. Bettinelli.
 
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