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Panche e di Quarto. Il nome di remotissima origine era comune, oltre che al gruppo di case, anche a diverse ville esistenti qui attorno e comprese nei popoli di S. Stefano in Pane e di S. Maria a Quarto, ville che appartennero a celebri famiglie come gli Agli, i Giugni, gli Spinelli, i Rondinelli.
 
Panche e di Quarto. Il nome di remotissima origine era comune, oltre che al gruppo di case, anche a diverse ville esistenti qui attorno e comprese nei popoli di S. Stefano in Pane e di S. Maria a Quarto, ville che appartennero a celebri famiglie come gli Agli, i Giugni, gli Spinelli, i Rondinelli.
   
'''Il Sodo''' - ''Casa Minoccheri''. — ÈEl’edifizio più grandioso
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'''Il Sodo''' - ''Casa Minoccheri''. — È l’edifizio più grandioso
 
di questo casale e colla sua alta e massiccia torre e i resti di ricche decorazioni di pietrame rivela il suo originario carattere di una comoda e ricca casa da signore. Nel XIV secolo infatti la possedeva già la celebre famiglia Compagni dalla quale l’acquistavano nel 1531 i figli di Giuliano Ambrogi che insieme ad altri loro congiunti ebbero numerosi poderi e parecchie ville nelle vicine località. Uno dei figli di Giuliano, Vincenzo, fu tra più fieri nemici
 
di questo casale e colla sua alta e massiccia torre e i resti di ricche decorazioni di pietrame rivela il suo originario carattere di una comoda e ricca casa da signore. Nel XIV secolo infatti la possedeva già la celebre famiglia Compagni dalla quale l’acquistavano nel 1531 i figli di Giuliano Ambrogi che insieme ad altri loro congiunti ebbero numerosi poderi e parecchie ville nelle vicine località. Uno dei figli di Giuliano, Vincenzo, fu tra più fieri nemici
 
de’ Medici ne’ primi anni del principato, sicché i beni suoi, caddero nelle mani del fisco, il quale vendeva nel 1593 questa villa a Simone di Pietro Struffi. Questi la rivendè nel 1630 a Giovan Battista di Santi Landini Sassi che era stato erede degli Ambrogi ed i successori di lui restarono lungamente in possesso di quest’antica villa.
 
de’ Medici ne’ primi anni del principato, sicché i beni suoi, caddero nelle mani del fisco, il quale vendeva nel 1593 questa villa a Simone di Pietro Struffi. Questi la rivendè nel 1630 a Giovan Battista di Santi Landini Sassi che era stato erede degli Ambrogi ed i successori di lui restarono lungamente in possesso di quest’antica villa.
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