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Una tettoia si stende come una gigantesca ala protettrice su di esso appoggiandosi sopra una robusta colonna; è rivestita di lamine metalliche all’esterno e internamente decorata a rosoni inquadrati da fascie divergenti dal capitello della colonna.
 
La base del pulpito posa su mensole su cui si stende una foglia d’acanto e tutto il ballatoio è sorretto da un pilastro con capitello di bronzo che è un finissimo lavoro di decorazione di Donatello. Il {{AutoreCitato|Giorgio Vasari|Vasari}} dice che un altro simile fu portato via dagli spagnoli nel sacco del 1512, il {{AutoreIgnotoAutoreCitato|Eugène Müntz|Müntz}} in un suo studio su Donatello mantiene questa opinione; il Guasti invece crede che il secondo capitello non abbia mai esistito.
 
Lo {{AutoreIgnoto|Schmarsow}} in un suo articolo nell’Archivio storico dell’Arte 1893 dice che il capitello di bronzo fu gettato da Michelozzo alla fine dell’anno 1433 e i suoi putti sono somiglianti a quelli scolpiti nei capitelli del portico di Ragusa.
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