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{{smaller|Le invasioni barbariche ― La propagazione del Cristianesimo ― Ammiano Marcellino ― Macrobio ― Marciano Capella ― La geografia patristica ― La geografia esploratrice. Zemarco e Cosma Indopleuste.}}}}
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'''1. Le invasioni barbariche.''' ― Nel crescere eccessivo della popolazione sta, secondo {{Sc|{{AutoreCitato|Niccolò Machiavelli|Niccolò Machiavelli}}}}, una delle cause principali delle migrazioni. «I popoli, egli dice sul principio delle ''{{TestoCitato|Istorie fiorentine|Storie Fiorentine|Istorie fiorentine/Libro primo/Capitolo 1}}'', i quali nelle parti settentrionali di là del fiume Reno e del Danubio abitano, sendo nati in regione generativa e sana, in tanta moltitudine spesse volte crescono, che parte di loro sono necessitati abbandonare i terreni patrii, e cercare nuovi paesi per abitare»<ref>Lo stesso concetto era già stato espresso da {{Sc|{{AutoreCitato|Paolo Diacono|Paolo Diacono}}}}, scrittore del secolo 8°, nell’opera ''[[:la:Historia Langobardorum|De gestis Langobardorum]]'', [[:la:Historia Langobardorum/Liber I|lib. I]], cap. 1 e 2.</ref>. Non è però necessario che l’aumento della popolazione assuma delle grandi proporzioni perchè ciò avvenga, imperocchè, mentre un popolo agricoltore e commerciante vive agiatamente in angusto spazio, vastissime contrade sono insufficienti alle orde pastorali<ref>{{Sc|{{AutoreCitato|Gerolamo Boccardo|Boccardo}}}}, ''Storia del Commercio'', pag. 77.</ref>, e si può asserire in generale, che tanto maggiore è lo spazio necessario alla vita materiale, quanto minore è il grado di cultura dei popoli. La storia delle migrazioni ci avverte eziandio che, una volta cominciato il movimento di migrazione, tribù e nazioni intere persistono, per secoli, in una certa inquietezza che le conduce, alla minima scossa, ad abbandonare le loro nuove dimore<ref>{{Sc|Ratzel}}, ''Antropogeographie'', pag. 442 e 443.</ref>. Il fatto del quale ci informa {{AutoreCitato|Erodoto|Erodoto}} (IV, 24), che gli Sciti Nomadi, mentre abitavano l’Asia, essendo
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<section begin="s1" />'''1. Le invasioni barbariche.''' ― Nel crescere eccessivo della popolazione sta, secondo {{Sc|{{AutoreCitato|Niccolò Machiavelli|Niccolò Machiavelli}}}}, una delle cause principali delle migrazioni. «I popoli, egli dice sul principio delle ''{{TestoCitato|Istorie fiorentine|Storie Fiorentine|Istorie fiorentine/Libro primo/Capitolo 1}}'', i quali nelle parti settentrionali di là del fiume Reno e del Danubio abitano, sendo nati in regione generativa e sana, in tanta moltitudine spesse volte crescono, che parte di loro sono necessitati abbandonare i terreni patrii, e cercare nuovi paesi per abitare»<ref>Lo stesso concetto era già stato espresso da {{Sc|{{AutoreCitato|Paolo Diacono|Paolo Diacono}}}}, scrittore del secolo 8°, nell’opera ''[[:la:Historia Langobardorum|De gestis Langobardorum]]'', [[:la:Historia Langobardorum/Liber I|lib. I]], cap. 1 e 2.</ref>. Non è però necessario che l’aumento della popolazione assuma delle grandi proporzioni perchè ciò avvenga, imperocchè, mentre un popolo agricoltore e commerciante vive agiatamente in angusto spazio, vastissime contrade sono insufficienti alle orde pastorali<ref>{{Sc|{{AutoreCitato|Gerolamo Boccardo|Boccardo}}}}, ''Storia del Commercio'', pag. 77.</ref>, e si può asserire in generale, che tanto maggiore è lo spazio necessario alla vita materiale, quanto minore è il grado di cultura dei popoli. La storia delle migrazioni ci avverte eziandio che, una volta cominciato il movimento di migrazione, tribù e nazioni intere persistono, per secoli, in una certa inquietezza che le conduce, alla minima scossa, ad abbandonare le loro nuove dimore<ref>{{Sc|Ratzel}}, ''Antropogeographie'', pag. 442 e 443.</ref>. Il fatto del quale ci informa {{AutoreCitato|Erodoto|Erodoto}} (IV, 24), che gli Sciti Nomadi, mentre abitavano l’Asia, essendo
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