Il Re della Prateria/Parte prima/7. L'evasione del marchesino: differenze tra le versioni

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==__MATCH__:[[Pagina:Salgari - Il re della prateria.djvu/59]]==
{{Centrato|7.}}
{{Centrato|L'EVASIONE DEL MARCHESINO}}
Il tempo si era rimesso, e il vento soffiava regolarmente e sempre in favore, agevolando la corsa dell'''Albatros'', la cui rapidità si manteneva costante fra i sette e i nove nodi.
 
Il marchesino continuava a essere tranquillo, ma rifiutavasi energicamente di vedere il barone, e bastava soltanto che Mumbai gli parlasse del rapitore, perché si vedesse montare sulle furie. In quei momenti non pareva più un giovanotto di sedici anni, ma un uomo pronto, determinato a tutto; e minacciava di mettere a soqquadro la cabina e di ribellarsi anche al suo carceriere. Ma anche nei suoi momenti di calma, pareva che un'idea fissa lo tormentasse costantemente, poiché si udiva spesso mormorare e si vedeva sempre assiso dinanzi al sabordo, intento a scrutare l'oceano come se da quella parte aspettasse un liberatore.
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costantemente, poiché si udiva spesso mormorare e si vedeva sempre assiso dinanzi al sabordo, intento a scrutare l'oceano come se da quella parte aspettasse un liberatore.
 
Il barone un giorno, temendo che quella prigionia non gli nuocesse, gli aveva fatto proporre da Mumbai che si recasse in coperta dietro promessa di mantenersi tranquillo, ma egli aveva risposto che se fosse comparso sul ponte avrebbe strangolato qualcuno e prima di tutti il rapitore, che odiava con tutte le forze dell'anima ed era rimasto nella sua cabina.
 
«Quando un europeo sbarca sulle coste dell'America, specialmente nelle grandi città dell'est, dopo pochi giorni subisce un eccitamento nervoso assai notevole, che riesce molesto ad alcuni, ma che ad altri fa l'effetto esilarante dello ''Champagne'' o l'effetto prodotto dal soverchio abuso del caffè o del thè.
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«A poco a poco l'europeo si sente invadere da una premura febbrile e finisce col diventare l'uomo più frettoloso, il più nervoso e il più ardente, ma probabilmente con minor facoltà di trattabilità e di fermezza.
 
– È incredibile! – esclamò il signor di Chivry stupito. – Ma non credete che quell'orgasmo che regna fra la popolazione americana, non derivi da altre cause?
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– Forse non dipende solamente dalle condizioni fisiche, avendo anch'io notato che quello stato di eccitazione non si riscontra in tutte le città americane, ma vi deve entrare qualche altra causa, come una specie di contagio nervoso dovuto forse ad accumulazioni ereditarie di tendenze e...
 
– Cosa contate di fare?
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– Di spiegare tutte le vele possibili e di tenere pronti i cannoni. Se l'''Albatros'', come spero, si lascia a poppa quella goletta dannata, me ne rido di quei curiosi con le giacche rosse.
 
A centocinquanta braccia dalla poppa, infatti, si vedeva Almeida. Nuotava con sovrumana energia, rizzandosi vigorosamente sulle onde dell'oceano e si dirigeva velocemente verso la piccola nave da guerra sul cui ponte si vedevano raggruppati parecchi uomini.
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– Presto!... Presto!... – esclamò di Chivry. – Venti scudi a chi lo riprende.
– A me, marinai!... Aiuto!... Fate fuoco sui pirati!...
 
Quantunque la goletta fosse ancora lontana, quelle diverse grida dovevano essere giunte fino sul ponte, poiché la si vide virare prontamente di bordo e veleggiare verso la nave negriera.
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dovevano essere giunte fino sul ponte, poiché la si vide virare prontamente di bordo e veleggiare verso la nave negriera.
 
– Mille lampi!... – esclamò Nunez. – Avremo ora da fare con quei cani d'inglesi?...
 
Con un ultimo slancio la scialuppa fu addosso al fuggiasco, il quale ormai aveva esaurito quasi tutte le forze in quella rapida nuotata.
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Vedendosi ormai preso, si lasciò andare a picco, sperando di sfuggire ancora; ma Mumbai immerse rapidamente un braccio e lo afferrò pel colletto.
 
Poi rizzandosi quanto era lungo, gridò con voce maschia ed energica:
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– Otto uomini al pezzo da caccia e al mio comando fate fuoco. Ah! Non conoscete ancora il mio ''Albatros'', signori inglesi! A noi, adunque!
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