Differenze tra le versioni di "Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/279"

nessun oggetto della modifica
 
Corpo della pagina (da includere):Corpo della pagina (da includere):
Riga 1: Riga 1:
costumi e inflessibilità di principj, talchè Cesare soleva dire: — Molto importa che cosa mediti costui; tempra d’acciajo, checchè vuole, e lo vuol fortemente»<ref>Quidquid vult, valde vult. Cicerone ''Ad Attico,'' XIV, 1. {{Greco da controllare}} {{Sc|{{AutoreCitato|Plutarco|Plutarco}}}}, ''in Bruto''.</ref>.
+
costumi e inflessibilità di principj, talchè Cesare soleva dire: — Molto importa che cosa mediti costui; tempra d’acciajo, checchè vuole, e lo vuol fortemente»<ref>Quidquid vult, valde vult. Cicerone ''Ad Attico,'' XIV, 1. ὥσπερ τὰ ψυχρήλατα τῶν ξίφων, σκληρόν ἐκ φύσεως. {{Sc|{{AutoreCitato|Plutarco|Plutarco}}}}, ''in Bruto''.</ref>.
   
 
In realtà egli era più orgoglioso che robusto, e i nemici del dittatore, indovinando da qual lato bisognasse pigliarlo, gli fecero intravvedere che, tenendo con Cesare, oppressore della patria e usurpatore, parebbe anteporre l’affetto privato alla libertà comune, un uomo alla pubblica cosa; e scrivevano talvolta sulla porta di lui, — Vivesse oggi un Bruto! — Tu Bruto non sei. — Bruto, dormi?» Cassio, suo cognato, pallido d’invidia e di stravizzi, conosciuto per abile e valoroso, forse autore di questi motti, gli ripetea qual fosse obbrobrio il tollerare la servitù della patria, e che, mentre il popolo agli altri pretori chiedeva spettacoli, da lui attendeva d’esser redenta dal tiranno. Così passo passo lo condusse al punto, dove potè svelargli che erasi ordita una congiura; sicchè avviluppato e sospinto, vi accettò il primo posto, col suo illustre nome vi trasse altri di case primarie, e furono sessantatre, o nemici antichi di Cesare per sentimento repubblicano, o nemici nuovi perchè da lui o beneficati o non satollati. Porcia, figlia di Catone e moglie di Bruto, accortasi che qualche cosa bolliva nell’animo del marito, si fece alla coscia una profonda ferita, e col mostrare così di saper reggere al tormento e non esser indegna di tal padre e di tal consorte, meritò d’esser fatta partecipe della congiura.
 
In realtà egli era più orgoglioso che robusto, e i nemici del dittatore, indovinando da qual lato bisognasse pigliarlo, gli fecero intravvedere che, tenendo con Cesare, oppressore della patria e usurpatore, parebbe anteporre l’affetto privato alla libertà comune, un uomo alla pubblica cosa; e scrivevano talvolta sulla porta di lui, — Vivesse oggi un Bruto! — Tu Bruto non sei. — Bruto, dormi?» Cassio, suo cognato, pallido d’invidia e di stravizzi, conosciuto per abile e valoroso, forse autore di questi motti, gli ripetea qual fosse obbrobrio il tollerare la servitù della patria, e che, mentre il popolo agli altri pretori chiedeva spettacoli, da lui attendeva d’esser redenta dal tiranno. Così passo passo lo condusse al punto, dove potè svelargli che erasi ordita una congiura; sicchè avviluppato e sospinto, vi accettò il primo posto, col suo illustre nome vi trasse altri di case primarie, e furono sessantatre, o nemici antichi di Cesare per sentimento repubblicano, o nemici nuovi perchè da lui o beneficati o non satollati. Porcia, figlia di Catone e moglie di Bruto, accortasi che qualche cosa bolliva nell’animo del marito, si fece alla coscia una profonda ferita, e col mostrare così di saper reggere al tormento e non esser indegna di tal padre e di tal consorte, meritò d’esser fatta partecipe della congiura.
Piè di pagina (non incluso)Piè di pagina (non incluso)
Riga 1: Riga 1:
  +
[[Categoria:Pagine con testo greco]]