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</div><section end=13-05-2018 />
 
== 10 giugno ==
<section begin=10-06-2018 />
* {{Testo|Fior di Sardegna (Madella)|Fior di Sardegna}}
 
[[File:Grazia Deledda 1926.jpg|70px|right|link=Autore:Grazia Deledda]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">Siamo in Sardegna, nella parte montuosa della Sardegna, in una piccola città che ci contenteremo di chiamare solo X***, benchè nella carta sia segnata con un nome assai sonoro e lungo. X*** possiede la sua brava passeggiata, le sue piazze, esenti ancora di fontane di marmo, e di statue, i suoi caffè splendidissimi, il suo «club», e qualche volta anche, a intervalli di due o tre anni, si permette il lusso del teatro: tutto ciò però non impedisce che vi si tragga la vita più noiosa di questo mondo, sicchè la più piccola novità basta per mettere in fermento gli abitanti pacifici e poco interessati nelle gravi questioni d’oltre monti e d’oltre mari. Ai primi dell’anno 1881, la novità più saliente, la novità che più dava di che pensare e di che dire nei crocchi, nei caffè, nelle conversazioni private di X*** era una palazzina misteriosa che da circa due mesi stavasi fabbricando all’estremità nord della città, vicino alla casa di don Salvatore Mannu, ch’era l’ultima di X***, una palazzina bianca, elegante, dai balconi di ferro verniciati a rosso, circondata da uno spazio destinato a giardino. Gli studenti, che poco più o meno s’intendevano tutti di francese, dicevano che quella casina di uno stile mai più conosciuto in X***, le cui case erano tutte disadorne e ineleganti al di fuori — allora — era uno «chalet», e che probabilmente lo faceva costruire qualche ricco per venirsene in Sardegna nella bella stagione, — qualche inglese, ben sottinteso, molto eccentrico ed originale, dal punto che sceglieva la Sardegna per luogo di villeggiatura...</div>
 
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[[Fior di Sardegna (Madella)/Capitolo I|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
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</div><section end=10-06-2018 />
 
== 17 giugno ==
<section begin=17-06-2018 />
* {{Testo|La Veste d'Amianto}}
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">Si separarono all’entrata del recinto.
 
Egli s’inchinò in un saluto correttissimo mentre il lampo degli occhi e la stretta della mano esortavano ancora e pregavano insieme:
 
— Coraggio!
 
Ella susurrò rapida:
 
— Che Dio ti assista, caro!
 
E dal suo sguardo intenso d’angoscia e di speranza parve sprigionarsi una carezza ardente e tenera che volesse avvolgere il diletto come un possesso e una protezione.
 
Subito furono staccati.
 
L’onda della folla travolse Eva fin oltre lo steccato, la spinse verso le tribune e la lasciò — diradandosi, sciogliendosi, sparendo — sola e sperduta all’angolo estremo del breve viale tagliato fra lo steccato di cinta all’aereodromo e le tribune.</div>
 
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[[La Veste d'Amianto/Il volo che schiantò un cuore|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
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</div><section end=17-06-2018 />
 
== 24 giugno ==
<section begin=24-06-2018 />
* {{Testo|La polpetta del Re}}
 
[[File:Fontana e Puccini.jpg|70px|right|link=Autore:Ferdinando Fontana]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">{{larger|SCENA I.}}
 
{{Sc|La Rosa}} ''e'' {{sc|La Scianna.}}
 
<poem style="margin-left:0">La Rosa, portinara a San Caloss,
guardée ben cossa la gà in scoss.
La gà in scoss la soa scianna
cont el pel longh ona spanna;
on pel negher e inscì fin
che l’è mej che nè on guantin!
Che bella Scianna coi oeucc gris!...
La portinara la ghe dis:
 
«Scianna-sciannetta, — sta quietta.
Ona notizia te vuj dà
che dev mett sottsôra la cà!
Doma adess l’è andada via,
te vist anch’ti, la sura Lussìa...
Te set perchè l’è stada chì?
Perchè la voeur on gatt tò de ti!»</poem></div>
 
<div class="plainlinks">
[[La polpetta del Re/Quader primm|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
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</div><section end=24-06-2018 />
 
== 1 luglio ==
<section begin=01-07-2018 />
* {{Testo|Beethoven 27%}}
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">'''PERCHÉ I CINESI NON MUOIONO'''<br />'''Un giallo anagrafico'''
 
{{Smaller|Non mi vergogno ad ammettere che ho smesso di mangiare nei ristoranti cinesi e che faccio volentieri a meno di mostrarmi in giro a Chinatown, a meno che non ci sia costretto.}}<br />{{Smaller|D.Hammett, ''Cadaveri di donne gialle''}}
 
Ho sempre odiato la cucina cinese. Trovo davvero insopportabile tutta quella mucillagine in salsa di soia, che annulla ogni forma e ogni sapore in una poltiglia agrodolce.
 
Però la Locanda della Sesta Felicità è proprio sotto casa, costa poco e non è troppo sporca, se si eccettua l’abitudine cinese di sputare per terra, molto praticata dai camerieri. Sempre meglio che farlo di nascosto come quelli italiani, direttamente nel piatto del cliente, se solo osa rimandare indietro la pasta scotta o si lamenta per i gamberetti mal scongelati. E poi a mia moglie quelle porcherie alla soia chiamate di volta in volta pollo alle mandorle oppure involtini primavera, ravioli al vapore o antipasto di orecchie di mare sono sempre piaciute. Per non parlare del gelato fritto o di quello alla grappa cinese, di cui è ghiotta mia figlia Daria.</div>
 
<div class="plainlinks">
[[Beethoven 27%/Cap. I|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
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</div><section end=01-07-2018 />
 
== Testi successivi ==
* {{Testo|Fior di Sardegna (Madella)|Fior di Sardegna}}
* {{Testo|La Veste d'Amianto}}
* {{Testo|La polpetta del Re}}
* {{Testo|Beethoven 27%}}
* {{Testo|Alla scoperta dei letterati}}
* {{Testo|Re Baldoria}}
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