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{{Pt|mo|acerbissimo}} odio le perseguitarno. Non potrei ueramente in mille carte discrivere e travagli che di continuo n’arrecano, & gli inviluppi ne quali duramente spesso ne stringono, sì che, fortemente mi maraviglio di chi le cerca con tanta ansietà, e da
m DE PARADOSSI. w 5
che fono elle in vero da fare? a‘ che giovano? ò vero servir ci possono? Se tu le brami per haver copia de ginetti, corsieri, curtaldi, ò de cavalli turchi,certo che troppo stoltamente fai, e essendo il cavallo uno animaluzzo ingordo, non mai, ne di giorno, ne di notte satollo, superbo, seminario di guerra, il quale ò che ad ogni picciolo inciampo, teme & ombreggia, non obedendo ne al freno, ne al sperone, tutto indomito, traboccandoti in mille pericoli, ò vero ch’egli si lascia à guisa di montone reggere da un simplice fanciullo, stringere il ventre con poca fascia, & porre i chiodi pazientemente ne piedi. O quante dannose incursioni sono state fatte nelle nostre contrade da barbare nationi
mo odio le perfeguitarno. Non potrei ueramen
che fatte non si sarebbono, s’e cavalli non fi fussero
te in mille carte difcriuere e trauagli che di con
mai ritrouati, ma voi tu vedere che rea cosa sia et
timio n’arrecnno,8( gli inuiluppi ne quali dura
nel cospetto ch’Iddio odiosa il nudrire sì male beftie? odi quel che ne dice il Profeta, AB INCREPATIONE TVA DEVS. DORMITAVERVNT QVI ASCENDERVNT EQUOS. Et qualunque non sa che il porvi sua fiducia sia cosa da huomini d’Iddio nemici, oda & attenda il medeaimo profeta. HI IN CVRRIBVS ET HI IN EQVS NOS AVTEM IN
mente'fpefi'o ne Gringonofl che, fortemente mi
marmuglio di chi le cerca c6 tanta anfieta‘, e da
che fono elle in uero da fzirefa‘ che giouano ì 6 ue
m feniir ci pofi'ono: Se tu le brami per hauer co
pia de ginetti,c0rfieri,curtalcli,r3 de caualli tua
chi,certo che troppo floltaméte feti, efi' endo il ca
uallo uno animalnzzo ingordomon mai , ne di
giorno,ne di notte fatollo,fi1 pei-bo ,feminario di
guerra ,ilquale d che ad ogni picciolo inciîimpo,
teme 8€ ombreggia ,nò obedendo ne al freno,ne
al fperone,cutto indomîto ,cmbocidoti in mille
pericoli,ò nero ch’egli fi laicia a‘guifu di monto
ne.reggere da un fimplice fanciullo , lh‘ingereil
uentre c6 poca farcia, 8< potrei chiodi paziente
méte ne piedi. O quite dannofe incurfionì fono
finte fatte nelle nol‘rre còti'ade da barbare natiéi
che fante n.6 fi fiixebbono, {'e canalli né fi fuffero
mai ricrouati,m:1 uoi tu ueclei'e che rea cofa fiat e:
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TAVERVNT QVI ASCENDERVNT
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ducia fia cofa da huomini d’Iddio nemici, oda
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