Differenze tra le versioni di "I briganti del Riff/21. Il totem"

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— Proprio battaglia accanita — ripetè Carminillo. — Questa volta i briganti si prenderanno una bella batosta, se tenteranno dei contrattacchi.
 
— Mi pare che non osino — disse Pedro. — Scappano dinanzi alle granate ed alla mitraglia... Guarda come salganosalgono a corsa sfrenata la montagna per cercare probabilmente un rifugio nei boschi. Che prima di sera i nostri possano giungere quassù?
 
— Oh, non sperarlo!... — rispose Carminillo. — La fanteria avrà molto da fare a spingersi su per queste rocce, e non potrà giungere che domani o posdomani.
Ad un tratto, fra il rombare delle artiglierie, le quali continuavano con accanimento la distruzione dei rifugi dei briganti della montagna, le parve di raccogliere un vago rumore. Zamora tolse la coperta, accostò un orecchio al suolo, ed ascoltò a lungo.
 
— Sì, della cavalleria passa laggiù, seguendo la linea dei boschi — pensò la gitana. — Che si spingespinga fino qui! A che cosa fare se gli spagnoli sono ancora sui contrafforti della montagna?
 
Sempre più inquieta stava per svegliare i due studenti, quando vide una colonna di cavalieri riffani montare all'assalto con una furia spaventevole.
Una voce a loro ben nota si fece udire: — Ah!... Ah!... I due giovani ''cristianos''! Vedremo se questa volta sfuggiranno ancora alla morte!...
 
E quelle minacciose parole le aveva pronunciate la Jena del Gurugù, comparsa improvvisamente di nuovo dinanzi ai due disgraziati, quando lo avevano già dimenticato. ILIl terribile brigante, vedendoli fare sforzi sovrumani per liberarsi dalle strette poderose dei suoi uomini, si era messo a ridere sgangheratamente.
 
— Per la barba del Profeta!... — esclamò. — I vostri muscoli non hanno dunque sofferto, quantunque vi avessimo condannati già ad un supplizio che atterra anche un gigante. E sono lindi, puliti, senza macchie di sangue!... Miracoloso!
— T'inganni — rispose Carminillo, a cui premeva salvare almeno Zamora. — Eravamo noi due soli.
 
ILIl bandito scosse la testa con collera e lanciò una bestemmia.
 
— Voi cercate d'ingannarmi: — soggiunse — eravate in tre, ed il terzo vostro compagno doveva essere quella giovane gitana dagli occhi ardenti.
— Ti ripeto che non l'abbiamo più riveduta.
 
— Non volete confessare, ma non importa. Sapremo, più tardi, scovarla noi disse la Jena del Gurugù; poi, volgendosi ai suoi uomini, che tenevano in mano delle corde di pelo di cammello, aggiunse: — Legate i ''cristianos'', caricateveli sulle braccia e seguitemi.
 
In mezzo minuto i due studenti, malgrado avessero tentato ancora di opporre un'ultima accanita resistenza, si trovarono colle gambe ed i polsi ben stretti.