Pagina:Il Baretti - Anno II, n. 1, Torino, 1925.djvu/4: differenze tra le versioni

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{{ct|f=110%|t=2|v=2|'''MARTINI'''}}
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Della Firenze granducale Ferdinando Martini è un sopravvissuto: tutto il nuovo mondo venuto formandosi negli ultimi decenni, abiti di vita e di cultura, problemi e tormenti spirituali, gli è estraneo: è rimasto volto all’indietro verso l’età, nella quale trascorse la sua giovinezza, ed ebbe affetti e passioni c luoghi c persone care, disparso tutto nel profondo del tempo.
Della Firenze granducale Ferdinando Martini è un sopravvissuto: tutto il nuovo mondo venuto formandosi negli ultimi decenni, abiti di vita e di cultura, problemi e tormenti spirituali, gli è estraneo: è rimasto volto all’indietro verso l’età, nella quale trascorse la sua giovinezza, ed ebbe affetti e passioni e luoghi e persone care, disparso tutto nel profondo del tempo.


Posizione particolarmente felice, perchè la tarda età e la distanza degli anni gli consentono ora quella sorta di amore distaccato, venato di rimpianti, che si porta alle rimembranze di un tempo che fu. Ne nasce un’atmosfera suggestiva, tutta particolare: e i fatti perdono gli stacchi violenti, le tinte calde, i contrasti d’ombra e di luce; tutto s’appiana in un dolce chiarore, che ogni cosa ugualmente rivela e dipinge, dandole giusto risalto e appropriato colore. La ragione e il sentimento, il sereno giudizio dello storico c il cuore del poeta, del pari concorrono nel creare una tale visione del mondo: posato ragionare, calmi affetti, bonaria ironia.
Posizione particolarmente felice, perchè la tarda età e la distanza degli anni gli consentono ora quella sorta di amore distaccato, venato di rimpianti, che si porta alle rimembranze di un tempo che fu. Ne nasce un’atmosfera suggestiva, tutta particolare: e i fatti perdono gli stacchi violenti, le tinte calde, i contrasti d’ombra e di luce; tutto s’appiana in un dolce chiarore, che ogni cosa ugualmente rivela e dipinge, dandole giusto risalto e appropriato colore. La ragione e il sentimento, il sereno giudizio dello storico c il cuore del poeta, del pari concorrono nel creare una tale visione del mondo: posato ragionare, calmi affetti, bonaria ironia.
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EDMONDO RHO.
EDMONDO RHO.
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{{ct|'''Serra Pascoliano '''}}
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Fondamentalmente il mondo spirituale di Renato Serra, è pascoliano.
Fondamentalmente il mondo spirituale di Renato Serra, è pascoliano.


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Ma non parliamo di questi, né degli uomini politici vociani che il giolittiano e tripolino Renato Serra aveva in uggia; poiché non è nei nostri intenti di fare qui ad essi il processo per «tutto il male» che hanno fatto; molto più che Serra seppe prestissimo immunizzarsene collo starne lontano c col pensare ad altro. L’abituale indolenza ed il naturale scetticismo, quanto il giovanile insegnamento carducciano di Severino Ferrari, gli impedirono di diventare imo scolaro dei maestri surricordati, ma del Croce specialmente, di cui non rimase mai altro che un lettore ammirato, per rivendicare anche di fronte a lui la sua libertà di uomo e di pensatore; siccome il Carducci coll’esempio gli aveva insegnato.
Ma non parliamo di questi, né degli uomini politici vociani che il giolittiano e tripolino Renato Serra aveva in uggia; poiché non è nei nostri intenti di fare qui ad essi il processo per «tutto il male» che hanno fatto; molto più che Serra seppe prestissimo immunizzarsene collo starne lontano c col pensare ad altro. L’abituale indolenza ed il naturale scetticismo, quanto il giovanile insegnamento carducciano di Severino Ferrari, gli impedirono di diventare imo scolaro dei maestri surricordati, ma del Croce specialmente, di cui non rimase mai altro che un lettore ammirato, per rivendicare anche di fronte a lui la sua libertà di uomo e di pensatore; siccome il Carducci coll’esempio gli aveva insegnato.


{{ct|'''Il Pascoliano Serra tra il Croce ed il Carducci'''}}
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Dobbiamo credere ciò anche se quale critico cercante nell’opera d’arte e di poesia il momento lirico puro (intuizione), ci potessimo ritenere in diritto di considerarlo uno scolaro del direttore della «Critica»; senonchè noi non sappiamo quanto deva a lui, più che al Pascoli teorico d’estetica del ''Fanciullino'', od al Carducci che gli aveva insegnato a scoprire, di sotto le macerie dell’erudizione c della storia le sorgenti vive dell’ispirazione e della poesia; se proprio non vogliamo risalire al Bergson che meditava e seguiva.
Dobbiamo credere ciò anche se quale critico cercante nell’opera d’arte e di poesia il momento lirico puro (intuizione), ci potessimo ritenere in diritto di considerarlo uno scolaro del direttore della «Critica»; senonchè noi non sappiamo quanto deva a lui, più che al Pascoli teorico d’estetica del ''Fanciullino'', od al Carducci che gli aveva insegnato a scoprire, di sotto le macerie dell’erudizione c della storia le sorgenti vive dell’ispirazione e della poesia; se proprio non vogliamo risalire al Bergson che meditava e seguiva.
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Anche lui ad un determinato momento s’è sentito romagnolo: incapace, com’egli stesso ha scritto nel suo Oriani, dì sentirsi puramente artista; ed ha vagamente quanto accoratamente desiderato di buttarsi nell’azione e nella lotta per conferire alla sua vita, che osservava logorarsi nelle meschine cure dell’Impiego e nelle più meschine beghe di donne, di debiti, di giochi, e di vizi, nella sua piccola città di provincia, un senso più atto c virile: una maggior dignità, è da credere, ed un meno ignobile perchè.
Anche lui ad un determinato momento s’è sentito romagnolo: incapace, com’egli stesso ha scritto nel suo Oriani, dì sentirsi puramente artista; ed ha vagamente quanto accoratamente desiderato di buttarsi nell’azione e nella lotta per conferire alla sua vita, che osservava logorarsi nelle meschine cure dell’Impiego e nelle più meschine beghe di donne, di debiti, di giochi, e di vizi, nella sua piccola città di provincia, un senso più atto c virile: una maggior dignità, è da credere, ed un meno ignobile perchè.


{{ct|''Serra nazionalista e giolittiano.''}}
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Tutto questo socialmente dopo la tragica morte del padre avvenuta in Cesena, il 2 Gennaio 1911.
Tutto questo socialmente dopo la tragica morte del padre avvenuta in Cesena, il 2 Gennaio 1911.
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Sfiduciato delle proprie forze, ed ormai disperato di vincere nella cruenta lotta per l’arte e per la vita, Renato Serra s’abbandonò all’«eracliteo flusso», lasciandoci senza resistenza prendere e vivere. Nella disperazione Bergson trionfava.
Sfiduciato delle proprie forze, ed ormai disperato di vincere nella cruenta lotta per l’arte e per la vita, Renato Serra s’abbandonò all’«eracliteo flusso», lasciandoci senza resistenza prendere e vivere. Nella disperazione Bergson trionfava.


{{ct|'''L’Esame di coscienza.'''}}
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Questa è veramente l’atmosfera spirituale dell’''Esame di coscienza'', e lo stato d’animo con cui ha saputo affrontare la morte.
Questa è veramente l’atmosfera spirituale dell’''Esame di coscienza'', e lo stato d’animo con cui ha saputo affrontare la morte.


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