Pagina:Il Baretti - Anno II, nn. 6-7, Torino, 1924-1928.djvu/4: differenze tra le versioni

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Svelta creatura umana, tutta giovanile grazia in cui le più varie possibilità si equilibrano in una felice armonia... Ah! Lafeadio, sono a chiedermi se alcunché non ti manchi: s’io debba rimpiangere che così grande sia la tua libertà da vietarti attaccamento alcuno, alcuna amicizia... O che sia mestieri persuadersi che «''le pas du parfait copain se danse seul''»?
Svelta creatura umana, tutta giovanile grazia in cui le più varie possibilità si equilibrano in una felice armonia... Ah! Lafeadio, sono a chiedermi se alcunché non ti manchi: s’io debba rimpiangere che così grande sia la tua libertà da vietarti attaccamento alcuno, alcuna amicizia... O che sia mestieri persuadersi che «''le pas du parfait copain se danse seul''»?




Son queste, poche note che un lettore di Gide si lascia carpire. E’ suo malgrado, ripete, che ha ceduto. Non si scusa tuttavia della loro insufficenza, perchè ha la pretesa di estimarla inevitabile.
Son queste, poche note che un lettore di Gide si lascia carpire. E’ suo malgrado, ripete, che ha ceduto. Non si scusa tuttavia della loro insufficenza, perchè ha la pretesa di estimarla inevitabile.
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«Un grande scrittore soddisfa a più di una esigenza risponde a più d’un dubbio, nutre i più diversi appetiti». Queste parole di Gide meglio di qualsivoglia altra valgono per lui stesso. Esigenze, dubbi, appetiti — a un solo che n’abbia, mi stimerò sommamente felice se queste righe saranno valse a indicargli tanta copia e varietà d’alimenti.
«Un grande scrittore soddisfa a più di una esigenza risponde a più d’un dubbio, nutre i più diversi appetiti». Queste parole di Gide meglio di qualsivoglia altra valgono per lui stesso. Esigenze, dubbi, appetiti — a un solo che n’abbia, mi stimerò sommamente felice se queste righe saranno valse a indicargli tanta copia e varietà d’alimenti.


Poiché si deve pur ripetere per Gide l’elogio ch’egli rivolgeva a Charles-Louis Philipp: «Egli porta in sè di che disorientare e sorprendere, cioè di che durare».
Poiché si deve pur ripetere per Gide l’elogio ch’egli rivolgeva a Charles-Louis Philippe: «Egli porta in sè di che disorientare e sorprendere, cioè di che durare».


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''Eblouie...''
''Eblouie...''


A centinaia si potrebbero sgranare epiteti per definire Anna de Noailles: ardente, fervente, orgogliosa, voluttuosa, autoidolatra, appassionata, grandiloquente... Ma fra tutti, più la caratterizza la breve paroletta intraducibile: ''eblouie''...
A centinaia si potrebbero sgranare epiteti per definire Anna de Noailles: ardente, fervente, orgogliosa, voluttuosa, autoidolatra, appassionata, grandiloquente... Ma fra tutti, più la caratterizza la breve paroletta intraducibile: ''eblouie...''


Anche chi non l’ha mai veduta la imagina con lunghe ciglia che sbattono come ali stupite dinanzi al lucente incanto del mondo.
Anche chi non l’ha mai veduta la imagina con lunghe ciglia che sbattono come ali stupite dinanzi al lucente incanto del mondo.
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Tutto le è cagione di meraviglia e insieme di vertigine: e tutto il suo lungo cantare esprime sopra ogni altra cosa questo stato di creatura turbinante stupefatta nel radioso mistero.
Tutto le è cagione di meraviglia e insieme di vertigine: e tutto il suo lungo cantare esprime sopra ogni altra cosa questo stato di creatura turbinante stupefatta nel radioso mistero.


L’hanno apparentata a Victor Hugo, per l’impelo e la ricchezza inesauribile della vena: sarebbe forse più esatto farla discendere da {{Wl|Q81438|Walt Whitman}}. Non si danno forse la mano, attraverso l’immenso spazio, questa piccola donna di razza orientale e sangue principesco, e il buon gigante dell’ovest, il buon viandante figlio di popolo, quando enumerano, l’uno e l’altra, i motivi d’amore verso la vita?
L’hanno apparentata a Victor Hugo, per l’impeto e la ricchezza inesauribile della vena: sarebbe forse più esatto farla discendere da {{Wl|Q81438|Walt Whitman}}. Non si danno forse la mano, attraverso l’immenso spazio, questa piccola donna di razza orientale e sangue principesco, e il buon gigante dell’ovest, il buon viandante figlio di popolo, quando enumerano, l’uno e l’altra, i motivi d’amore verso la vita?


Ma che un Whitman gagliardo e randagio abbia la vocazione imperiosa della laude, è meno singolare di quel che non sia per una Contessa di Noailles. Meno raramente, nasce la poesia, dirò con imagine retorica, nelle capanne che non nei palazzi. L’autrice degli ''Eblouissements'', del ''Coeur innombrable'', del ''Visage emerveillé'', avvalora in modo irresistibile la propria testimonianza lirica, per il fatto d’esser gran dama, bella, irretita da mille privilegi... Costei, si pensa, ha saputo ascoltar la voce del vento. la voce dello spirito, ha saputo chinarsi al giogo delle cose eterne, ai miti purpurei, anzi incandescenti, dell’amore, della gloria, della morte (anche la morte è un mito, Anna de Noailles!) quando fin dalla nascita tutto sembrava indicarle reami facili e leggiadri, aiuole e sentieri in bell’ordine, senza sospiri ne guida nè estasi. La potenza d’Orfeo c dunque veramente illimitata...
Ma che un Whitman gagliardo e randagio abbia la vocazione imperiosa della laude, è meno singolare di quel che non sia per una Contessa di Noailles. Meno raramente, nasce la poesia, dirò con imagine retorica, nelle capanne che non nei palazzi. L’autrice degli ''Eblouissements'', del ''Coeur innombrable'', del ''Visage emerveillé'', avvalora in modo irresistibile la propria testimonianza lirica, per il fatto d’esser gran dama, bella, irretita da mille privilegi... Costei, si pensa, ha saputo ascoltar la voce del vento. la voce dello spirito, ha saputo chinarsi al giogo delle cose eterne, ai miti purpurei, anzi incandescenti, dell’amore, della gloria, della morte (anche la morte è un mito, Anna de Noailles!) quando fin dalla nascita tutto sembrava indicarle reami facili e leggiadri, aiuole e sentieri in bell’ordine, senza sospiri ne guida nè estasi. La potenza d’Orfeo c dunque veramente illimitata...
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