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Trento; nel quale uffizio ebbe occasione di far del bene, insinuando moderazione a coloro che erano dalla vittoria imbaldanziti; e compiacevasi d’aver potuto sottrarre alle fucilate quattro paesani, accusati d’intelligenza col nemico. Poi caduto quell’efimero dominio, egli sperimentò anche la prigione in Innsbruck, donde per altro uscì tanto pienamente giustificato, che il suo calunniatore fu mandato in bando. Lode a chi seppe, anche in tempi di fazione, far luogo alla verità: lode a quella buona popolazione, che in vero trionfo accogliendo l’innocente, lo compensò dei non meritati patimenti<ref>In quell’occasione furono, dalla imperiale stamperia di Roveredo, stampati versi italiani, latini e in dialetto trentino, con questo titolo: ''Pel felice ritorno da Innsbruk dell’illustrissimo signor Gian Domenico Romagnosi ex pretore di Trento, e consiglier aulico d’onore di S. A, R. vescovo e principe di Trento, a significazione di sincero giubilo dell’innocenza riconosciuta, si pubblicano le seguenti poesie''. {{AutoreCitato|Melchiorre Cesarotti|Melchiorre Cesarotti}} compose un’epigrafe latina, e scrisse lettera al Romagnosi come a poeta, esortandolo a ''dedicarsi di proposito alla conversazione delle Muse'', che sono le più care consolatrici de’ guai della società, ecc.<br>
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Fortunatamente il Romagnosi non adempì il voto del professore, e dopo un primo tentativo, fece divorzio dalle sante Muse. Che se i lettori fossero curiosi d’aver u» saggio del suo verseggiar, riferiremo alcune strofe del ''Pervigilio di Venere''.
ILLUSTRI ITALIANI
 
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Trento; nel quale uffizio ebbe occasione di far del bene, insinuando
 
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Ami domane
moderazione a coloro che erano dalla vittoria imbaldanziti; e com-
 
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Chi non amò;
piacevasi d'aver potuto sottrarre alle fucilate quattro paesani, accu-
 
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E ancor chi amò
sati d'intelligenza col nemico. Poi caduto queirefimero dominio, egli
 
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Ami domane.
sperimentò anche la prigione in Innsbruck, donde per altro usci
 
 
Nuova e canora sorgere
tanto pienamente giustificato, che il suo calunniatore fu mandato in
 
 
Già vedi primavera;
bando. Lode a chi seppe, anche in tempi di fazione, far luogo alla
 
 
In primavera il nascere
verità: lode a quella buona popolazione, che in vero trionfo acco-
 
 
Fu dato ad ogni sfera.
gliendo l'innocente, lo compensò dei non meritati patimenti (17).
 
 
In primavera accordano
V.
 
 
Gli amori le lor voglie;
« La guerra, l'amor del riposo, l'avversione sua a mescolarsi alle
 
 
Nido nuzial gli aligeri
turbolenze dei tempi, lo determinarono a rimanere nel Tirolo »
 
 
In primavera accoglie, ecc.</poem>
(dice egli stesso) in uffizio di avvocato; finché tornato l'ordine, i
 
 
{{Ni}}Altri versi fece per occasione, meschini. Più volte noi si rideva del poco suo gusto poetico, pel quale a {{AutoreCitato|Alessandro Manzoni|Manzoni}} preferiva l’abate Pozzoni.</ref>.
suoi desiderarono ripatriasse, e nel 1802 lo fecero elegger professore
 
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(i7) In quell'occasione furono, dalla imperiale stamperia di Roveredo, stampali versi
 
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{{Centrato|V.}}
italiani, latini e in dialetto trentino, con questo iìloo: Pel felice ritorno da Innsbruk
 
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delV illustrissimo signor Gian Domenico Romagnosi ex pretore di Trento, e consiglier
 
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«La guerra, l’amor del riposo, l’avversione sua a mescolarsi alle turbolenze dei tempi, lo determinarono a rimanere nel Tirolo» (dice egli stesso) in uffizio di avvocato; finchè tornato l’ordine, i suoi desiderarono ripatriasse, e nel 1802 lo fecero elegger professore
aulico d'onore di S. A, fì. vescovo e principe di Trento, a significazione di sincero
 
giubilo dell'innocenza riconosciuta, si pubblicano le seguenti poesie. Melchiorre Cesa^
 
rolli compose un'epigrafe latina, e scrisse lettera al Romagnosi come a poeta, esor-
 
tandolo a dedicarsi di proposito alla conversazione delle Muse, che sono le più care-
 
consolatrici de' guai della società, ecc.
 
Fortunatamente il Romagnosi non adempì il voto del professore, e dopo un primo-
 
lentalivo, fece divorzio dalle sante Muse. Che se i lettori fossero curiosi d'aver u»
 
saggio del suo verseggiar, riferiremo alcune strofe del Pervigilio di Venere.
 
Ami domane
 
Chi non amò ;
 
E ancor chi amò
 
Ami domane.
 
Nuova e canora sorgere
 
/ Già vedi primavera;
 
In primavera il nascere
 
Fu dato ad ogni sfera.
 
In primavera accordano
 
Gli amori le lor voglie ;
 
Nido nuzial gli aligeri
 
In primavera accoglie, ecc.
 
Altri versi fece per occasione, meschini. Più volte noi si rideva del poco suo gusto
 
poetico, pel quale a Manzoni preferiva l'abate Pozzoni.
 
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