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dalla cirri s'luicinauano,non giudicando bene abbadargram- Emule per li falli medemi, per quali erano pallad, firidufl'ero luiturrià uoi quartieri , fuori chealcuni troppo fluidi della pre- da, percfl'erfi troppo tardi riduzti fono il Monze,reflamno alla "dice di quello oppreflì , a: mani .
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dalla Città s’avicinavano, non giudicando bene abbadare, rampando per li sassi medemi, per quali erano passati, si ridussero salvi tutti à suoi quartieri, fuori che alcuni troppo avidi della preda, per essersi troppo tardi ridutti sotto il Monte, restarono alla radice di quello oppressi, & morti.
   
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Giorgio Vescovo, a cui era commesso il supremo commando dell’Esercito Alemano, ancorche conoscesse, che gli Capitani erano degni di riprensione, & d’essere imputati d’imprudenza, essendosi per la lor temerità ridotto tutto il negotio ad evidente pericolo, ad ogni modo giudicò meglio in tal contingenza di tempo sminuire, & scusare la loro negligenza; che con temerità essagerata, certo col primo svegliarsi la virtù, col secondo destarsi odio più che intestino. Dunque prima s’affaticò scusare gli suoi, s’è scorso (diceva) non è dubbio gran pericolo, la causa però non fù nostra, è stato il pergiuro de nemici; il non hauer osservati gli patti della tregua. Bisognerà per l’avenire star più sù l’aviso, con usar maggior diligenza; Farà di mestieri star molto ben avertiti, acciò non si sparga fama, che gli Venetiani più habbin potuto con inganni, che gli Alemani, & Trentini con la loro propria virtù.
Giorgio Vefcouo,a cui era commeiroil {u premo commando dell'El'erciIJo Alemano, ancorche conofcefl'e. che gli Ca itani era- node nidiri renfione , a: d'efl'ere imPumi d‘im m euza,el'.
 
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{{Annotazione a lato|''Esortatione del Vescovo à soldati.''}}
{endo iperla or teinerità ridono rullo il ne olio a euidente pe- ricolo , ad ogni modo giudicò meglio in ra contingenza di tem- rofininuire, ufcul'are la loro ne ligenza; che con temerila‘dl oafegarla, cerro col primo (tagliarli la virtù , col fecondo dellan io Pll‘l cheinrefiino . Dun uc prima s'alfadeò {curare gli Tuoi,
 
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Non esser più cosa vituperosa, ne disdicevole gabbar con frodi l’inimico, aspirandosi con diverse stratagreme, à nostri giorni, alla vittoria: hassi à vincere, cercare però in qual modo habbi vinto, stimarsi pazzia; il Soldato, che vuol combatere non deve essere negligente, ne pigro. Riducetevi à memoria quanta rovina, & calamità sij sopragiunta al Territorio Trentino, quanto difficil guerra habbin da sostenere gli Spagnuoli, Francesi, & Italiani, per haver congiurato contro Cesare; questo solo habbino sempre fisso nelle loro menti. L’Imperatore poi non attendere dalle vostre virtù se non fatti heroici, e sovrahumani: nella vostra fedeltà, virtù, & peritia di maneggiar l’armi, stà riposta, & hà confidata tutta la reputatione, & honore Alemano.
{è fuorl'o ( dloeua ) non èdub io gran pericoloJa canili erò non
 
{inoltra , èfl'aro il pergiuro de nemici ; il non hauer o muli gli parti cl ella tregua . Bilognenl perl‘auenire Rai- I’m“) l'auil'o, con vl'ar maggior diligenn; Farà di meflicri flar molto ben mettiti. acciò non fi ring: fama, che gli Venedani tir) habbin panno con inganni, t e li Alemani,& Trentini con loro troprîa vin- rlù . Non efl'er Piu cola vimperol'a, ne dil'dieeuolegab ar con fio. dil'lnimico, alpirandofi con diueri'eflrara ome, à noflri giorni, allavinoria : lufli à vincere, cercare pero in qual modo habbi vinm,flimarfi panini] Sold ato, die vuol eombanere non deue ef- fere neglioenne, ne pigro. Ridueeteui à memoria quanta roui- na, a: calamità fi' {byra ‘unnal Territorio Trentino , uanto diificil guerra hab in da nfienere gli S agnuoli, France , 3g, Italiani, er hauer congiunto contro C arc;queflo folo habbino
 
{amore giro nelle loro menti. L'Imperatore poi non arrendere dalle voflre virtù fenon farti beroici , e fourahumani: nella vofln fedclrìflinù , & periti: di maneggiar l'armi , flà ripofla, aghi confidara rum la repunrionc, 6: honnre Alemano .
 
   
Non le fiele molto il fapiemiflìmo Prencipc in parole , a: quel— lî,che non Fermenti: l'opportunità pom- eaftigare , con bella. maniera i rimfl'edallacodardia, 6t dapocaginc, licentimdogli in tal gui a , che parue gli hauefle perfuafi non riprcfi , [negliara la lor vinti , non l'odio .
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Non se stese molto il sapientissimo Prencipe in parole, & quelli, che non permetteva l’opportunità poter castigare, con bella maniera gli ritrasse dalla codardia, & dapocagine, licentiandogli in tal guisa, che parve gli havesse persuasi non ripresi, svegliata la lor virtù, non l’odio.
   
Fli quel ragionamento rer obligar,&îndolclr gli animi xle Sof- fiati , riceuuroin bene , 6€ cofi ricliin mntià ripigliarl’armi , ritor— narono in cam usum . llbuon Vcl'coun più lollccno di prima nel ouim: àqun vaglia pericolo, B: aurrlo incnmm, Cl": g li po- ml'c
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quel ragionamento per obligar, & indolcir gli animi de Soldati, ricevuto in bene, & cosi richiamati à ripigliar l’armi, ritornarono in campagna. Il buon Vescovo più sollecito di prima nel oviare à qual si voglia pericolo, & averso incontro, che gli {{Pt|po-|}}
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