Differenze tra le versioni di "Le grandi pesche nei mari australi"

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Colà infatti, al principiare della buona stagione, in novembre, o in dicembre, poiché in quelle regioni l'estate comincia appunto in questi mesi, si radunano in gran numero le navi baleniere per completare le loro provviste; di colà salpano le ardite flottiglie, che poi s'inoltrano attraverso i ghiacci del polo australe a cercare i giganti del mare; colà si trovano quegli audaci fiocinieri o mastri del rampone, che con un solo colpo della loro arma sono capaci di ammazzarvi una balena delle più mostruose.
 
Basta giungere colà all'apertura delle grandi pesche per trovarvi marinai di tutte le nazioni: inglesi, americani, danesi, olandesi e anche non Pochipochi figli della Liguria accorrono, ed è facile udir narrare avventure straordinarie. Un pacco di tabacco, una bottiglia di whisky o di brandy, o autentico rhum della Giamaica, e le avventure piovono come grandine dalle labbra di quei lupi di mare, incalliti fra le tempeste e il sole marino e corazzati contro ogni paura. Ed è appunto là che raccolsi le avventure che sto per narrare.
 
Nel 1880 salpava dalla baia Melville, dove aveva ultimato i preparativi, il ''New-Castle'', un bel brigantino della portata di quattrocentosessanta tonnellate, montato da ventidue uomini e comandato dal capitano James Swatters.
Infatti poco dopo appariva un punto nerastro, che era l'estremità del muso del cetaceo, poi apparvero gli sfiatatoi, indi la massa intera, che emerse quasi tutta d'un colpo, sollevando un'ondata circolare, una vera muraglia liquida, la quale andò a rompersi con cupo fragore contro le due barche, che ne furono violentemente sballottate. Il cetaceo lanciò fuori due colonne di vapore dapprima denso, poi più chiaro, indi immerse nuovamente il capo e scivolò a fior d'acqua per trenta o quaranta secondi.
 
— La balena scandaglia<ref>È un termine adoperato dai balenieri, e che significa che la balena cerca se vi sono nemici prima di apparire tutta intera.</ref> disse mastro Hunter, alzando il rampone e tenendosi pronto mentre le scialuppe si avvicinavano, pronte a precipitarsi all'assalto.
 
Per otto o dieci minuti la balena continuò quella strana manovra, poi riapparve alla superficie, gettando due nuove colonne di vapore, ma più fitte di prima.
Essendo la stagione ancora fredda, poiché era partito verso la metà di settembre del 1877 — cioè al principiare della primavera per quelle latitudini — aveva con sé uno scarso equipaggio, non essendo ancora cominciata l'epoca delle grandi spedizioni. Non contava che dodici uomini in tutto, due fiocinieri, due mastri e otto marinai.
 
La navigazione dapprima era stata abbastanza cattiva, poiché grandi massi di ghiaccio erravano in gran numero sull'oceano, staccatisi dagli immensi campi del sud, che si chiamano comunemente ''ice-fields''. Più volte il brick aveva corso il pericolo di venire schiacciato, specialmente durante i grandi nebbioni; ma, protetto dalla sua buona stella, era riuscito a raggiungere gli arcipelaghi che si estendono lungo la terra di Palmer, costa scoperta dal capitano omonimo nel 1822 e che fu più tardi visitata dal capitano Poster nel 1829 e da Biscoë nel 1892.
 
Dopo d'aver costeggiato quelle isole e di aver preso terra a quella del Re Giorgio, scoperta da Roche fino dal 1675, per cacciare le foche, che si mostravano colà numerose e che, oltre dare delle buone pelli, rendono dell'eccellente olio, metteva la prua al sud, verso la terra di Graham.
 
Ciò fatto, cominciarono la dipanazione. Staccarono una larga striscia di grascia in prossimità del capo e la sollevarono sul ponte. Continuarono l'operazione, facendo di mano in mano girare il cetaceo, finché questo fu ridotto a un carcame, massa enorme rosseggiante per la carne ancora sanguinolenta.
Subito si accese il fornello, che è situato a poppa delle navi baleniere, e si riempirono di grasso le due grandi caldaie, della capacità di quattrocento a cinquecento litri ciascuna. Gli avanzi di grasso bastano ad alimentare il fornello, il quale però tramanda un fumo oleoso, fetente. èÈ una scena veramente selvaggia quella che presenta allora il ponte della baleniera.
 
A poppa nembi di fumo che oscurano il cielo e fanno sparire gli alberi e le vele, sul ponte masse enormi di grasso, olio che scorre dappertutto, uomini unti e arrossati dal sangue del cetaceo, che si agitano fra quelle ondate di fumo con una rapidità meravigliosa e senza scambiare una parola, e al di là l'immenso carcame del cetaceo, attorno a cui svolazzano miriadi di uccelli marini, che si disputano i pezzi di carne a colpi di becco e d'artiglio.