Differenze tra le versioni di "Al Polo Nord/18. Una nave speronata"

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L'ingegnere, avvertito dal timoniere della presenza di quelle barriere polari, erasi affrettato a salire sulla piattaforma in compagnia di Orloff e le esaminava attentamente col cannocchiale, onde cercare un passaggio abbastanza vasto da lasciare il passo al Taimyr, senza che questi potesse correre il pericolo di venire schiacciato o guastato.
 
— Ebbene, signor Nikirka — chiese il secondo, dopo alcuni minuti. Credete che sia giunto il momento?...
 
— Non ancora — rispose l'ingegnere. — Dietro a queste barriere noi troveremo ancora il mare libero, poiché verso il nord non iscorgo l'ice-blink.
— Ad un metro di profondità.
 
— Macchina indietro e fate funzionare le eliche laterali in senso inverso disse l'ingegnere, dopo qualche istante di riflessione. — Bisogna liberare lo sperone.
 
In quell'istante il Taimyr cominciò ad inclinarsi verso prora, mentre verso le ultime lastre che si congiungevano allo sperone, si udivano dei violenti scricchiolìi.
— Sì, è una nave — esclamò l'ingegnere, il quale provò un fremito. — Quale disastro abbiamo noi commesso?...
 
— Ma si udrebbero delle grida, mentre nessun rumore giunge fino a noi disse Orloff.
 
— Credete che sia proprio un rottame?