Differenze tra le versioni di "Rime (Stampa)/Rime varie/CCLXIII"

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<pages index="Stampa, Gaspara – Rime, 1913 – BEIC 1929252.djvu" include="158" onlysection="CCLXIII" />
<poem>
Dotto, saggio, gentil, chiaro Bonetto,
la cui bontà il bel nome ancor pareggia,
e l’alta cortesia, che signoreggia
il nobil cor, ch’a ogniun vi rende accetto,
saper bramo io dal vostro almo intelletto,
che le cose segrete in Dio vagheggia
quale è più, il danno o l’util che si veggia
il mondo trar da l’amoroso affetto.
Ditemi ancor perché fu Amor dipinto
già dagli antichi, e da’ moderni ancora
si pinge faretrato, ignudo e cieco.
Questo dubbio da voi mi sia distinto,
che nel mio cor gran tempo già dimora,
mercé de l’ignoranzia ch’è ognor meco.
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