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ottobre e novembre
(fino al primo ottobre)
(ottobre e novembre)
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</div><section end=01-10-2017 />
 
== 8 ottobre ==
{{Testo|Il terremoto del 1832 nello stato ecclesiastico}}
 
== 15 ottobre ==
<section begin=15-10-2017 />
{{Testo|Il tabacco (Guadagnoli)|Il tabacco}}
 
[[File:Antonio Guadagnoli.jpg|70px|right|link=Autore:Antonio Guadagnoli]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify"><poem style="margin-left:0">
Amici andiamo all’Ussero? — A che fare?
Adesso, amico mio, ci vuol giudizio;
Giugno è vicino, e bisogna sgobbare;
Se no, all’Esame... — Eh fatemi il servizio!
S’impara più stando un’oretta là,
Che dodici anni all’università.
 
Del Diritto Romano appreso a scuola,
Quindici giorni dopo il Dottorato,
Chi si ricorda più d’una parola?
Talun, quando fu Giudice creato,
Non sapea, e me l’ha detto in amicizia,
Neppur che cosa fosse la Giustizia.
</poem></div>
 
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</div><section end=15-10-2017 />
 
== 22 ottobre ==
<section begin=22-10-2017 />
{{Testo|Lo sfregio}}
{{Testo|Il terremoto del 1832 nello stato ecclesiastico}}
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">Quando l’occhio di ogni straniero era rivolto sul nostro suolo per vedere il risultamento delle nostre interne controversie ingenerate da reciprochi sbagli, l’autore della natura destò i frenetici di ogni partito, e fece tremare la terra. Cosa più miserabile e insieme più superba di quante sono nel mondo, dirò ad ogn’uomo con [[Autore:Gaio Plinio Cecilio Secondo|Plinio]], vieni meco a meditare il luttuoso quadro del Terremoto, che sul principio dell’anno secondo del settimo lustro del secolo xix, venne a premere fieramente due delle più vaghe provincie degli Stati romani. Io intendo in questa patetica meditazione di meco condurre gli antichi e i moderni filosofi. «L’opinione, ch’è un vano, leggero, crudo ed imperfetto giudizio delle cose, è incostante, incerta, ingannevole, pericolosa guida. Ella è madre di tutti i mali, di tutte le confusioni, di tutt’i disordini: da essa procedono tutte le passioni e tutt’i torbidi: ella si fa scorta del folle, come la ragione del savio»... Posta da banda l’opinione professata da ognuno, perchè è certo che gli uomini sono tormentati dalle opinioni, che hanno delle cose, non dalle cose stesse, guardiamo con attenzione le rovine del memorabil disastro, e quinci discendiamo, seppur ci aggrada, a qualche rapida riflessione.</div>
 
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</div><section end=22-10-2017 />
 
== 29 ottobre ==
<section begin=29-10-2017 />
{{Testo|Meditazioni sulla economia politica con annotazioni}}
 
[[File:Pietro Verri crop.png|70px|right|link=Autore:Pietro Verri]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">Quelle società di uomini che non conoscono altri bisogni che i fisici, hanno e debbono avere poco o nessun commercio reciprocamente. Contento l’uomo, allevato in quella società, di avere assicurata la vita dalle insidie degli animali, dalla fame, dalla sete, e dalle stagioni, non può nemmeno sospettare, che lontano dal suo suolo nativo vegeti qualche cosa, da cui possa trarne utilità. Perciò le nazioni, che noi chiamiamo selvagge, non hanno commercio fra di esse, se non nella necessità di qualche carestia, o disastro qualunque che le obblighi a ricorrere ai vicini, dai quali o con qualche difficile concambio, o per mera umanità, o coll’aperta forza trasportano il necessario mancante. Non si dà nell’uomo moto alcuno senza un bisogno, nè un bisogno senza una idea, e queste sono ne’ popoli isolati e selvaggi limitatissime.</div>
 
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</div><section end=29-10-2017 />
 
== 5 novembre ==
<section begin=05-11-2017 />
{{Testo|Il Dante popolare}}
 
[[File:Portrait de Dante.jpg|70px|right|link=Autore:Dante Alighieri]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify"><poem style="margin-left:0">
A meza strata de la vita mia
Io mme trovai ntra na boscaglia scura,
Ch'avea sperduta la deritta via.
 
Ah! quanto a dì comm'era è cosa addura
Sta voscaglia sarvaggia, e aspra, e forte,
Che mme torna a la mente la paura!
 
È tanto amara che pò dirse morte;
Ma lo bene pe dì che nce trovaje,
Dirraggio cose che non songo storte.
 
Non saccio manco dì comme passaje,
Tanto comm'a stonato m'addormette,
Quanno la vera strata io llà lassaje.
</poem></div>
 
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</div><section end=05-11-2017 />
 
== 12 novembre ==
<section begin=12-11-2017 />
{{Testo|Paradossi}}
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">
# Amo l’ombra perchè rende il volto più soave, lo sguardo più profondo, le linee più pure.
# La tristezza insegna a tacere, la gioia a cantare: l’una è contemplazione, l’altra azione.
# È sempre pericoloso far del bene: il male non richiede nessun coraggio.
# L’onestà è una vergine nuda: perché arrossire guardandola?
# Gli eccessi d’ogni natura creano la vecchiaia; la continenza origina la moralità e, con essa, il carattere e la perenne giovinezza. Quanti vecchi di otto e quanti giovani di ottant’anni.
# La forza è in relazione alla perdita della propria innocenza.
# Il fanciullo è ragionatore molto tempo prima di essere ragionevole.
# L’amore, le rivoluzioni, le cose inverosimili: è allora che l’uomo diventa poeta, oratore, eroe.
# Nella donna, ch’è di estrema sensibilità, l’atto precede sempre il giudizio; qualche cosa di santo e d’ispirato vive nel suo acume istantaneo: gioia e castigo, a un tempo, del suo antivedere.</div>
 
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</div><section end=12-11-2017 />
 
== 19 novembre ==
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{{Testo|Manifesto del Governo della Repubblica di San Marco, 12 agosto 1848|Manifesto del Governo della Repubblica di San Marco}}
 
[[File:Daniele Manin.jpg|70px|right|link=Autore:Daniele Manin]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">'''Soldati Italiani!'''
 
La guerra della indipendenza, alla quale avete consacrato il vostro sangue, è ora entrata in una fase per noi disastrosa. Forse unico rifugio alla libertà italiana sono queste lagune, e Venezia debbe ad ogni costo custodire il fuoco sacro.
 
Valorosi! Nel nome d’Italia, per la quale avete combattuto e volete combattere, vi scongiuro a non scemare di lena nella difesa di questo santo asilo della nostra nazionalità. Il momento è solenne: trattasi della vita politica di un popolo intero, i cui destini pender possono da quest’ultimo propugnacolo.
 
Militi quanti siete, che da oltre Po, da oltre Mincio, da oltre Ticino qui siete venuti pel trionfo della causa comune, pensate, che, salvando Venezia, salverete i più preziosi diritti delle vostre terre native. Le vostre famiglie benediranno ai tanti sacrificii che vi siete imposti: l’Europa ammirata premierà la generosa vostra perseveranza; e nel giorno che Italia potrà dirsi redenta, erigerà fra i tanti monumenti, che qui stanno, del valore e della gloria dei nostri padri, un altro monumento, su cui starà scritto: ''I militi Italiani difendendo Venezia hanno salvata la indipendenza d’Italia.''
 
Dal Governo. Venezia, 12 agosto 1848.</div>
 
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[[Manifesto del Governo della Repubblica di San Marco, 12 agosto 1848|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
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</div><section end=19-11-2017 />
 
== 26 novembre ==
<section begin=26-11-2017 />
{{Testo|Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799}}
 
[[File:Vincenzo Cuoco.jpg|70px|right|link=Autore:Vincenzo Cuoco]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">Io imprendo a scriver la storia di una rivoluzione che dovea formare la felicitá di una nazione, e che intanto ha prodotta la sua ruina. Si vedrá in meno di un anno un gran regno rovesciato, mentre minacciava conquistar tutta l’Italia; un’armata di ottantamila uomini battuta, dissipata, distrutta da un pugno di soldati; un re debole, consigliato da ministri vili, abbandonare i suoi Stati senza verun pericolo; la libertá nascere e stabilirsi quando meno si sperava; il fato istesso combattere per la buona causa, e gli errori degli uomini distruggere l’opera del fato e far risorgere dal seno della libertá un nuovo dispotismo e piú feroce.
Le grandi rivoluzioni politiche occupano nella storia dell’uomo quel luogo istesso che tengono i fenomeni straordinari nella storia della natura. Per molti secoli le generazioni si succedono tranquillamente come i giorni dell’anno: esse non hanno che i nomi diversi, e chi ne conosce una le conosce tutte.</div>
 
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[[Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799/Capitolo I|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
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</div><section end=26-11-2017 />
 
== 3 dicembre ==
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