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</div><section end=27-08-2017 />
 
== 3 settembre ==
{{Testo|Storie incredibili}}
 
== 10 settembre ==
<section begin=10-09-2017 />
{{Testo|Relazione intorno al dagherrotipo}}
 
[[File:Melloni.jpg|70px|right|link=Autore:Macedonio Melloni]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">{{Sc|Chiarissimi colleghi}}
 
In una delle ultime tornate, il sig. Presidente mi consegnava un giornale di Francia contenente una relazione d’[[Autore:François Arago|Arago]] su quella maravigliosa scoperta del Dagherre che ha destato, or ora, tanto romore in tutto il mondo incivilito, per mezzo della quale si possono ritrarre a chiaroscuro e conservare stabilmente su certe lamine metalliche, le immagini di paesaggi, di statue, di monumenti, ed altri oggetti immobili, mediante la semplice azione della luce; e di codesta relazione, m’invitava ad offerire un sunto all’Accademia.
 
La relazione, maestrevolmente scritta come tutte le produzioni del celebre fisico francese, era diretta a suoi colleghi della camera dei Deputati, ed aveva per iscopo d’indurli ad approvare un progetto del Governo che proponeva, dietro le insinuazioni dello stesso Arago, una pensione annua di diecimila franchi da compartirsi tra Dagherre e Niépce figlio del defunto suo collaboratore, a condizione che il processo con cui si ottenevano questi disegni fosse reso di pubblica ragione.</div>
 
<div class="plainlinks">
[[Relazione intorno al dagherrotipo|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
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</div><section end=10-09-2017 />
 
== 17 settembre ==
<section begin=17-09-2017 />
{{Testo|Saul}}
 
[[File:VAlfieriFabre.jpg|70px|right|link=Autore:Vittorio Alfieri]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">DAVID
 
<poem style="margin-left:0">
Qui freno al corso, a cui tua man mi ha spinto,
Onnipossente Iddio, tu vuoi ch'io ponga?
Io qui starò. — Di Gelboè son questi
I monti, or campo ad Israel, che a fronte
Sta dell'empia Filiste. Ah! potessi oggi
Morte aver qui dall'inimico brando!
Ma, da Saúl deggio aspettarla. Ahi crudo
Sconoscente Saúl! che il campion tuo
Vai perseguendo per caverne e balze,
Senza mai dargli tregua. E David pure
Era già un dì il tuo scudo; in me riposto
Ogni fidanza avevi; ad onor sommo
Tu m’innalzavi; alla tua figlia scelto
Io da te sposo.... Ma, ben cento e cento
Nemiche teste, per maligna dote,
Tu mi chiedevi: e doppia messe appunto
Io ten recava.... Ma Saúl, ben veggio,
Non è in se stesso, or da gran tempo: in preda
Iddio lo lascia a un empio spirto: oh cielo!
</poem></div>
 
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[[Saul/Atto primo/Scena I|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
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</div><section end=17-09-2017 />
 
== 24 settembre ==
<section begin=24-09-2017 />
{{Testo|Le monete attribuite alla zecca dell'antica città di Luceria}}
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">I chiarissimi Sestini ed [[Autore:Francesco Maria Avellino|Avellino]], seguiti di poi da’ PP. [[Autore:Giuseppe Marchi|Marchi]] e [[Autore:Pietro Tessieri|Tessieri]], dal sommo [[Autore:Bartolomeo Borghesi|Borghesi]], da’ profondi [[Autore:Désiré-Raoul Rochette|Raoul-Rochette]] e [[Autore:Karl Richard Lepsius|Lepsius]], dall’illustre [[Autore:Celestino Cavedoni|Cavedoni]], e dal diligente [[Autore:Giuseppe Fiorelli|Fiorelli]], han contribuito, chi per un lato e chi per un altro, a rilevare dall’abiezione, e dalla quasi assoluta oscurità la numismatica antichissima di Lucera. I vecchi nummofili di questa famosa città capitale della Daunia, i cui primordii si perdono nella oscurità de’ secoli, come vedremo, appena degnaronsi attribuire alla stessa le sole cinque monete, ora aumentate a sette, colla indubitata leggenda LOUCERI. Ma generalizzatosi lo studio della numismatica nell’ultimo trentennio, grazie alle munificenti cure de’ Sovrani europei, che la pace generale accordarono alle lettere e belle arti, ed illimitata protezione di ogni maniera ai cultori di esse, potè nella tranquillità e generoso impulso, fare quei progressi che giammai ebbe raggiunti. Quindi nazionali e stranieri, grandi intelligenze e mediocri ingegni, addironsi, chi per professione, chi per diporto allo studio de’ nummi antichi, e ciascuno contribuì alla massa comune della scienza il proprio tributo dello ingegno, le proprie osservazioni, le proprie sperienze.</div>
 
<div class="plainlinks">
[[Le monete attribuite alla zecca dell'antica città di Luceria/Introduzione|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
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</div><section end=24-09-2017 />
 
== 1 ottobre ==
<section begin=01-10-2017 />
{{Testo|Disjecta - Canti del cuore}}
 
[[File:Tarchetti.jpg|70px|right|link=Autore:Iginio Ugo Tarchetti]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">L’ELLERA
<poem style="margin-left:0">
Virtù d’eterno amore
Nell’ellera si asconde,
Mai per mutar di verni
Muta color di fronde:
Al freddo sasso avvinti
Gli steli innamorati,
Seco ne’ desiati
Amplessi si confonde:
Virtù d’eterno amore
Nell’ellera si asconde.
Virtù d’amore eterna
È nel mio cor celata,
Nè muta per inganni
L’anima innamorata:
Al freddo amor degli uomini
Di caldo amor sospira,
Nè si lagna o si adira
Di lor freddezza ingrata:
Virtù d’amore eterna
È nel mio cor celata.
</poem></div>
 
<div class="plainlinks">
[[Disjecta/I - L'ellera|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
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</div><section end=01-10-2017 />
 
== 8 ottobre ==
* {{Testo|Ordini e istruzioni per gli esposti del R. Spedale di S. Maria degl'Innocenti di Firenze}}
* {{Testo|La coscienza di Zeno (1930)|La coscienza di Zeno}}
* {{Testo|Storie incredibili}}
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