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<noinclude><pagequality level="1" user="Sbubi" /></noinclude>110 MEDITAZIONI SULL’ITALIA LETTERARIA
male abbia il coraggio di dirsi: «no, sono io che
mi sbaglio. Le cose succedono proprio cosi, come
mi par di vedere in questo momento».
Ma al di fuori di questi esempi celebri si possono
trovare in Guerra e Pace migliaia di casi in cui
Tolstoi smentisce, con coraggio «la realtà bell’e
fatta», la vita «come si crede che debba essere.»
Natacha scrive al Principe André delle lettere stupide
e le fa vedere alla mamma prima di spedirle,
per paura di lasciarvi degli errori di ortografia. Non
so perchè scelgo questo particolare: ma mi sembra
che Tolstoi dimostri qui di essere coraggioso e che
mostri anche quanta «aria vissuta» dia questo particolare
impensato, che ciascuno nella propria esperienza
può controllare.
27 Febbraio
D’altra parte Tolstoi non solo ha il coraggio
di descrivere la realtà com’è, ma come essa ci
appare a seconda dei momenti in cui la si vede.
Tolstoi ci insegna a creare nei personaggi dei veri
e proprii rapporti di tono, come farebbe un pittore;
il che è contrario alla persuasione comune la quale
crede che i fatti materiali esistono in sè e per sè
sempre uguali. In nessun romanzo, come in (Juerra
e Pace, si sente che i personaggi esistono nella misura
in cui sono contigui. I personaggi si ravvivano,
acquistano una fisionomia particolare per il fatto
che sono uno vicino all’altro. E gli stessi drammi
per la contiguità diventano più potenti.<noinclude><references/></noinclude>
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