Differenze tra le versioni di "Pagina principale/Testo in evidenza"

19 marzo, 26 marzo, 2 aprile
(testi 5 e 12 marzo)
(19 marzo, 26 marzo, 2 aprile)
 
== 19 marzo ==
<section begin=19-03-2017 />
{{Testo|Eva (1873)|Eva}}
 
[[File:Giovanni-Verga.jpg|70px|right|link=Autore:Giovanni Verga]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">Avevo incontrato due volte quella donna — non era più bella di tutte le altre, nè più elegante, ma non somigliava a nessun’altra — nei suoi occhi c’erano sguardi affascinanti, come il corruscare di un’esistenza procellosa ch’era piena di attrattive. — Tutti gli abissi hanno funeste attrazioni, e quelle voragini che divorano la giovinezza, il cuore, l’onore, si maledicono facilmente, ahimè! quando arriva la filosofia dei capelli bianchi. — Era bionda, delicata, alquanto pallida, di quel pallore diafano che lascia scorgere le vene sulle tempie e ai lati del mento come sfumature azzurrine; aveva gli occhi cerulei, grandi, a volte limpidi, quando non saettavano uno di quegli sguardi che riempiono le notti di acri sogni; aveva un sorriso che non si poteva definire — sorriso di vergine in cui lampeggiava l’immagine di un bacio. Ecco che cosa era quella donna, quale si rivelava in un baleno, fuggendovi dinanzi nella sua carrozza come una leggiadra visione, raggiante di giovinezza, di sorriso e di beltà. — In tutta la sua persona c’era qualcosa come una confidenza fatta al vostro orecchio con labbra tiepide e palpitanti, che vi rendeva possibile il sognare le sue carezze, e farci su mille castelli in aria. Non era soltanto una bella donna — certe altezze non attraggono appunto perchè sono inaccessibili. — L’ammirazione che ella destava, assumeva la forma di un desiderio; c’era nei suoi occhi qualche cosa come un sorriso e una promessa, che faceva discendere la dea dal suo cocchio superbo, o piuttosto si metteva accanto a lei, e faceva correre il vostro pensiero alle cortine della sua alcova; e ai viali più ombreggiati del suo giardino.</div>
 
<div class="plainlinks">
[[Eva (1873)/Eva|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
[[Pagina principale/Testo in evidenza|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet">Archivio</span>]]
</div><section end=19-03-2017 />
 
== 26 marzo ==
<section begin=26-03-2017 />
{{Testo|Il marito di Elena}}
 
[[File:Giovanni-Verga.jpg|70px|right|link=Autore:Giovanni Verga]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">Camilla picchiò all’uscio, mentre i genitori stavano per andare a letto, e disse:
 
— Elena è fuggita.
 
Don Liborio rimase collo stivaletto in mano, sbalordito. Poscia andò ad aprire zoppicando, pallido come un morto.
 
La figliuola, colla sua voce calma di ragazza clorotica, ripetè tranquillamente:
 
— L’ho cercata dappertutto. Non c’è più.
 
Allora la mamma si rizzò a sedere sul letto, e cominciò a strillare: — M’hanno rubata mia figlia! m’hanno rubata mia figlia! — Taci! le disse suo marito. Non gridare così, chè i vicini sentono!
 
Il pover’uomo, tutto sottosopra, ancora mezzo scalzo, colla camicia che gli si gonfiava al pari di una gobba fra la croce degli straccali, andò ad accendere un’altra candela; ma non ci riusciva, tanto gli tremavano le mani. Poi si misero insieme a cercar per la casa, come se l’Elena stesse giuocando a rimpiatterello.
</div>
 
<div class="plainlinks">
[[Il marito di Elena/I|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
[[Pagina principale/Testo in evidenza|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet">Archivio</span>]]
</div><section end=26-03-2017 />
 
== 2 aprile ==
<section begin=02-04-2017 />
{{Testo|Racconti fantastici}}
 
[[File:Tarchetti.jpg|70px|right|link=Autore:Iginio Ugo Tarchetti]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">{{larger|I FATALI}}
 
Esistono realmente esseri destinati ad esercitare un’influenza sinistra sugli uomini e sulle cose che li circondano? È una verità di cui siamo testimonii ogni giorno, ma che alla nostra ragione freddamente positiva, avvezza a non accettare che i fatti i quali cadono sotto il dominio dei nostri sensi, ripugna sempre di ammettere.
 
Se noi esaminiamo attentamente tutte le opere nostre, anche le più comuni e le più inconcludenti, vedremo nondimeno non esservene una da cui questa credenza ci abbia distolti, o a compiere la quale non ci abbia in qualche maniera eccitati. Questa superstizione entra in tutti i fatti della nostra vita.
 
Molti credono schermirsene asserendo per l’appunto non esser ella che una superstizione, e non s’avvedono che fanno così una semplice questione di parole. Ciò non toglierebbe valore a questa credenza, poichè anche la superstizione è una fede.</div>
 
<div class="plainlinks">
[[Racconti fantastici/I fatali|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet mw-ui-progressive">Continua a leggere</span>]]
[[Pagina principale/Testo in evidenza|<span class="mw-ui-button mw-ui-quiet">Archivio</span>]]
</div><section end=02-04-2017 />
 
== 9 aprile ==
2 636

contributi