Pagina:Polo - Il milione, Pagani, Firenze 1827, I.djvu/174: differenze tra le versioni

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<section begin="1" />pato ne contenga ccxxxii. questa diversità spiegasi dall’annotazion riferita dei signori Bibliotecari: infatti la stampa è tratta dal codice medesimo, perché Io citano gli editori collo stesso numero 7367. (p. 534.) ed ho avuto agio di accertarmene, collazionando il lungo capitolo relativo alla Giava Minore, che è il clxiv. del sommario inviatomi, e il clxvi. della stampa: l’ho anche comparato col capo relativo ad Hormus, cxcv. di questo, e cxcv. di quello. Molto ci dolse che la pubblicazione di questo prezioso testo, fosse posteriore alle nostre stampe del Milione, tuttavolta ci siamo valsuti della sua autorità nella redazione dei prolegomeni. Essendo senza data, non può precisarsi ranno di questa copia, ma i signori Bibliotecari mi scrissero, che questo codice era di provenienza della Biblioteca dei loro re, eh’ era a Blois; che è di bel carattere, ma difficile a leggersi in certe parole, alcuna volta di oscuro significato. Pare che di questo Manoscritto desse notizia il Langles al Marsden,come dettato invecchio francese, e portante la data del 1300. (Marsd. Introduci, p. xviii.). I Redattori dell’opera intitolata (Nouvelles Annales de Voyages par Eryes et Malte Brun. Paris t. II. p. 159.) 1o reputano con ragione copia di quello, che il Polo diede al signor di Cepoy, per Carlo di Valois, fratello di Filippo il Bello, nel 1307. (Stor. del Milion. cap. xviii.) ed io opinerei che questo testo fosse quello medesimo inviato dal Polo a Carlo di Valois, come si ravvisa dalla nota pubblicata dal Sinner, tratta da un Manoscritto della Biblioteca Bernense; e tanto più volentieri a tale opinione io mi appiglio, in quanto che, delta nota non leggesi in questa copia, che fu apposta dal figlio del Cepoy nelle altre copie, che da quell’autografo egli estrasse per far piacere agli amici, che erano curiosi di leggere la relazione di questi viaggi (Ibid.) La copia Bernense non è della stessa dettatura della Parigina, come io ebbi agio di assicurarmene, nel collazionare i capi pubblicati dal Sinner, colla recente stampa del codice. Nel Testo Bernense vedesi ritocco e ripulitone alquanto lo stile. Bastino a provarlo i segnati esempi.
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riferita dei signori Bibliotecari: infatti la stampa è tratta dal codice me¬
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desimo, perché Io citano gli editori collo stesso numero 73G7. (p. 534-)
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ed ho avuto agio di accertarmene, collazionando il lungo capitolo rela¬
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tivo alla Giava Minore , che è il clxiv. del sommario inviatomi , e
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il clxvi. della stampa: l’ho anche comparato col capo relativo ad
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Hormus , cxcvn. di questo, e cxcv. di quello. Molto ci dolse che
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la pubblicazione di questo prezioso testo , fosse posteriore alle nostre
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stampe del Milione, tuttavolta ci siamo valsuti della sua autorità nella
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redazione dei prolegomeni. Essendo senza data, non può precisarsi ran¬
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no di questa copia, ma i signori Bibliotecari mi scrissero, che questo
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codice era di provenienza della Biblioteca dei loro re, eh’ era a Blois ;
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che è di bel carattere, ma difficile a leggersi in certe parole, alcuna
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volta di oscuro significato . Pare che di questo Manoscritto desse no¬
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tizia il Langles al Marsden,come dettato invecchio francese,e portante
Non so poi,chi abbia questa prima dettatura schiarita, ritocca, e ripurgata, se Frate Giovanni da Ypres, raccoglitore della collezione de’ viaggiatori della Bernense, come l’ opina il Sinnero, o altro anonimo trascrittore.<section end="1" />
la data del i3oo. ( Marsd. Introduci, p. xrm.) . I Redattori dell’ope¬
ra intitolata (Nouvelles Ànuales de Voyages par Erjes et Malte Brun.
Paris t. 11. p. i59-)1o reputano con ragione copia di quello, che il Polo
diede al signor diCepoy,per Carlo di Valois, fratello di Filippo il Bello,
nel 1307.(Stor. del Milion. cap. xrm.) ed io opinerei che questo testo
fosse quello medesimo inviato dal Polo a Carlo di Valois, come si ravvisa
dalla nota pubblicata dal Sinner, tratta da un Manoscritto della Biblioteca
Beruense; e tanto più volentieri a tale opinione io mi appiglio, in quan¬
to che, delta nota non leggesi in questa copia, che fu apposta dal figlio
del Cepoy nelle altre copie, che da quell’autografo egli estrasse per far
piacere agli amici, che erano curiosi di leggere la relazione di questi
viaggi ( Ibid.) La copia Bernense non è della stessa dettatura della Pa¬
rigina, come io ebbi agio di assicurarmene, nel collazionare i capi pub¬
blicati dal Sinner, colla recente stampa del codice. Nel Testo Bernense
vedesi ritocco e ripulitone alquanto lo stile . Bastino a provarlo i segnati
esempi.
Parigino Bernense
Chouses Choses
Soi per seppe Sot
Sevent per sappiano Sachent
Chartre per carcere Prison
Non so poi,chi abbia questa prima dettatura schiarita, ritocca, e ripur¬
gata, se Frate Giovanni da Ypres, raccoglitore della collezione de’ viag¬
giatori della Bernense , come 1’ opina il Sinnero , o altro anonimo
trascrittore .
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