Differenze tra le versioni di "Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/482"

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Il maestro credette d’aver frainteso, tanto gli parve strana la cosa.
Il maestro credette d’aver frainteso, tanto gli parve strana la cosa.


— È qui — ripetè l’organista a bassa voce, facendo entrare il maestro, e accennandogli la stanza accanto.
— È qui — ripetè l’organista a bassa voce, facendo entrare il maestro, e accennandogli la stanza accanto. — So tutto. M’ha confessato ogni cosa lui. L’''amico'' è corso a piedi da Torino fin qua con l’idea di prevenir la lettera e di gettarsi ai piedi di suo padre. Ma, arrivato a mezza scala, l’ha preso un tale sgomento che s’è buttato in casa mia, supplicandomi che lo nascondessi. M’ha fatto pietà, e l’ho ricettato. Dopo l’avrei preso a calci. Ma sa.... l’ospite è sacro.

— So tutto. M’ha confessato ogni cosa lui. L’''amico'' è corso a piedi da Torino fin qua con l’idea di prevenir la lettera e di gettarsi ai piedi di suo padre. Ma, arrivato a mezza scala, l’ha preso un tale sgomento che s’è buttato in casa mia, supplicandomi che lo nascondessi. M’ha fatto pietà, e l’ho ricettato. Dopo l’avrei preso a calci. Ma sa.... l’ospite è sacro.


Il Ratti gli disse che il padre sapeva tutto.
Il Ratti gli disse che il padre sapeva tutto.
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