Pagina:Memorie storiche della città e del territorio di Trento - parte prima.djvu/142: differenze tra le versioni

Nessun oggetto della modifica
Enrico39 (discussione | contributi)
 
Stato della paginaStato della pagina
-
Pagine SAL 75%
+
Pagine SAL 100%
Corpo della pagina (da includere):Corpo della pagina (da includere):
Riga 1: Riga 1:
pure menzione i PP. Bollandisti parlando del Beato Simone Innocente. ''In Ecclesia Tridentina S. Petri'', dicon essi, ''est Imago argentea Sancti Simonis Innocentis et Martyris Tridentini ab impiis Judaeis anno 1475 interempti cum hac inscriptione: VOTUM JACOBI CONCII DE VOLSANA VALLIS SOLIS PRO FILIO SUO JOANNE HIERONYIMO, QUI PER MERITA BEATI SIMONIS BINA VICE A MORTE REVIXIT'' 1479.
pure menzione i PP. Bollandisti parlando del Beato Simone Innocente. ''In Ecclesia Tridentina S. Petri'', dicon essi, ''est Imago argentea Sancti Simonis Innocentis et Martyris Tridentini ab impiis Judæis anno 1475 interempti cum hac inscriptione: VOTUM JACOBI CONCII DE VOLSANA VALLIS SOLIS PRO FILIO SUO JOANNE HIERONYIMO, QUI PER MERITA BEATI SIMONIS BINA VICE A MORTE REVIXIT'' 1479.


{{AutoreCitato|Cristoforo Busetti|Cristoforo Busetti}} di S. Zeno fiorì nello stesso secolo decimosesto. Nella Biblioteca civica di Roveredo il Cavalier {{AutoreCitato|Carlo Rosmini|Carlo Rosmini}} ritrovò un {{TestoCitato|Canzoniere (Busetti)|Canzoniere}} manoscritto di questo Cristoforo Busetti, ch’egli giudicò degno d’essere illustrato dalla sua penna. Cristoforo Busetti erasi innamorato ancor giovane d’una donzella d’illustre lignaggio, e superiore alla condizion sua sebbene nobile, cioè d’una Signora de’ Conti d’Arsio, come rilevasi dalle sue rime, nelle quali parla sovente e del Castel d’Arsio, ove dimorava quella, ch’era l’oggetto de’ suoi amori, e del fiume Novella, che scorre presso il detto castello. Egli la ottenne poscia anche in moglie, ed avendola dopo alcun tempo perduta in sul fior degli anni la celebrò e la pianse morta con altre sue rime. Il Cavalier Rosmini giudicò questo Canzoniere [ed egli è un giudice ben competente] non meritevole di giacere sepolto nell’obblivione, come giacque finora, ma
{{AutoreCitato|Cristoforo Busetti|Cristoforo Busetti}} di S. Zeno fiorì nello stesso secolo decimosesto. Nella Biblioteca civica di Roveredo il Cavalier {{AutoreCitato|Carlo Rosmini|Carlo Rosmini}} ritrovò un {{TestoCitato|Canzoniere (Busetti)|Canzoniere}} manuscritto di questo Cristoforo Busetti, ch’egli giudicò degno d’essere illustrato dalla sua penna. Cristoforo Busetti erasi innamorato ancor giovane d’una donzella d’illustre lignaggio, e superiore alla condizion sua sebbene nobile, cioè d’una Signora de’ Conti d’Arsio, come rilevasi dalle sue rime, nelle quali parla sovente e del Castel d’Arsio, ove dimorava quella, ch’era l’oggetto de’ suoi amori, e del fiume Novella, che scorre presso il detto castello. Egli la ottenne poscia anche in moglie, ed avendola dopo alcun tempo perduta in sul fior degli anni la celebrò e la pianse morta con altre sue rime. Il Cavalier Rosmini giudicò questo Canzoniere [ed egli è un giudice ben competente] non meritevole di giacere sepolto nell’obblivione, come giacque finora, ma