Poemetti (Rapisardi)/Iscrizioni: differenze tra le versioni

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{{Centrato}}
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;CATANIA.
fu ospite venerato
NICOLA FABRIZI
che nelle cospirazioni, nell'esilionell’esilio, tra l'armil’armi,
cooperando con Mazzini e con {{AutoreCitato|Giuseppe Garibaldi|Garibaldi}}
alla libertà e alla gloria d'd’ Italia,
diede esempi memorabili di veneta prudenza,
di romana prodezza, di spartana austerità.
In questa casa morì povero e incontaminato
''Giovanni Bovio'' che meditando con animo libero
l'Infinitol’Infinito e consacrando le ragioni dei popoli
in pagine adamantine ravvivò d'altad’alta luce
il pensiero italico
e precorse veggente
 
A GIACOMO SACCHERO anima gentile di poeta e di cittadino,
che gli ozii dolorosi dell'esiliodell’esilio decenne consolò con lo studio dei fiori
e con i fiori della. poesia,
la patria non immemore
 
Albergava in questa casa
''{{AutoreCitato|Giovanni Bovio|Giovanni Bovio}}''
che attinta nella scienza della vita la realtà suprema dell'idealedell’ideale, ammonendo ed ammaestrando
la generazione discorde, romanamente visse e morì.
Il Fascio giovanile repubblicano
gli consacrava questo ricordo
nel giorno augurale della terza Italia
XX SetteiubreSettembre MCMIV.
 
 
;FIRENZE.
 
In questa casa molti anni ineditòmeditò e scrisse
''{{AutoreCitato|Gaetano Trezza|Gaetano Trezza}}'' che, sfidando le ire e le insidie
dei potenti e dei bacchettoni
con sentimento profondo della vita moderna,
con entusiasmo d'apostolod’apostolo, con feconda dottrina
iniziò e propagò in Italia
una critica scientifica.
ammoniva da questa casa
il popolo prediletto
d’intendere
d'intendere
con opera animosa e costante alla integrità e alla libertà d' Italiad’Italia
minacciate da rissose ambizioni, insidiate da colleganze codarde.
Il sodalizio democratico,
ricordando il magnanimo cittadino
e proseguendone l'operal’opera,
ravviva la sua fede nella vittoria dell'Idealedell’Ideale.
XX Settembre MCMV.
 
In q u e s t a casa
visse e morì ''Gioacchino Paternò Castello di Biscari''
che l'avitol’avito censo i tesori dell' animadell’anima buona
per la libertà, d'Italiad’Italia, per la religione del libero pensiero,
con modestia pari al coraggio,
con fede fino all'estremoall’estremo inconcussa,
tranquillamente profuse.
 
 
CARONDA
antichissimo legislatore d’ Italiad’Italia
istituiva in questa sua città, nel settimo secolo avanti Cristo,
il primo celebrato ginnasio condotto da uomini liberi
poche leggi dava e molte norme
di pubblico e privato costume
alla Sicilia e alla Magna Grecia ;
e santificandole con 1’esempiol’esempio
meritava gloria immortale
qual fondatore austerissimo
;CATANIA.
 
{{AutoreCitato|Stesicoro|STESICORO}}
poeta e musicista Imerese, intrecciò con siciliano ardimento
l’eroica narrazione alla lirica, la poesia pastorale inventò,
al coro tragico diè nuova posa, illeggiadrì d’altri ritmi la melopea.
Odiato dai tiranni, come avviene ogni tempo ai magnanimi,
ebbe da Catania ospitalità generosa ed onori supremi ;
tradito dalla fortuna,
che tutte ne sonmmersesommerse le opere,
trionfò ventisei secoli
con lo splendore
il nome glorioso
di
{{AutoreCitato|Giovanni Bovio|GIOVANNI BOVIO}}
gli ha dedicato questa lapide
perchè splenda sempre vivo 1’esempiol’esempio
di una vita purissima di sapiente e di cittadino
tutta consacrata all’indagine del vero,
alla religione del bene, all’ apostolatoall’apostolato della libertà.
 
 
 
A ''{{AutoreCitato|Giuseppe Garibaldi|Giuseppe Garibaldi}}''
che la notte. del 18 agosto 1862
pronunziava da questa casa
le storiche parole
;CATANIA.
 
''Luciol’ucio Boscarini''
fautore fervidissimo di libertà.
implacabile agl’impostori
del tempio, della reggia, della piazza,
nel ridestarsi delle popolari energie,
presentendo prossima 1’oral’ora
delle r i v e n di c a z i o n irivendicazioni sociali,
ne propagò senz’ambizione la fede,
non disanimato dal ghigno della nobilesca burbanza, della diffidenza borghese,
della gazzettiera venalità ; inteso ed amato dai lavoratori
che nella rovente parola di lui
sentirono il fremito della propria coscienza;
 
ALESSANDRO MANTESE
pria capitano nell’esercito n a z i o n a 1 enazionale,
poi commissario, ingegnere, ispettore
delle strade ferrate;
benemerito di Catania
che alla solerte opera di lui
deve in gran parte 1’ampliamentol’ampliamento del molo e l’acconoial’acconcia dogana ;
vissuto unicamente al dovere, altra ricchezza non lasciò alla famiglia adorata
che la memoria indelebile di una vita operosa con incorrotto costume.
Ad ''Agatino Paternò Castello''
dei principi di BISCARI comandante la guardia nazionale
nel MDCCCXLIX pongono questa conoscente nemoriamemoria
i Catanesi perchè non sia dimenticata
la magnanima risposta
che egli diede al Satriano
persuadente la resa della ribellata città :
« Coi Borboni non si patteggia ».
 
 
;CATANIA.
 
All ’ i p o c r i s i aAll’ipocrisia volpeggiante
fra la scuola e la sagrestia, ai conciliatori della scienza col sillabo,
all’imbestiato borghesume, che tutto falsando e trafficando,
uomo di vario sapere,
di tenace proposito , di sincera virtù,
visse con 1’animol’animo fra’ migliori antichi,
e di loro fu degno.
 
II.
 
Lo studio amoroso
della lingua d’ltalia gli alimentò il culto della patria ;
che ebbe il natale in questo paesello
sorriso dalla natura
e illuminato dalla tua gloria :
Benedetta colei che in te s’incinse.
 
assertore impavido
della naturale formazione
e dell’ unitàdell’unità molteplice della vita.
la Società magistrale Mantovana, col plauso degl’insegnanti elementari d’Italia,
della Società filosofica
;CATANIA.
 
A ''{{AutoreCitato|Edmondo De Amicis|Edmondo De Amicis}}'' che in questa casa alloggioalloggiò
nel 5 Novembre del 1906,
al cittadino, allo scrittore, al maestro
la cui opera fu tutta un’armonia
di bontabontà di bellezza di amore, gli studenti delle scuole elementari
pongono questo ricordo
come segno del monumento perenne
Qui nel 1876
GIOVANNI BOVIO
illuminando la coscienza deldei lavoratosilavoratori
ansiosi di liberi instituti
''Siate concordi, ammonì,
e sarete liberi.''
Non vada perduta, o lavoratori,
la parola del sapiente !
 
 
offrono questo segno di gratitudine,
non senza far voti
che l’ animol’animo del popolo
consapevole assai dei propri diritti,
educate sempre più al dovere ed al sacrificio,
cooperi unanime con i suoi tribuni
alla prosperità d’ Italiad’Italia,
alla libertà del lavoro, alla conquista dei supremi ideali.
 
l’epopea del 27 Maggio 1860
preparata da cuori siciliani,
scritta col miglior sangue d’ Italiad’Italia
dalla spada prodigiosa
di GARIBALDI.
la generosa anima siciliana all’unità e alla gloria della religione.
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