Differenze tra le versioni di "Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/26"

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Quelli poi che gli tennero dietro è manifesto che furono uomini ragguardevoli e versati nella filosofia: e dice Eratostene che i due primi dopo Omero furono {{AutoreCitato|Anassimandro|Anassimandro}} discepolo e concittadino di {{AutoreCitato|Talete|Talete}}, ed {{AutoreCitato|Ecateo di Mileto|Ecateo milesio}}; l’uno dei quali diede fuori la prima carta geografica; e l’altro lasciò un trattato attribuito a lui per la somiglianza che ha colle altre sue scritture.
 
Quelli poi che gli tennero dietro è manifesto che furono uomini ragguardevoli e versati nella filosofia: e dice Eratostene che i due primi dopo Omero furono {{AutoreCitato|Anassimandro|Anassimandro}} discepolo e concittadino di {{AutoreCitato|Talete|Talete}}, ed {{AutoreCitato|Ecateo di Mileto|Ecateo milesio}}; l’uno dei quali diede fuori la prima carta geografica; e l’altro lasciò un trattato attribuito a lui per la somiglianza che ha colle altre sue scritture.
   
Moltissimi poi hanno detto che allo studio della geografia son d’uopo molte cognizioni<ref>Dopo aver provato la prima delle sue proposizioni, cioè che la Geografia appartiene al filosofo, ora passa alla seconda e fassi a provare che la scienza geografica non s’acquista senza il corredo di molte cognizioni.</ref>: ma lo insegna {{Pt|pie-|}}
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Moltissimi poi hanno detto che allo studio della geografia son d’uopo molte cognizioni<ref name="p26">Dopo aver provato la prima delle sue proposizioni, cioè che la Geografia appartiene al filosofo, ora passa alla seconda</ref>: ma lo insegna {{Pt|pie-|}}