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nastro rosso con orli bleu, ed ha gradi di gran croce, dì commendatore, di cavaliere: di quest’ordine, come del precedente, vi sono anche medaglie di oro e di argento, gradi inferiori a tutti i mentovati. Finalmente da questo ministero hanno dipendenza la real ''Commessione di beneficenza'', e la ''Consulta generale del regno''. La prima fu istituita nel 1831 per soccorrere i poveri in nome del governo, e nulla ha di comune con le case di beneficenza e luoghi pii laicali che in tutte le province sono affidati ad un Consiglio detto degli Ospizi e si compone di un presidente e dì quattro deputati, ed ha di rendita oltre ad ottantamila ducati. ''La Consulta generale del regno'' si divide in due Consulte speciali, l’una per Napoli, l’altra per Sicilia, si riuniscono entrambe quante volte le cose da trattare fossero comuni ad ambedue; e semprechè il Re giudica opportuno far discutere in questo Consiglio affari d’ogni maniera, se ne dà special commessione nel Real Nome. I voti sono consultivi, ed un consigliere ministro di Stato, prescelto dal Re tra’ Napolitani e Siciliani, presiede alla consulta generale, ed interviene al Consiglio di Stato. Ventiquattro sono i consultori, sedici Napolitani per la Consulta di Napoli, ed otto Siciliani per quella di Sicilia. Da ultimo la Consulta ha facoltà di discutere ed avvisare sopra
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<ref follow="pag178">nastro rosso con orli bleu, ed ha gradi di gran croce, dì commendatore, di cavaliere: di quest’ordine, come del precedente, vi sono anche medaglie di oro e di argento, gradi inferiori a tutti i mentovati. Finalmente da questo ministero hanno dipendenza la real ''Commessione di beneficenza'', e la ''Consulta generale del regno''. La prima fu istituita nel 1831 per soccorrere i poveri in nome del governo, e nulla ha di comune con le case di beneficenza e luoghi pii laicali che in tutte le province sono affidati ad un Consiglio detto degli Ospizi e si compone di un presidente e dì quattro deputati, ed ha di rendita oltre ad ottantamila ducati. ''La Consulta generale del regno'' si divide in due Consulte speciali, l’una per Napoli, l’altra per Sicilia, si riuniscono entrambe quante volte le cose da trattare fossero comuni ad ambedue; e semprechè il Re giudica opportuno far discutere in questo Consiglio affari d’ogni maniera, se ne dà special commessione nel Real Nome. I voti sono consultivi, ed un consigliere ministro di Stato, prescelto dal Re tra’ Napolitani e Siciliani, presiede alla consulta generale, ed interviene al Consiglio di Stato. Ventiquattro sono i consultori, sedici Napolitani per la Consulta di Napoli, ed otto Siciliani per quella di Sicilia. Da ultimo la Consulta ha facoltà di discutere ed avvisare sopra
 
i ricorsi delle parti, che impugnano le decisioni delle due gran Corti de’ conti.
 
i ricorsi delle parti, che impugnano le decisioni delle due gran Corti de’ conti.
   
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destinato a ordinare e vegliare tutte le parli che compongono il potere
 
destinato a ordinare e vegliare tutte le parli che compongono il potere
 
giudiziario, all’esercizio di tutte le funzioni che ancora rimangono
 
giudiziario, all’esercizio di tutte le funzioni che ancora rimangono
dell’estinto uffizio di gran protonotario del regno, a provvedere alle dispense matrimoniali per impedimenti civili, alle {{Pt|di-|}}
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dell’estinto uffizio di gran protonotario del regno, a provvedere alle dispense matrimoniali per impedimenti civili, alle {{Pt|di-|}}</ref>
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