Differenze tra le versioni di "Sulla lingua italiana. Discorsi sei/Discorso secondo"

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Fra le opere scritte dal ministro e dal principe, quelle di Pietro sono ancor lette per la luce che spargono sulla storia e la diplomazia di quel secolo; - e fra quelle di Federigo, spetta al risorgimento ed a’ progressi delle scienze un trattato ch’ei lasciò non finito, e che fu supplito da Manfredi suo figlio: fu il primo libro che dopo la rovina dell’antica letteratura fu scritto sulle varie specie e nature degli uccelli. Egli fu il solo sovrano che sia mai stato il più dotto di tutti i suoi sudditi. Scriveva il romanzo siciliano, i dialetti di Francia, il latino e il tedesco; e sapea l’arabo e il greco. Fece tradurre l’opere scientifiche degli antichi, fondò scuole e accademie, e ristorò università che decadevano, e ne creò delle nuove che emulavano le antiche. Ma tutte le sue istituzioni a promuovere la letteratura erano abbominate, come derivanti da un principe eretico.
 
Il famoso libro De tribus Impostoribus fu attribuito a Federigo sin anche dal buon {{AutoreCitato|Matteo Paris|Matteo Paris}}, che era il men credulo fra gli storici, e il più imparziale fra i monaci di quell’età. Or chi crederebbe che quel libro tante volte citato, attribuito a tanti individui in paesi ed epoche differenti, fu dagli scrittori più versati negli annali bibliografici riconosciuto per una chimera?<ref>V. De Monnoye, Dissertation printed With the Menagiana.</ref> Ma o non si avvidero, o come è più probabile, non osavano dire, che esso era come la Chimera della mitologia, scatenata contro gli eroi, che i loro nemici volevano uccidere a tradimento.
 
Nè davvero era mostro diverso il libro De tribus Impostoribus, ogni qual volta i preti cattolici volevano dare un uomo letterato in preda a’ carnefici di S. Domenico, che ancora oggi presiedono al Santo Uffizio della Santa Inquisizione. Tommaso Campanella, benchè non troppo forse convinto de’ dogmi della Chiesa Romana, nondimeno difese la Religione contro l’ateismo - ma perchè egli scrisse più da filosofo che da teologo, fu accusato e torturato a morte nelle carceri della Inquisizione per fargli confessare ch’egli aveva scritto appunto quel libro che la Chiesa aveva attribuito quattrocento anni addietro all’imperator Federigo ed al suo cancelliere. - Così inseguito per tutta l’Europa dalle miriadi di preti, monaci e frati che predicavano contro di lui, assalito fino nel suo santuario domestico e minacciato da’ fulmini della scomunica fino sopra il suo letto matrimoniale, Federigo continuava a promuovere la civiltà degl’Italiani. Invano, a placare i papi, attenne la promessa che essi avevano estorta da lui, e lasciò i suoi Stati per la guerra delle Crociate, con la quale essi si erano costituiti dittatori degli eserciti di tutta l’Europa: arrivò in Gerusalemme; e appena entrato nel tempio, una nuova scomunica lo colse sopra il sepolcro di Cristo<ref>Muratori, Ann. 1229, 1245.</ref>.