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Piazze, Portici, Vichi, e Sedili. Oggi rilengono solo quello
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Piazze, Portici, Vichi, e Sedili. Oggi ritengono solo quello di Piazza o di Seggio.
 
<ref follow="pag178">dalle catacombe di S. Gennaro in Napoli, in che il Duca depose il corpo del rimpianto figliuolo, che seppe inchinar l’animo del superbo Arechi, primo Principe di Benevento, a pace ed amicizia, e valse ad entrar nel cuore di Carlomagno, in quella leggenda
di Piazza o di Seggio.
 
 
in versi acrostici nominato ''nuovo Re di Roma''. Ultimo Duca di
dalle catacombe di S. Gennaro in Napoli, in che il Duca depose
 
 
questa età fu ''Teofilatto'', nel 788.<br />
il corpo del rimpianto figliuolo, che seppe inchinar V animo del
 
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{{spazi|3}}Più lunga serie di Duchi novera il secolo IX. Tra’ dieci che l’un dopo l’altro si succedetltero, il primo fu ''Antimo IV'' all’809; il qual si piacque principalmente con Teodonanda sua moglie di fondar
superbo Arechì, primo Principe di Benevento, a pace ed amicizia, e valse ad entrar nel cuore di Carlomagno, in quella leggenda
 
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monisteri, ed esercitarsi ad altre opere di pietà. Morto lui l’anno 813, si mossero grandi contese fra’ Napolitani per la scelta d’un successore, e le parti di modo erano esasperate tra loro, che di leggieri non avrebbesi saputo condurle ad una via comune: finalmente l’Imperatore mandò loro un ''Teotista'' da Sicilia. Costui fu greco di nazione, epperò poco sollecito del buon governo delle cose nostre, per modo che non si curò di provocar l’ira del Principe Grimoaldo di Benevento, raccogliendo in Napoli un Beneventano domandato Dauferio, il quale aveva congiurato contro il suo Principe, e non avea potuto condurre a fine il disegno. Alla venuta di Grimoaldo, Teotisto gli fece fronte, e narra Erchemperto, che nella pugna feroce per terra e per mare fu sì grande strage de’ nostri, che ne restarono cinquemila sul campo di battaglia. Il Duca e Dauferio fuggendo, riuscivano a porsi in salvo dentro la città; ma non però trovaron qui riposo, perocchè furibonde, scarmigliate e scalze le donne con le armi alla mano gl’inseguirono, ad alta voce gridandoli infami traditori. Pure fu tanta la prudenza di Teotisto che, sedato il feminil tumulto, valse a placare anche l’animo di Grimoaldo, facendo ammenda del fallo con l’offerta di ottomila soldi d’oro, e della persona di Dauferio.<br />
in versi acrostici nominato nuovo Re di Roma. UUimo Duca di
 
 
{{spazi|3}}Gli succedette ''Teodoro II'', nell’817, il quale pe’ mali suoi diportamenti venuto in odio del popolo, dopo qualche anni fu tolto
questa età fu Teofilatto, nel 788.
 
 
di potere. Prese il luogo di costui ''Stefano II'' nell’821 malauguratamente, perchè Sìcone, Principe Beneventano, era amico dell’espulso Duca ed avidissimo delle nostre terre: onde, radunate
Più lunga serie di Duchi novera il secolo IX. Tra’ dieci che l’un
 
 
grosse armi, corse le contrade napolitane, si accostò alle mura con</ref>
dopo l’altro si succedeltero, il primo fu Antimo /FaU’SOO*, il qual
 
si piacque principalmente con Teodonanda sua moglie di fondar
 
monisieri, ed esercitarsi ad altre opere di pietà. Morto lui l’anno
 
813, si mossero grandi contese fra’ Napolitani per la scella
 
d’un successore, e le parti di modo erano esasperate tra loro,
 
che di leggieri non avrebbesi saputo condurle ad una via comune:
 
finalmente l’Imperatore mandò loro un Teotista da Sicilia. Costui
 
fu greco di nazione, epperò poco sollecito dol buon governo delle
 
cose nostre, per modo che non si curò di provocar l’ira del Principe
 
Grimoaldo di Benevento, raccogliendo in Napoli un Beneventano
 
domandato Dauferio, il quale aveva congiurato contro il suo
 
Principe, e non avea potuto condurre a fine il disegno. Alla venuta
 
di Grimoaldo, Teotisto gli fece fronte, e narra Erchemperto,
 
che nella pugna feroce per terra e per mare fu sì grande strage
 
de’ nostri, che ne restarono cinquemila sul campo di battaglia. Il
 
Duca e Dauferio fuggendo, riuscivano a porsi in salvo dentro la
 
città -, ma non però trovaron qui riposo, perocché furibonde, scarmigliate
 
e scalze le donne con le armi alla mano gl’inseguirono,
 
ad alla voce gridandoli infami traditori. Pure fu tanta la prudenza
 
di Teotisto che, sedato il feminil tumulto, valse a placare anche
 
l’animo di Grimoaldo, facendo ammenda del fallo con l’offerta di
 
ottomila soldi d’oro, e della persona di Dauferio.
 
Gli succedette Teodoro 11^ nell* 817, il quale pe’ mali suoi diportamenti
 
venuto in odio del popolo, dopo qualche anni fu tolto
 
di potere. Prese il luogo di costui Stefano II nell’821 malauguratamente, perchè Sìcone, Prìncipe Beneventano, era amico dell’espulso Duca ed avidissimo delle nostre terre: onde, radunate
 
grosse armi, corse le contrade napolitane, si accostò alle mura con
 
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